centro nazionale trapianti

C’è molto più probabilità di avere bisogno di un trapianto di organo che di riceverlo: lo dicono chiaramente i numeri, lo scorso anno in Italia a fronte di poco più di 2.000 donatori, si sono effettuati quasi 5.000 trapianti

E non dobbiamo pensare che il trapianto sia una questione di coloro che soffrono di patologie croniche: anche chi è perfettamente in salute può contrarre un virus e, da un giorno all’altro può ritrovarsi con un cuore che si arresta e non riparte più

È quello che è accaduto a Michelle Arcangeli, 20enne studentessa di Scienze della Comunicazione, che come regalo per l’esame di Maturità - sostenuto in terapia intensiva attaccata ad una macchina che la teneva in vita - ha ricevuto un cuore nuovo che le ha permesso di tornare a vivere. 

In quei momenti ti rendi conto che hai bisogno di persone come Giuseppe Feltrin, cardiochirurgo con oltre 200 trapianti all’attivo che oggi dirige il Centro Nazionale Trapianti. E del lavoro della sua squadra: un team attivo h24 che gestisce le liste d’attesa - cercando di dare la priorità a chi ne ha davvero bisogno - e coordina le decine di professionisti che devono intervenire prontamente quando arriva l’organo giusto

Conoscere questi temi è davvero una questione vitale: noi di Skuola.net, dopo averli portati sul nostro canale YouTube qualche mese fa, abbiamo deciso di fare un ripasso, organizzando un incontro per rispondere direttamente alle domande di oltre 200 studenti dell’Istituto Tecnico Galileo Galilei di Roma

Ma c’è un quesito che più di altri ha bisogno di una risposta positiva: quando rinnoviamo la nostra carta d’identità, ad esempio, ci viene chiesto se vogliamo donare i nostri organi dopo la nostra morte

Quel sì contribuisce a salvare vite che altrimenti sarebbero finite e non ci toglie nulla, come spieghiamo in questo articolo e nei video che trovi qui sotto: se sei una persona generosa e che vuole fare la differenza, sei nel posto giusto

@skuolanet

Oggi siamo stati a un evento con il Centro Nazionale Trapianti e abbiamo fatto una prova molto semplice: capire cosa cambia davvero quando ti fermi un attimo a parlare di donazione, senza fretta e senza pregiudizi. Abbiamo fermato studentesse e studenti prima dell’incontro, quando il tema è ancora “lontano”, e poi dopo, quando hai ascoltato, riflettuto e ti porti a casa qualcosa. Il punto non è convincere tutti a dire “sì”, ma conoscere, capire e scegliere con la testa, non con la paura o con informazioni sbagliate sentite online. È capire cosa succede quando smettiamo di parlare “per sentito dire” e iniziamo a ragionare davvero su un tema importante. E anche se qualcuno non cambia idea da un momento all’altro, spesso cambia qualcosa di enorme: più conoscenza più coscienza più capacità di parlarne senza evitare l’argomento Perché su temi così, la differenza la fa una sola cosa: informarsi bene. Per info e approfondimenti: trapianti.salute.gov.it CentroNazionaleTrapianti CNT Donazione Trapianti VoxPop Scuola Skuolanet *adv

suono originale - Skuola.net - Skuola.net

Indice

  1. Perché è importante parlare di donazione di organi e tessuti? 
  2. Il Centro Nazionale Trapianti incontra gli studenti 
  3. Le voci degli studenti: “Ora so cosa rispondere quando mi chiedono ‘Vuoi diventare donatore?’” 
  4. L’effetto sorpresa che pesa sulla decisione
  5. La cattiva informazione è il nemico numero uno: i 7 falsi miti più diffusi sulla donazione
    1. “Se dico sì alla donazione, i medici mi curano meno”
    2. “La morte cerebrale non è una vera morte”
    3. “Se non dico nulla, vale automaticamente il sì”
    4. “Una volta detto sì, non posso più cambiare idea”
    5. “Donare organi e tessuti è una cosa per giovani e persone sane”
    6. “Donare il midollo osseo significa toccare il midollo spinale”
    7. “Donare il midollo osseo è sempre doloroso e invasivo”
  6. Come funziona e chi può diventare donatore? Tutto sul processo di donazione

Perché è importante parlare di donazione di organi e tessuti? 

