
A 16 anni c’è chi passa il pomeriggio alla PlayStation e chi, davanti a uno schermo, contribuisce allo sviluppo di una monoposto di Formula 1. Aiden Price appartiene decisamente alla seconda categoria.
Il giovane pilota americano lavora infatti al Charlotte Technical Center di General Motors, dove guida il sofisticato simulatore Driver-in-the-Loop utilizzato anche dal team Cadillac Formula 1.
Il suo compito non è semplicemente quello di mettere insieme giri veloci: Price aiuta ingegneri e piloti a verificare modelli virtuali, assetti e componenti prima che arrivino sulla vettura reale.
Una storia iniziata quasi per caso quando aveva appena 14 anni e che oggi lo vede lavorare accanto a piloti con esperienze ai massimi livelli del motorsport, tra cui Simon Pagenaud e Pietro Fittipaldi.
Indice
Chi è Aiden Price, il 16enne che lavora con Cadillac F1
Aiden Price è un giovane pilota statunitense cresciuto tra sim racing e corse su ovali sterrati. Prima ancora di entrare nel programma GM aveva già ottenuto vittorie nelle micro sprint e accumulato molta esperienza su iRacing, la piattaforma di simulazione utilizzata anche da numerosi piloti professionisti.
La sua occasione è arrivata quando Cadillac aveva bisogno di qualcuno che potesse svolgere alcune sessioni al simulatore durante l’assenza di Simon Pagenaud.
Matt Borland, responsabile dei programmi Motorsport Competition di Cadillac, conosceva già le capacità del ragazzo e propose a suo padre Greg Price, manager nell’area Design & Manufacturing di GM Motorsports, di portarlo al centro tecnico per una prova.
Aiden aveva appena 14 anni. Per partecipare alla valutazione fu necessario persino ottenere il permesso della sua scuola. Secondo il racconto pubblicato da Cadillac, dopo circa 15 minuti il team aveva già deciso di inserirlo nel gruppo di supporto al simulatore.
Oggi Price frequenta una high school online, una soluzione che gli permette di avere maggiore flessibilità e di continuare a lavorare con il programma motorsport di General Motors.
Cosa fa Aiden al simulatore della Formula 1
Guidare un simulatore professionale di Formula 1 è molto diverso dal giocare a un videogioco di corse.
Il Driver-in-the-Loop utilizzato da GM riproduce il comportamento della monoposto attraverso modelli estremamente complessi. Aiden gira virtualmente sui circuiti e fornisce agli ingegneri dati utili per verificare se le modifiche alla vettura producano gli effetti previsti.
Uno degli aspetti più importanti è la correlazione: ciò che viene simulato al computer deve essere il più possibile coerente con ciò che poi accade sulla monoposto reale. Per questo anche le sensazioni e i feedback del pilota diventano parte del processo di sviluppo.
Price non sostituisce naturalmente i piloti ufficiali o gli specialisti più esperti. Lavora invece all’interno di una struttura che comprende figure come Simon Pagenaud e Pietro Fittipaldi, confrontando anche i propri dati con quelli dei professionisti per capire dove migliorare.
E il suo contributo può avere conseguenze molto concrete. Prima del GP di Miami 2026, per esempio, Price ha partecipato al test virtuale di un aggiornamento delle sospensioni della Cadillac MAC-26. I risultati al simulatore convinsero il team a produrre rapidamente i componenti e portarli direttamente al circuito.
Dal simulatore alla terra battuta
Parallelamente al lavoro con General Motors, il ragazzo continua infatti a gareggiare negli Stati Uniti sulle dirt track, gli ovali in terra battuta che rappresentano una parte importante della cultura automobilistica americana.
A fine luglio, per esempio, Price risultava tra i partecipanti della categoria 410 Sprint all’Attica Raceway Park, in Ohio, dove in qualifica aveva ottenuto il secondo tempo del proprio gruppo.
Questa doppia esperienza è proprio uno degli elementi che lo rendono interessante per GM.
Guidare realmente permette di sviluppare sensibilità meccanica e capacità di interpretare il comportamento di una vettura; il simulatore, invece, consente di trasformare quelle sensazioni in un lavoro molto più analitico, fatto di dati e modifiche ripetute centinaia di volte.
Perché i simulatori sono così importanti in Formula 1
I test in pista sono fortemente limitati dal regolamento e far girare una Formula 1 reale comporta costi e difficoltà enormi. Il simulatore consente invece di provare assetti, componenti, strategie e modifiche virtualmente, ripetendo gli esperimenti senza consumare pneumatici o chilometri reali.
Cadillac ha utilizzato la simulazione persino durante la progettazione della sua prima vettura di Formula 1: secondo GM, la MAC-26 è stata sviluppata inizialmente attraverso modelli virtuali, prima che i componenti venissero prodotti fisicamente.
Ecco perché un sedicenne può ritrovarsi a lavorare sullo stesso progetto di ingegneri e piloti professionisti senza avere ancora l’età o l’esperienza necessarie per guidare una Formula 1 vera.