Che cosa ci fanno Spider-Man, Tommy Shelby di Peaky Blinders e alcuni dei volti più famosi di Hollywood sulle tribune di uno stadio da poco più di diecimila posti?
Non siamo a Los Angeles e nemmeno a Londra, ma a Como, dove una partita di calcio è ormai una vera e propria parata di stelle. E non è un'esagerazione.
Negli ultimi anni Keira Knightley, Hugh Grant, Andrew Garfield, Benedict Cumberbatch e Adrien Brody sono soltanto alcune delle celebrità che hanno scelto di assistere alle partite della squadra lariana.
E la lista continua ad allungarsi: il 21 ottobre 2026, in occasione della sfida di Champions League contro il Manchester United, sugli spalti sono comparsi anche Florence Pugh, Tom Welling e alcuni protagonisti della serie Peaky Blinders.
Il Como sta facendo qualcosa di incredibile. Fino a dieci anni fa annaspava nelle categorie inferiori, lontanissimo dai riflettori del grande calcio; oggi non solo compete con le big d’Europa, ma ha costruito attorno a sé un empowerment di brand mostruoso, capace di attirare come tante piccole falene una costellazione di personaggi, marchi, investitori e curiosi, tutti sedotti dalla luce che il club ha improvvisamente acceso sul lago
Indice
Da Keira Knightley a Florence Pugh: tutte le star che hanno scelto lo stadio del Como
Per capire quanto sia cambiata l'immagine del Como, basta osservare chi frequenta le tribune dello stadio Giuseppe Sinigaglia. Nell'ottobre 2024, durante Como-Parma, erano arrivati Hugh Grant e Andrew Garfield, conosciuto dal grande pubblico per aver interpretato Spider-Man.
Qualche settimana dopo, in occasione della sfida con la Roma del 15 dicembre, è stata la volta di Keira Knightley, Michael Fassbender e del premio Oscar Adrien Brody.
Nel corso delle stagioni successive la lista si è arricchita di nuovi nomi: Benedict Cumberbatch, Kate Beckinsale, Chris Pine, Jeff Goldblum e Rudy Pankow, protagonista della serie Netflix Outer Banks.
Durante Como-Sassuolo del 28 novembre 2025, per esempio, Fassbender e Pine sono tornati ancora una volta sulle rive del lago per seguire la partita. Ma è soprattutto l'autunno 2026 a confermare quanto il fenomeno sia ormai consolidato.
L'11 ottobre, durante Como-Roma, sugli spalti sono comparsi anche due grandi nomi del ciclismo internazionale, Remco Evenepoel e Brandon McNulty, reduci dal weekend del Giro di Lombardia.
Dieci giorni dopo, per Como-Manchester United di Champions League, è arrivata un'altra parata di personaggi famosi: Florence Pugh, interprete di Oppenheimer e dei film Marvel, Tom Welling, celebre per Smallville, e i fratelli Joe e Finn Cole, volti di Peaky Blinders.
E non parliamo soltanto di cinema. Tra gli ospiti del Sinigaglia sono comparsi anche Thierry Henry, Arsène Wenger e altri protagonisti del calcio internazionale, oltre a figure legate alla musica e allo spettacolo.

Il segreto del Como? Il lago era già famoso prima della squadra
Como non aveva bisogno di diventare famosa, perché lo era già.
Il lago, le ville, gli alberghi, la moda, il turismo internazionale, il cinema, le celebrità. Esisteva già un immaginario potentissimo attorno alla città. Basta pensare a George Clooney, che con la sua presenza a Laglio ha contribuito ad accrescere ulteriormente la notorietà internazionale della zona.
La proprietà indonesiana del club ha capito una cosa abbastanza elementare ma spesso ignorata: una squadra di calcio non vende soltanto partite o merchandising vario. Un club sportivo di questo calibro racconta appartenenza, immaginario, lifestyle, territorio, status. E soprattutto vende una storia.
Il difficile sta nel restituirla sotto forma di racconto contemporaneo.
A differenza di tante società sportive che cercano di costruire una reputazione internazionale partendo da zero, il club lariano ha potuto collegare la propria immagine a un territorio già conosciuto e desiderato dal pubblico globale.
Il risultato è un qualcosa di unico in Italia: si può arrivare a Como per trascorrere qualche giorno sul lago e ritrovarsi a seguire una partita di Serie A o di Champions League in uno stadio praticamente affacciato sull'acqua.
Il presidente del club, Mirwan Suwarso, ha riassunto questa visione con un concetto semplice: il vero protagonista del progetto è proprio il lago, considerato uno degli elementi fondamentali dell'identità del marchio Como.
Dalla Serie D alla Champions League: la rivoluzione della proprietà indonesiana
Naturalmente, il paesaggio da solo non basta a trasformare una squadra di quarta divisione in una società capace di competere a livello europeo.
Per comprendere la crescita del Como bisogna tornare al 2019, quando il club viene acquistato attraverso il gruppo legato ai fratelli indonesiani Robert e Michael Hartono, imprenditori miliardari che decidono di investire nel progetto calcistico lariano.
La squadra arriva da anni difficili, segnati anche da problemi societari e finanziari. Il nuovo corso porta risorse economiche e una struttura più ambiziosa.
Nel 2024 il Como torna in Serie A dopo 21 anni di assenza. Nella stagione 2024/25 conclude il campionato al decimo posto, consolidando il proprio ritorno nella massima categoria.
A rendere ancora più riconoscibile il progetto contribuisce Cesc Fàbregas, ex centrocampista di Arsenal, Barcellona e Chelsea, prima arrivato come calciatore e poi diventato allenatore.
Un nome conosciuto in tutto il mondo, capace di conferire immediatamente credibilità internazionale al club e di contribuire allo sviluppo di un'identità tecnica riconoscibile.
Ma la società coinvolge anche altre figure di grande richiamo, come Thierry Henry, entrato nella compagine degli azionisti, e Raphaël Varane, che dopo il ritiro dal calcio giocato ha assunto un ruolo nel consiglio di amministrazione.
La crescita sportiva e quella commerciale iniziano così ad alimentarsi reciprocamente: più la squadra diventa competitiva, più aumenta la sua visibilità; più cresce la notorietà internazionale, più il progetto diventa interessante per giocatori, partner e investitori.
Il passaggio alla Champions League nella stagione 2026/27 rappresenta un'ulteriore accelerazione di questo percorso, portando il nome del Como su un palcoscenico ancora più ampio.
Perché le star internazionali vogliono andare a vedere il Como?
A questo punto la domanda è inevitabile: tutte queste celebrità arrivano al Sinigaglia perché sono diventate improvvisamente tifose del Como? Non necessariamente, e il bello è proprio questo.
Il fascino del progetto risiede proprio nella possibilità di vivere un'esperienza che combina elementi diversi: una partita di alto livello, un territorio conosciuto in tutto il mondo e un contesto esclusivo.
Una combinazione particolarmente interessante per chi frequenta già il Lago di Como per vacanza, lavoro o eventi.
Il club, inoltre, ha sviluppato un'offerta di ospitalità dedicata a chi desidera vivere la giornata della partita come un'esperienza più ampia, con servizi e iniziative che si affiancano allo spettacolo sportivo.
Non sorprende, quindi, che alcuni ospiti decidano di tornare.
È il caso di Chris Pine, che dopo aver assistito a diverse partite ha raccontato al club quanto il paesaggio, l'atmosfera dello stadio e l'accoglienza dei tifosi rendano particolarmente memorabile l'esperienza.