Disinformazione, paura, dubbi mai chiariti e una scelta che spesso arriva all’improvviso: metti insieme tutti questi ingredienti e capisci perché c’è un disperato bisogno di parlare di donazione di organi, tessuti e midollo osseo

Soprattutto tra i più giovani, che su questi temi rischiano di arrivare impreparati proprio nel momento in cui viene chiesto loro di decidere che, per moltissime persone, coincide con il rilascio o il rinnovo della carta d’identità elettronica. È lì, allo sportello del Comune, che ogni cittadino maggiorenne può dichiarare la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti: dire sì, dire no oppure scegliere di non esprimersi.

I dati del Centro Nazionale Trapianti confermano quanto questa scelta sia ancora delicata. Nel 2025, al momento del rilascio o rinnovo della carta d’identità elettronica, nei Comuni italiani sono state raccolte oltre 3,7 milioni di dichiarazioni sulla donazione di organi e tessuti. La maggioranza ha detto sì, ma i “no” sono arrivati al 40,1%, in aumento rispetto al 36,3% del 2024. In altre parole: quasi 4 persone su 10, davanti a quella domanda, hanno scelto di opporsi.

E la questione riguarda da vicino proprio le nuove generazioni. Tra i 18-30enni, infatti, le opposizioni sono salite dal 33,6% al 39,7%. Tradotto: sempre più giovani, al momento della scelta, dicono no. Oppure non rispondono. E spesso non perché abbiano davvero approfondito la questione, ma perché arrivano davanti a quella domanda senza abbastanza informazioni, con paure o falsi miti difficili da superare

Il Centro Nazionale Trapianti incontra gli studenti 

Per questo portare il tema della donazione dentro le scuole non è solo utile: è necessario. È quello che è successo lo scorso 23 aprile all’ITIS Galileo Galilei di Roma, dove è andato in scena uno speciale di #Sapevatelo, il format di approfondimento di Skuola.net, dedicato alla donazione di organi, tessuti e midollo osseo.

A moderare l’incontro è stato il nostro Daniele Grassucci, Direttore e Co-Founder di Skuola.net, mentre a spiegare agli studenti come funziona davvero il processo, quali garanzie lo regolano e perché una scelta consapevole può fare la differenza è stato appunto il direttore Feltrin accompagnato dalla testimonianza di Michelle

Perché dietro un “” non c’è solo una casella da spuntare su un modulo. C’è una possibilità concreta: una sola persona, scegliendo di donare organi e tessuti, può contribuire a salvare più di 7 vite (grazie anche alla donazione da vivente attraverso le cellule staminali del sangue)

L’obiettivo? Dare agli studenti gli strumenti per capire davvero come funziona la donazione e arrivare preparati, un giorno, davanti a una scelta che può cambiare la vita di qualcun altro. 

Le voci degli studenti: “Ora so cosa rispondere quando mi chiedono ‘Vuoi diventare donatore?’” 

A confermare quanto sia importante parlarne prima sono stati proprio gli studenti, che dopo l’incontro hanno raccontato dubbi, idee e riflessioni nate durante la giornata. Molti si sono detti favorevoli alla donazione, partendo da un concetto semplice ma potentissimo: aiutare qualcuno a vivere

“Dovremmo aiutare gli altri, soprattutto quando potrebbero perdere la cosa più preziosa che è la vita, ha spiegato una studentessa. Un altro studente ha aggiunto: “È una cosa importante e bellissima da fare, perché potrebbe aiutare a salvare molte vite.

Ma dalle loro parole è emerso anche un altro punto: di donazione, tra i giovani, si parla ancora troppo poco. C’è chi ha raccontato di non aver mai affrontato davvero l’argomento, se non a scuola attraverso un film, e chi invece si è trovato davanti alla domanda al momento del documento d’identità senza sapere bene cosa scegliere: “Quando mi hanno dato il modulo con scritto se ero favorevole o contrario, io non sapevo cosa mettere”.

