
Immagina di vincere un'Olimpiade e ricevere in cambio una mucca. O, nel migliore dei casi, un appartamento. Che di questi tempi non è affatto male.
Dietro la gloria olimpica si nascondono premi a dir poco pittoreschi, almeno in alcuni Paesi come il Kazakistan o l'Indonesia, dove le ricompense seguono logiche piuttosto lontane dai nostri standard occidentali.
In Italia, invece, il sistema dei premi è decisamente più strutturato. E, come dichiarato dal Ministro per lo Sport Andrea Abodi, per la prima volta in assoluto sarà completamente esentasse.
Vediamo allora quanto valgono le medaglie e chi sono gli atleti "paperoni" di queste Olimpiadi 2026!
Indice:
I premi per le medaglie: l'Italia tra i Paesi più generosi
Una premessa fondamentale: il Comitato Olimpico Internazionale non riconosce alcun compenso economico diretto agli atleti vincitori. Sono i singoli Paesi a erogare le somme: chi arriva al primo, secondo o terzo posto non guadagna nulla, in termini economici, dal CIO.
In questo senso, il CONI si conferma uno dei comitati olimpici più generosi al mondo. Per Milano Cortina 2026, gli atleti azzurri riceveranno 180mila euro (circa 213 mila dollari statunitensi) per l'oro, 90 mila euro (circa 107 mila dollari) per l'argento e 60 mila euro (circa 71.400 dollari) per il bronzo.
Un aspetto importante riguarda gli sport di squadra: il premio non viene diviso tra i componenti della squadra, ma ogni singolo atleta percepisce l'importo totale corrispondente al valore della medaglia conquistata.
Chi sono gli atleti più pagati a Milano Cortina 2026
Eppure, la realtà economica dello sport olimpico è molto più complessa di quanto si possa immaginare. Per la stragrande maggioranza degli atleti che partecipano ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, infatti, lo sport praticato non è sufficiente a coprire i costi di una carriera d'élite.
Tra trasferte internazionali, allenamenti quotidiani, staff tecnico e attrezzature all'avanguardia, competere sul palcoscenico olimpico può persino tradursi in una perdita economica netta. La gloria sportiva, insomma, non sempre coincide con la sostenibilità finanziaria.
Esiste tuttavia un gruppo ristretto di atleti per i quali il problema non si pone affatto.
Ai Giochi del 2026 scendono in gara anche alcuni degli sportivi più ricchi e remunerati al mondo, capaci di trasformare il successo sportivo in milioni di dollari grazie a sponsorizzazioni miliardarie e accordi commerciali con brand globali.
Per loro, le Olimpiadi sono senza dubbio una vetrina sportiva, ma prima ancora d'immagine.
La regina indiscussa: Eileen Gu da 23 milioni di dollari
L'atleta più pagata di Milano Cortina 2026 è Eileen Gu, sciatrice freestyle che gareggia per la Cina nonostante sia nata a San Francisco.
A soli 22 anni, la giovane campionessa ha incassato circa 23 milioni di dollari negli ultimi 12 mesi, quasi interamente grazie a sponsorizzazioni, a fronte di premi gara relativamente contenuti.
Il dato più sorprendente riguarda proprio la composizione dei suoi ricavi: appena 100 mila dollari provengono effettivamente dallo sci, mentre tutto il resto arriva da sponsorizzazioni e partnership commerciali con brand come Porsche, Red Bull, Tiffany, Louis Vuitton e Gucci, oltre a colossi cinesi come Anta Sports, Bosideng, Mengniu Dairy, Luckin Coffee e TCL Electronics.
Le doppie origini americane e cinesi le hanno garantito un appeal unico, trasformandola in una vera e propria macchina da business.
La gestione della sua immagine è affidata all'agenzia IMG Models, la stessa che cura supermodelle come Kate Moss e Bella Hadid: non a caso, quando non gareggia, Eileen Gu sfila sulle passerelle per marchi di alta moda.
Auston Matthews: il re dell'hockey vale 20 milioni
Sul podio degli atleti più pagati sale anche Auston Matthews, stella dei Toronto Maple Leafs e capitano del Team USA di hockey su ghiaccio.
Matthews guadagna oltre 15 milioni di dollari dal suo club e circa 5 milioni da sponsorizzazioni, per un totale di 20 milioni di dollari annui. Numeri impressionanti che, però, non bastano a renderlo l'olimpionico più ricco in assoluto, titolo che resta saldamente nelle mani di Eileen Gu.
