Con un ETF puoi investire nei mercati globali con pochi euro e con una sola operazione. A spiegarlo è Riccardo Spada, divulgatore finanziario e autore del podcast "The Bull", nel video della serie Like a Prof di Skuola.net - il format TikTok che porta tra i banchi digitali esperti del mondo reale – dedicato agli ETF.
Indice
Quanto serve per iniziare a investire in un ETF
Gli ETF possono permettere di investire nei mercati globali anche con capitali contenuti, ma l’importo minimo dipende dal prezzo della quota e dai costi dell’intermediario. Non serve essere un professionista della finanza per acquistarne una quota: basta un'unica operazione sul proprio conto titoli.
Per un ETF che replica l'indice S&P 500, spiega Riccardo Spada nel video, possono bastare anche poche centinaia di euro. Con questa cifra, attraverso un solo acquisto, si ottiene un'esposizione a centinaia di aziende quotate negli Stati Uniti, senza dover scegliere i singoli titoli uno per uno.
Non servono quindi grandi capitali né una selezione di azioni fatta a mano: una sola operazione è sufficiente per entrare nei mercati globali.
Che cosa significa ETF e come funziona
ETF è la sigla di exchange-traded fund: un fondo quotato in borsa. A differenza di una singola azione, un ETF indicizzato mira a replicare l’andamento di un indice, mentre esistono anche ETF a gestione attiva.
Quando si acquista una quota di un ETF, si compra automaticamente un pezzettino di tutto quello che il fondo contiene al suo interno. Non serve scegliere titolo per titolo: con un solo acquisto si ottiene un’esposizione all’indice che il fondo mira a replicare.
Come funziona la diversificazione con un ETF
"Immagina di investire in Apple, Microsoft, Google e altre 497 aziende con una sola operazione", spiega Riccardo Spada nel video. È quello che succede comprando un ETF che replica l'indice S&P 500.
Questo indice raccoglie 500 società rappresentative del mercato azionario statunitense. Un ETF che lo replica offre un’esposizione alle società dell’indice, ponderata secondo i criteri dell’indice, e mira a seguirne l’andamento.
Perché gli ETF costano meno e sono trasparenti
Negli ETF indicizzati il gestore mira a seguire l’indice, mentre negli ETF a gestione attiva può decidere cosa comprare o vendere. Negli ETF indicizzati le regole dell’indice sono definite in anticipo e il fondo mira a seguirne l’andamento, anche se la replica può avvenire con modalità diverse.
Questa impostazione comporta costi molto più bassi rispetto ai fondi tradizionali, che prevedono invece una gestione attiva del portafoglio giorno per giorno.
Nel lungo termine, spiega Spada, questi costi più contenuti possono fare una differenza significativa sul rendimento netto di chi investe, perché incidono sul valore dell’investimento nel tempo.
Gli ETF sono sicuri per chi inizia a investire
Come qualsiasi investimento, anche gli ETF comportano dei rischi. Nessuno strumento finanziario è privo di rischio, ETF compresi.
Riccardo Spada, presentato nel video come divulgatore finanziario e podcaster, osserva che "semplicità, diversificazione e costi bassi li rendono probabilmente il punto di partenza migliore per un investitore individuale".
Si tratta di una valutazione sul profilo generale dello strumento, non di una garanzia sull'assenza di perdite: resta comunque un prodotto finanziario soggetto all'andamento dei mercati.