Ed è proprio qui che l’informazione fa la differenza. Alcuni studenti hanno ammesso di sapere poco o nulla prima dell’incontro, altri hanno scoperto cose che davano per scontate in modo sbagliato. Una ragazza, ad esempio, pensava che con tatuaggi sul corpo non si potesse donare: “Oggi invece è stato smentito, buono a sapersi. Altri hanno detto di aver scoperto che, in alcuni casi, si può donare anche da vivi.

Alla fine, il messaggio che molti si sono portati a casa è stato chiaro: informarsi serve per scegliere meglio. “Non è tanto diffuso tra i giovani parlare di queste cose, quindi lo consiglierei”, ha detto uno studente, spiegando che inviterebbe anche gli amici ad approfondire il tema. 

E alla domanda più diretta, “oggi diresti sì o no?”, diverse risposte sono andate nella stessa direzione: “Io oggi direi sì, “ero già sul sì, ma adesso mi sento più convinto”, “è importante, possiamo aiutare a salvare veramente molte viterivelano gli alunni intervistati.

L’effetto sorpresa che pesa sulla decisione

Quando si parla di donazione di organi e tessuti, spesso non manca solo il coraggio. Manca soprattutto l’informazione. Secondo una recente indagine realizzata da Noto Sondaggi per il Centro Nazionale Trapianti, quasi il 40% delle persone scopre solo allo sportello, durante il rinnovo della carta d’identità, di poter dichiarare la propria volontà sulla donazione

In pratica: ci si ritrova davanti a una decisione enorme senza averci mai pensato davvero prima. Ed è proprio questo “effetto sorpresa” a influenzare le risposte: una persona su due decide lì per lì cosa dichiarare. E quando la scelta è improvvisata, aumenta soprattutto la probabilità di dire no o di non esprimersi affatto.

Tra chi si è opposto, infatti, il 58% ha preso la decisione all’ultimo momento; tra chi si è astenuto, quasi l’80% ha fatto lo stesso.

La cattiva informazione è il nemico numero uno: i 7 falsi miti più diffusi sulla donazione

Molti dubbi sulla donazione non nascono da disinteresse, ma da informazioni sbagliate, paure comprensibili o frasi sentite mille volte e mai verificate davvero. E proprio per questo è importante fare ordine.

Dalla paura di “essere curati meno” alla confusione tra midollo osseo e midollo spinale, fino al dubbio su tatuaggi e piercing: ecco alcuni dei falsi miti più diffusi sulla donazione di organi, tessuti e midollo osseo, spiegati (e smontati) in modo semplice dal Centro Nazionale Trapianti.

#1 “Se dico sì alla donazione, i medici mi curano meno”

Falso. La donazione può essere presa in considerazione solo dopo l’accertamento della morte. Il CNT spiega che l’accertamento della morte è indipendente dall’eventuale donazione e che i medici devono procedere secondo criteri stabiliti, a prescindere dalla possibilità di prelevare organi o tessuti. La commissione che certifica la morte è inoltre diversa dall’équipe che eventualmente si occuperà del prelievo e del trapianto.

#2 “La morte cerebrale non è una vera morte”

Falso. Secondo la comunità medico-scientifica, la morte coincide con la cessazione totale e irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo. Può essere accertata con criteri neurologici o cardiaci, attraverso procedure precise e previste dalla legge. Quindi no: non è coma, non è sonno profondo, non è una condizione da cui ci si può “risvegliare”.

#3 “Se non dico nulla, vale automaticamente il sì”

Falso. In Italia il “silenzio-assenso” non è mai stato attuato. Il CNT chiarisce che ogni maggiorenne può esprimere la propria volontà, ma la dichiarazione non è obbligatoria. Se una persona non si è mai espressa, saranno i familiari aventi diritto a decidere: il prelievo può avvenire solo se non si oppongono.

#4 “Una volta detto sì, non posso più cambiare idea”

Falso. Si può cambiare idea in qualsiasi momento. In caso di più dichiarazioni, fa fede l’ultima volontà espressa in ordine di tempo. Tradotto: non è una scelta “bloccata per sempre”, ma una decisione che si può aggiornare.

#5 “Donare organi e tessuti è una cosa per giovani e persone sane”

Falso. Per esprimersi sulla donazione di organi e tessuti non esistono limiti di età. Saranno poi i medici, caso per caso, a valutare l’idoneità alla donazione. Il CNT ricorda anche che oggi sono possibili donazioni da persone ultraottantenni, in particolare per fegato e rene.

