League of legends

Il gaming solo una perdita di tempo? Sembra proprio di no, e ora avete una prova scientifica dalla vostra parte. 

Un recente studio condotto dai ricercatori della University of Electronic Science and Technology of China ha dimostrato che giocare regolarmente a League of Legends (LoL) può effettivamente potenziare le funzioni cerebrali.

Indice

  1. I dettagli della ricerca
  2. Cervelli "connessi": i risultati
  3. Effetti a lungo termine

I dettagli della ricerca

Lo studio ha coinvolto un campione di 68 studenti, monitorati per un periodo di circa sei mesi. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi per testare l'impatto di diverse tipologie di gioco:

Un gruppo dedicato a League of Legends, un titolo MOBA (Multiplayer Online Battle Arena) caratterizzato da ritmi frenetici e necessità di coordinazione. Mentre un gruppo di controllo era impegnato in un gioco di carte a turni, più lento e meno dinamico.

Per la durata dell'esperimento, gli studenti hanno giocato per un'ora al giorno.

Cervelli "connessi": i risultati

I risultati, pubblicati sulla base di dati elettroencefalografici (onde cerebrali) e test cognitivi, hanno mostrato che entrambi i gruppi hanno ottenuto miglioramenti. Tuttavia, i giocatori di League of Legends hanno mostrato i guadagni più significativi.

Il motivo? La natura complessa e frenetica di LoL richiede un carico cognitivo elevatissimo: bisogna gestire contemporaneamente la micro-gestione del campione, la visione della mappa, la strategia di squadra e i riflessi immediati. Questo mix agisce come una vera e propria forma di allenamento cognitivo.

Effetti a lungo termine

La scoperta più sorprendente riguarda la persistenza dei benefici. I ricercatori hanno osservato che i potenziamenti della funzione cerebrale non svaniscono non appena si posa il mouse. Gli effetti positivi sulla mente sono durati fino a dieci settimane dopo che i giocatori avevano smesso di giocare.

Questo suggerisce che il gaming competitivo possa avere un valore reale nella ricerca scientifica cognitiva, dimostrando che l'intrattenimento digitale, se vissuto con equilibrio, è una palestra per il nostro cervello.

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