
Un Mark Zuckerberg glaciale, alle prese con una rete globale segnata da fake news e disinformazione. È il cuore di "The Social: il prezzo della verità", il nuovo film su uno degli uomini più potenti della Silicon Valley.
La pellicola arriva nelle sale italiane l'8 ottobre 2026 e racconta la strada intrapresa dal fondatore di Facebook/Meta nella gestione del suo impero online. Al centro c'è una frase che riassume tutto il film: Facebook descritto come "non l'arbitro ma la piazza pubblica".
Un ritratto definito "più che mai attuale", che arriva in un momento in cui il tema della moderazione dei contenuti online tocca da vicino anche il pubblico più giovane, quello che su quelle piattaforme ci vive ogni giorno.
Indice
Il film arriva al cinema l'8 ottobre
"The Social: il prezzo della verità" debutta nelle sale italiane l'8 ottobre 2026. A distribuirlo è Eagle Pictures.
La regia porta la firma di Aaron Sorkin, già autore di un altro film dedicato alle origini di Facebook. Nel cast, oltre a Jeremy Strong, ci sono Mikey Madison, Jeremy Allen White, Wunmi Mosaku, Betty Gilpin, Billy Magnussen e Bill Burr.
Jeremy Strong interpreta un Zuckerberg glaciale
A vestire i panni del fondatore di Meta è Jeremy Strong, che restituisce un ritratto definito "glaciale e dispotico". La sua interpretazione segue da vicino la strada intrapresa da Zuckerberg nella gestione dell'universo online.
Il film guarda alle conseguenze globali di quella strada, diventate sempre più pesanti con il passare degli anni. È un racconto che mette al centro le scelte di un solo uomo alla guida di una piattaforma usata da miliardi di persone.
La rete descritta come una piazza piena d'odio
Nel film, Zuckerberg definisce Facebook "non l'arbitro ma la piazza pubblica": una delle frasi più significative dell'intera pellicola. È la chiave con cui il regista inquadra il ruolo della piattaforma nella vita online globale.
La storia collega quella definizione alla diffusione sistematica in rete di fake news, deepfake, odio, propaganda politica, complottismo e disinformazione. Tra le conseguenze citate figurano anche razzismo, bullismo, abusi e violenza in ogni forma.