Green pass per ristoranti palestre e discoteche, le ipotesi: cosa potrebbe cambiare

Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica francese, negli scorsi giorni ha annunciato un provvedimento che ha fatto notevole scalpore, sia nel suo Paese che fuori: l’obbligo di esibire il green pass per accedere a ristoranti, caffè e trasporti di lunga percorrenza come treni e aerei. Questa misura ha avuto l’effetto sperato: in poche ore la piattaforma per la prenotazione dei vaccini è stata sommersa dalle adesioni di cittadini spaventati di poter essere tagliati fuori dalla vita sociale del Paese. Ma è un modello che può essere riportato anche da noi in Italia? Cosa ne pensa il Governo? Scopriamolo.

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L’obbligo del green pass per ristoranti e palestre arriverà anche qui?

La grande domanda, fin da quando Macron ha approvato questo provvedimento, è se questo modello verrà esportato anche in Italia. A rispondere, dopo essersi consultato con il Governo e con il Comitato Tecnico Scientifico, dovrà essere il Presidente del Consiglio Mario Draghi. Tante sono in realtà le voci discordanti, sia all’interno dell’esecutivo, dove il ministro della Salute Roberto Speranza pensa che questa norma sia indispensabile, in contrapposizione a Matteo Salvini che invece non ne vuole neanche sentir parlare, sia fuori dalla maggioranza, dove Giorgia Meloni ha definito questa ipotesi limitante della libertà individuale. Tuttavia, è altresì vero, come riporta il Corriere, che anche alcuni governatori di centrodestra ritengono necessario riuscire a incrementare il numero di vaccinatiper scongiurare nuove chiusure” e per questo a Palazzo Chigi suppongono che la trattativa in questione potrebbe prolungarsi addirittura oltre la fine di luglio.

Green pass obbligatorio o no: potrebbero esserci nuove restrizioni?

Accanto alla questione green pass c’è un dato che di certo non va trascurato: i contagi stanno purtroppo iniziando a salire in quasi tutte le regioni d’Italia. È altresì confortante che i dati relativi ai reparti ospedalieri, così come quelli delle terapie intensive sono ancora buoni. Ma la paura di una nuova ondata tra l’inizio di agosto e/o la fine dell’estate è sempre più concreta. E, nonostante si stia pensando a una revisione dei parametri che fanno scattare il cambio dei colori, ad oggi non è scontato evitare che nel giro di due o tre settimane alcune regioni tornino in fascia gialla o addirittura oltre. Proprio per questo, e per scongiurare nuove e più dure restrizioni, a partire dalla ministra Gelmini e da altre ale moderate del governo, si auspica un utilizzo massiccio del green pass per poter meglio controllare la movida estiva senza il bisogno di ulteriori chiusure.

Preoccupa la variante delta sia in Italia sia in Europa

Ciò che preoccupa di più è senza dubbio la diffusione e l’impennata di casi che si sta registrando sia nel nostro Paese che nei territori europei riguardanti la variante delta del Covid-19, considerata una delle forme più pericolose e contagiose del virus. E proprio per cercare di limitarne la circolazione Macron ha scelto di usare in modo massiccio il green pass, che ha anche, come abbiamo già accennato, incentivato le vaccinazioni su scala nazionale. Un incremento di questo tipo sarebbe proprio la risposta che si auspicano tutti coloro che pensano di voler replicare il modello francese. Tuttavia anche in Italia si sta poi discutendo un altro cambiamento proprio riguardante il green pass: potrebbe essere concesso soltanto a chi dimostrerà di aver completato il ciclo vaccinale o a chi avrà un tampone con esito negativo effettuato nelle ultime 48 ore. Insomma: le ipotesi sul tavolo in questo momento sono molteplici ma nessuna ha ancora avuto conferma, bisognerà attendere prossimi sviluppi.

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