
Una gara in cui per correre più veloce, nuotare più forte o sollevare più peso, si può ricorrere all’uso di sostanze che aumentano le prestazioni. È questa l’idea alla base degli Enhanced Games, la nuova competizione sportiva che qualcuno ha già ribattezzato “Olimpiadi del doping”.
L’evento inaugurale è previsto a Las Vegas il 24 maggio 2026, al Resorts World, e dovrebbe riunire atleti di livello mondiale in discipline come nuoto, corsa, sollevamento pesi e strongman.
Il tutto con una premessa molto chiara: spingere il corpo umano oltre i limiti conosciuti, attraverso l’uso di potenziatori della performance sotto supervisione medica.
Indice
Cosa sono e come funzionano gli Enhanced Games
La differenza rispetto allo sport tradizionale è abbastanza evidente. Nelle competizioni olimpiche e professionistiche regolate dai codici antidoping, sostanze come steroidi, testosterone, EPO o altri farmaci usati per migliorare le prestazioni sono vietate.
Negli Enhanced Games, invece, il progetto parte proprio dal principio opposto: non fingere che il doping non esista, ma renderlo dichiarato, monitorato e trasformarlo in parte dello spettacolo sportivo.
Secondo gli organizzatori, gli atleti saranno seguiti da medici e sottoposti a controlli. La competizione viene presentata quindi come un mix tra sport, scienza, intrattenimento e biotech: una specie di laboratorio live in cui capire fino a dove può arrivare il corpo umano quando viene “potenziato”.
Sul tavolo ci sono anche milioni di dollari in premi, con un totale annunciato di 25 milioni di dollari in compensi per gli atleti.
Un grande evento mediatico
Gli Enhanced Games sono pensati anche come grande evento mediatico: la prima edizione sarà trasmessa gratuitamente su piattaforme come Roku, YouTube, Twitch, Rumble e Kick.
A chiudere la serata, secondo quanto annunciato dall’organizzazione, ci sarà anche una performance dei The Killers, band simbolo di Las Vegas.
Dietro al progetto ci sono imprenditori, investitori tech e capitali del mondo venture. Tra i nomi citati dai media internazionali compaiono figure come Peter Thiel e società legate a Donald Trump Jr., mentre l’evento viene raccontato dai promotori come una nuova frontiera per sport, media e biotech.
Le critiche della WADA
Nel frattempo monta la polemica. La WADA, l’Agenzia mondiale antidoping, ha definito gli Enhanced Games un progetto “pericoloso e irresponsabile”, sostenendo che promuovere l’uso di sostanze per migliorare la performance possa mettere a rischio la salute degli atleti e mandare un messaggio sbagliato, soprattutto ai più giovani.
Anche se una sostanza è legale o prescritta da un medico, non significa automaticamente che sia priva di rischi. Il mondo antidoping ricorda da anni gli effetti che l’abuso di sostanze dopanti può avere sul corpo: problemi cardiovascolari, squilibri ormonali, conseguenze psicologiche e danni a lungo termine.
Gli Enhanced Games, però, puntano a ribaltare completamente la narrazione. Per i promotori, il vero problema non sarebbe l’uso di sostanze in sé, ma l’ipocrisia dello sport tradizionale, dove il doping esiste comunque ma viene nascosto.
Da qui l’idea: se alcuni atleti cercano già di spingersi oltre i limiti, perché non farlo alla luce del sole, con regole diverse e con un controllo medico dichiarato?
Da una parte, quindi, c’è chi vede negli Enhanced Games una provocazione capace di aprire un dibattito su corpo, tecnologia e performance.
Dall’altra c’è chi teme che normalizzare il doping possa trasformare gli atleti in esperimenti viventi, spingendo soprattutto i più giovani a pensare che per essere “abbastanza forti” serva modificare il proprio corpo a ogni costo.