Illustrazione di un escursionista sedicenne recuperato con verricello da un elicottero su una montagna
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale

Un escursionista di 16 anni è stato recuperato da una parete del Crown Mountain dopo aver seguito un itinerario pianificato con l'intelligenza artificiale. Il ragazzo si trovava da solo sulla montagna, a una quarantina di minuti d'auto da Vancouver, in Canada, quando si è reso conto di non poter più proseguire né tornare indietro in sicurezza.

A intervenire è stata la squadra di North Shore Rescue, che lo ha individuato bloccato su un tratto noto come Widowmaker. 

Indice

  1. Il ragazzo ha perso il sentiero sulla via Widowmaker
  2. North Shore Rescue lo ha recuperato con un verricello
  3. Le indicazioni dell'IA possono ignorare i rischi della montagna

Il ragazzo ha perso il sentiero sulla via Widowmaker

Il sedicenne era partito intorno alle 8 del mattino da Grouse Mountain, con il piano di risalire il Crown Mountain attraverso un canalone. Il percorso sembrava semplice sulla carta, ma qualcosa è andato storto lungo la salita.

A un certo punto ha perso la traccia escursionistica e si è ritrovato su un terreno da arrampicata vero e proprio. È finito sulla via alpinistica conosciuta come Widowmaker, fermo sotto l'ultimo salto di roccia, senza possibilità di proseguire o tornare indietro da solo.

Il tragitto, secondo quanto riferito dai soccorritori, era stato costruito con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. Non è stato reso noto quale strumento il ragazzo abbia utilizzato per pianificare l'itinerario prima di partire.

North Shore Rescue lo ha recuperato con un verricello

La richiesta di aiuto è arrivata poco prima delle 15:30. I tecnici di North Shore Rescue sono riusciti a contattare telefonicamente il ragazzo e a localizzarlo con precisione sulla parete.

Da lì, due tecnici sono stati calati dall'elicottero con il verricello e lo hanno recuperato in sicurezza, portandolo via dal tratto roccioso dove si era bloccato.

Il soccorso alpino interviene proprio in situazioni come questa: cercare e soccorrere dispersi, feriti o persone in pericolo di vita su terreni montani e impervi. In Europa il numero di riferimento resta il 112, mentre negli Stati Uniti e in Canada ci si rivolge al 911.

Le indicazioni dell'IA possono ignorare i rischi della montagna

Non è il primo episodio del genere nella zona. In un caso precedente vicino a Vancouver, due giovani avevano organizzato un'escursione affidandosi a ChatGPT e a Google Maps, ritrovandosi poi in difficoltà tra neve imprevista e abbigliamento inadeguato.

Mancavano persino scarponi adatti e bastoncini da trekking, tanto che a intervenire sono stati i soccorritori di Lions Bay, che hanno dovuto fornire sul posto l'attrezzatura che ai due ragazzi mancava del tutto.

"L'intelligenza artificiale può fornire dati non aggiornati o imprecisi. E chi non ha esperienza spesso non sa nemmeno quali domande porre", ha spiegato Sandra Riches, direttrice di BC AdventureSmart, l'organizzazione che promuove la sicurezza nelle attività all'aperto.

In montagna i rischi restano gli stessi di sempre, dalla perdita dell'orientamento alle cadute su terreni ripidi, fino a ipotermia e condizioni meteo che cambiano in fretta.

Sono variabili concrete che un chatbot, per quanto utile a tracciare un percorso sulla carta, non sempre riesce a leggere con la stessa prudenza di chi la montagna la conosce davvero.

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