jason zhang lol

Realizzi che la vita è un susseguirsi di sliding doors nell’esatto momento in cui un ragazzo pubblica un carosello su Instagram per raccontare tutto quello che gli è successo dopo aver mollato League of Legends

Il protagonista si chiama Jason Zhang e il suo post è diventato virale perché va un po' controcorrente: da gamer di LoL pentito, infatti, il ragazzo ha pubblicato una piccola sequenza di risultati, esperienze e cambiamenti personali, che si sono susseguiti da quando ha lasciato il gaming competitivo. 

Jason mostra di aver iniziato a passare più tempo fuori, di aver viaggiato, di aver costruito una relazione, di essere entrato in una top university e di aver ottenuto quello che definisce il lavoro dei suoi sogni da Google.

La narrazione è volutamente esagerata e tocca un tema che molti ragazzi conoscono bene: quanto tempo prende un gioco quando smette di essere solo un passatempo? 

Indice

  1. Il post virale: “tutto quello che è successo dopo che ho mollato LoL”
  2. Il meme del “touched grass” e il bisogno di uscire dallo schermo
  3. Università, lavoro, relazioni: il racconto di una ripartenza
  4. La morale non è “smetti di giocare”, ma guarda cosa ti stai perdendo

Il post virale: “tutto quello che è successo dopo che ho mollato LoL”

League of Legends non ha bisogno di troppe presentazioni per chi vive internet da almeno qualche anno.

È uno dei videogiochi competitivi più famosi al mondo, un titolo capace di creare community, carriere esportive, amicizie online, ma anche sessioni infinite e quella sensazione un po’ tossica del “solo un’altra partita” che poi diventa un’altra ora.

Il carosello di Jason Zhang gioca proprio su questo immaginario. Prima si vede una foto di lui più giovane, con il testo che introduce il tema: tutto ciò che sarebbe successo dopo aver smesso con League of Legends.

Poi arrivano le tappe del cambiamento.

Il meme del “touched grass” e il bisogno di uscire dallo schermo

Una delle card più significative è quella con la scritta “touched grass”. Nel linguaggio di internet, “go touch grass” è diventato un modo ironico per dire a qualcuno di staccarsi dallo schermo e tornare un attimo nel mondo reale.

Nasce come presa in giro, spesso usata nelle discussioni online quando una persona sembra troppo immersa in litigi digitali, videogiochi, community o drama da social.

Nel post di Jason, però, quella frase diventa quasi tenera. Non significa soltanto “sono uscito di casa”, ma “ho ricominciato a fare esperienze fisiche, concrete, fuori dall’ambiente in cui passavo gran parte del mio tempo”

Università, lavoro, relazioni: il racconto di una ripartenza

Nel post, Jason mostra di aver viaggiato, di aver costruito una relazione, di essere entrato in una top university e di aver ottenuto un lavoro da Google. Messe in fila, queste immagini creano un effetto molto forte, quasi da trailer motivazionale: smetti con LoL e il mondo comincia a sorriderti.

Molto più probabilmente, smettere o ridurre drasticamente il tempo passato su un gioco ha rappresentato per lui una scelta simbolica: riprendere controllo sulle proprie giornate, investire energie altrove, costruire competenze, uscire di più, esporsi a nuove persone e nuove opportunità.

La morale non è “smetti di giocare”, ma guarda cosa ti stai perdendo

Il rischio, davanti a una storia del genere, è trasformarla in una predica contro i videogiochi. Ma come sappiamo videogiocare non è automaticamente un problema: può essere un hobby, una forma di socialità, persino una strada professionale per chi lavora negli esport, nello streaming, nello sviluppo o nella comunicazione digitale.

La domanda più utile è un’altra: quel gioco ti sta ancora dando qualcosa o ti sta solo trattenendo dentro una routine?

Quando una passione continua ad arricchirti, può convivere benissimo con studio, relazioni e progetti. Quando invece diventa l’unico modo per riempire i vuoti, evitare lo stress o rimandare le scelte, forse vale la pena fermarsi e guardare cosa succede.

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