#6 “Donare il midollo osseo significa toccare il midollo spinale”

Falso, ed è uno dei miti più diffusi. Il CNT spiega che la donazione di midollo osseo riguarda le cellule staminali emopoietiche, presenti nel midollo osseo, nel sangue periferico e nel cordone ombelicale. Il midollo osseo si trova nelle creste iliache e non ha nulla a che vedere con il midollo spinale.

#7 “Donare il midollo osseo è sempre doloroso e invasivo”

Falso. Secondo il CNT, molte persone pensano ancora che donare il midollo sia complicato e doloroso, ma nella maggior parte dei casi, oltre l’80%, la donazione è molto simile a una donazione di sangue. Nel caso del prelievo da sangue periferico, la procedura avviene tramite aferesi, non richiede anestesia ed è indicata come indolore.

Come funziona e chi può diventare donatore? Tutto sul processo di donazione

Il processo di donazione e trapianto in Italia è coordinato dal Centro Nazionale Trapianti, la struttura che lavora 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per ricevere le segnalazioni dei potenziali donatori e assegnare gli organi ai pazienti in lista d’attesa

L’assegnazione segue criteri rigorosi: contano urgenza, compatibilità e posizione in lista, non rapporti personali, conoscenze o legami familiari. Se l’organo compatibile si trova in un’altra regione, viene organizzato il trasporto anche a lunga distanza, con aerei o mezzi speciali, per rispettare tempi molto stretti.

Le donazioni possono avvenire in vita oppure dopo la morte. Nel primo caso si possono donare, ad esempio, un rene o una porzione di fegato. Per il rene esiste anche il sistema del cross-over: quando una coppia donatore-ricevente non è compatibile, può essere “incrociata” con altre coppie grazie a un algoritmo che cerca combinazioni compatibili, aumentando così le possibilità di trapianto.

Per la donazione post-mortem, invece, il percorso è molto controllato. Tutto può iniziare solo dopo l’accertamento della morte, effettuato da una commissione medica indipendente composta da tre specialisti. Per sei ore vengono valutati parametri clinici e strumentali, come l’elettroencefalogramma. Solo dopo la certezza del decesso si verifica se la persona aveva espresso in vita la propria volontà sulla donazione. Il team che accerta la morte è diverso da quello che si occupa del trapianto.

La donazione è sempre gratuita, anonima e volontaria. Nessuno può scegliere a chi destinare gli organi e nessuno conosce l’identità del donatore o del ricevente.

Diventare donatori è semplice e non servono requisiti particolari per esprimere la propria volontà. Si può dichiarare il proprio consenso o diniego al momento del rilascio o rinnovo della carta d’identità elettronica, scegliendo tra “”, “no” oppure decidendo di non esprimersi in quel momento. La scelta è libera, non obbligatoria e può essere modificata in qualsiasi momento.

In alternativa, si può dichiarare la propria volontà tramite AIDO, recandosi presso la propria ASL o scrivendo una dichiarazione su un foglio, datata e firmata, da conservare in un luogo accessibile e da comunicare ai familiari.

Se una persona non si è mai espressa in vita, vengono coinvolti i parenti, con cui si prova a ricostruire quale sarebbe stata la sua volontà. Per questo parlarne prima è importante: evita dubbi e aiuta la famiglia in un momento già molto difficile.

Quanto a chi può donare, non bisogna auto-escludersi. Non ci sono limiti assoluti legati, per esempio, ad allergie, tatuaggi o piercing: l’idoneità degli organi viene valutata dai medici al momento del decesso. La cosa fondamentale è esprimere la propria volontà; saranno poi i professionisti sanitari a stabilire se la donazione è possibile.

Centro Nazionale Trapianti

Un SÌ che salva più di sette vite

Clicca qui!
 
Skuola | TV
#Sapevatelo | Come scoprire l'Europa con DiscoverEU ed Erasmus+

Nel nuovo episodio del vodcast "#Sapevatelo", ti spieghiamo perché l'UE riguarda anche te: ecco tutti i vantaggi per i giovani

Segui la diretta