Gli atleti italiani: tra talento e appeal commerciale
Tra gli italiani, in testa c'è Sofia Goggia, che nella stagione di Coppa del Mondo ha incassato cifre nell'ordine di circa 260 mila-320 mila euro solo in prize money. Secondo stime di siti di marketing sportivo, Goggia può guadagnare tra circa 500 mila e un milione di euro all'anno dagli accordi di sponsorizzazione.
Altri nomi di spicco includono Federica Brignone, plurivincitrice di Coppa del Mondo e volto di numerosi brand sportivi e lifestyle, Arianna Fontana, una delle atlete italiane più decorate di sempre e Federico Pellegrino, riferimento internazionale dello sci di fondo e molto appetibile per sponsor legati agli sport invernali.
Gli atleti militari: uno stipendio fisso per gli azzurri
Per gli atleti azzurri, oltre ai compensi da premi e sponsorizzazioni, si aggiunge anche un'altra voce di entrate: l';appartenenza a un corpo militare o dello Stato.
La maggior parte dei 196 rappresentanti italiani ai Giochi (cifra che permette all'Italia di superare il primato di 184 partecipanti stabilito a Torino 2006) può contare su uno stipendio fisso garantito dalla propria affiliazione alle Forze Armate o ai corpi dello Stato.
I premi per le medaglie negli altri Paesi
Le differenze nei premi sono notevoli. Singapore offre cifre record: 1 milione di dollari singaporiani (circa 745 mila dollari USA) per l'oro, anche se difficilmente li assegnerà schierando un solo atleta, lo sciatore Faiz Basha.
Gli Stati Uniti, potenza olimpica per eccellenza, mantengono premi più contenuti: 38 mila dollari per l'oro, 23 mila per l'argento e 15 mila per il bronzo. Quasi la metà di quanto si guadagna in Italia con il bronzo.
Se non altro gli atleti del team a stelle e strisce potranno contare sul fondo messo a disposizione dal magnate Ross Stevens, proprietario del fondo Stone Ridge: 100 milioni di dollari da devolvere ai partecipanti ai Giochi olimpici e paralimpici.
Ciascuno dei 232 americani di Milano Cortina riceverà 100 mila dollari (85 mila euro) solo per aver partecipato all’edizione 2026.
Il bonifico arriverà al compimento dei 45 anni o trascorsi vent'anni dalla prima partecipazione olimpica. In più, alla morte, le famiglie degli atleti riceveranno altri 100 mila dollari. Duecentomila per duecentotrentadue fa 46,4 milioni di dollari, tanto per dire.
In Europa, Francia e Germania si mantengono distanti dai livelli italiani. La Francia stanzia circa 87 mila dollari per l'oro, 43 mila per l'argento e 22 mila per il bronzo; mentre la Germania si ferma a 22 mila dollari per l'oro, riducendo gradualmente la somma: dai 17 mila dollari per l'argento agli 11 mila per il bronzo.
Ancora più sorprendente la scelta di Norvegia, Svezia e Gran Bretagna che, pur essendo nazioni con forte tradizione olimpica, non prevedono alcun premio economico legato alle medaglie.
Alcuni Paesi hanno sviluppato sistemi di ricompensa alternativi e decisamente originali. Il Kazakistan dona appartamenti agli atleti vincitori: monolocale per il bronzo, bilocale per l'argento, trilocale per l'oro.
In Polonia chi arriva sul podio può contare su: 170 mila euro cash (circa 202 mila dollari) dal comitato olimpico, più un pacchetto (emesso dal governo) da circa 130 mila euro (circa 155 mila dollari) che include un'auto, un appartamento di due locali – destinazione ignota, potrebbero essere Varsavia come Cracovia – alcune opere d'arte e un gioiello che, va precisato, non arriva dalle gioiellerie di lusso: la stima ufficiale si aggira sugli 800 euro.
La Corea del Sud garantisce uno stipendio mensile a vita ai medagliati d'oro. L'Indonesia, in modo più pittoresco, aggiunge alle somme in denaro la donazione di mucche, mentre la Malesia offre automobili di importazione.
La Finlandia ha stretto la cinghia, pagando 50 mila euro (circa 59.500 dollari) per ogni oro ma con un tetto massimo di 100 mila euro (circa 119 mila dollari) atleta.