kevin montebello orecchio assoluto
Fonte foto: Il Corriere della Sera


Un caso su diecimila: è quello di Kevin Montebello, 13 anni, che grazie al suo orecchio assoluto riesce a suonare pianoforte, chitarra, basso e batteria - quest'ultima la sua preferita.

Una capacità rarissima di distinguere i suoni, la stessa che apparteneva a Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven, scoperta casualmente tra i banchi di scuola. 

Per intenderci, l'orecchio assoluto - da non confondere con l'orecchio relativo - è la capacità di identificare o cantare una nota musicale e la sua frequenza esatta senza alcun suono di riferimento.

Chi possiede questa dote riconosce un suono naturale o artificiale attribuendogli una nota. Spiegato ancora più semplice: immagina di sentire un suono come il clacson di un'auto, una voce o il suono di una campanella e di poter stablire se questo sia in fa diesis o in do minore.  

Un po’ come succede con i colori: se vediamo il rosso, non abbiamo bisogno di confrontarlo con il blu o con il verde per capire che è rosso. Lo riconosciamo e basta. 

Ecco, per chi ha l’orecchio assoluto funziona più o meno così, ma con i suoni.

Indice

  1. L'orecchio assoluto e le difficoltà
  2. Il bambino che suona quattro strumenti
  3. La collaborazione tra scuola e famiglia

L'orecchio assoluto e le difficoltà

Per Kevin non poteva che esserci l'indirizzo musicale del liceo Cavour di Torino, ma il percorso per arrivarci non è stato facile.

Fin da piccolo il ragazzo convive con una disabilità intellettiva classificata di livello "medio grave", eppure ha saputo distinguere le note ancor prima di imparare a leggere. 

Il talento, però, non si scopre da solo: serve chi sappia riconoscerlo. Alla Scuola Sibilla Aleramo di via Gubbio è stata la professoressa di musica Ester Siciliano a notare per prima quel dono, poi confermato da altri maestri ed esperti della materia.

La mamma Sonia, chiamata dalla scuola, temeva inizialmente brutte notizie: "All'inizio non sapevo neanche cosa volesse dire questa dote, poi sono rimasta senza parole per l'emozione" ha spiegato ai microfoni del Corriere della Sera.

Il bambino che suona quattro strumenti

Il caso di Kevin è ancora più eccezionale considerando che le percentuali di orecchio assoluto diminuiscono ulteriormente tra le persone con disabilità intellettiva.

Eppure il ragazzo suona quattro strumenti, nonostante all'inizio la stessa mamma temesse non fosse in grado di suonare neanche il flauto dolce: "Guardava gli altri suonare e mi chiese di averne uno.

Arrivato a scuola ha invece suonato a memoria una melodia che praticamente non aveva mai sentito prima. La stessa docente di musica era rimasta basita, così mi hanno fatto chiamare".

A scuola Kevin è conosciuto come un ragazzo socievole e sempre di buon umore. Seguito da vicino prima dalla professoressa Siciliano e poi dal professor Lino Mei, ha potuto continuare a coltivare il suo dono, suonando i vari strumenti con discreta, e a tratti sorprendente, facilità.

La mamma ringrazia il sistema scolastico e chi ha accompagnato la crescita del figlio: "Non avevamo mai avuto la fortuna di trovare qualcuno che lo capisse davvero".

La collaborazione tra scuola e famiglia

La donna sottolinea anche il ruolo educativo dei genitori: "Ho tre figli e anche esperienza da rappresentante di istituto. Mi è capitato di vedere come l'impartizione di programmi e nozioni senza venire incontro ai tempi o alle difficoltà dei ragazzi abbia spesso portato all'abbandono scolastico.

Io invece mi sento molto fortunata, perché ho incontrato delle persone d'oro, capaci di accogliere mio figlio ben prima che scoprissero il suo talento. In un mondo come quello in cui viviamo non è cosa da poco.

Anche noi genitori abbiamo il compito importante di accompagnare i nostri figli nel perseguire le loro passioni.

Quello con i docenti è un po' come un lavoro di squadra, altrimenti Kevin non avrebbe forse superato il test di ingresso al liceo nel modo brillante in cui ha affrontato la prova, suonando anche pezzi musicali classici, di Bach come di Beethoven, tutt'altro che semplici".

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