accessori retro tech

Prima abbiamo tolto i fili dalle cuffie, poi i CD e i DVD dagli scaffali. Gli iPod e le fotocamere hanno fatto spazio a smartphone e cuffiette “buds”, mentre vecchie console, telefoni a conchiglia e lettori portatili sono finiti nei cassetti o nei mercatini dell’usato.

Tutto doveva diventare più smart, più veloce, più leggero. Dopo 20 anni, le generazioni nate e cresciute nell'era digitale hanno deciso di rompere questo schema, riscoprendo il fascino della tecnologia del passato. 

Tra Gen Z, Gen Alpha e Millennials cresce infatti la voglia di retro-tech, cioè vecchi dispositivi analogici o digitali tornati improvvisamente di moda: cuffiette con il filo, fotocamere compatte, iPod, CD, vinili, DVD, flip phone, BlackBerry, console portatili come Nintendo DS e PSP, fino ad arrivare perfino alle macchine da scrivere.

A prima vista potrebbe sembrare l'ennesima wave vintage esplosa sui social. Sotto, invece, c'è molto di più.

Secondo gli addetti ai lavori, infatti, si tratta di una vera e propria reazione di rigetto dovuta alla sensazione che il digitale abbia ormai raggiunto un livello di invasività difficile da ignorare, generando un crescente desiderio di disconnessione che l'old tech, in questo senso, soddisfa appieno.

Indice

  1. Cuffiette con il filo: da oggetto superato a accessorio cool
  2. Fotocamere digitali, DVD e vinili: il ritorno del fisico
  3. PlayStation, Nintendo DS e PSP: il retro-tech passa anche dal gaming
  4. Flip phone, BlackBerry e iPod: meno smartphone, più controllo
  5. Nostalgia per un tempo mai vissuto?
  6. L’ansia da AI e la voglia di “andare analogici”
  7. Il fascino degli oggetti che fanno una cosa sola

Cuffiette con il filo: da oggetto superato a accessorio cool

Uno degli esempi più evidenti è quello degli auricolari con il filo. Per anni sono sembrati il simbolo di una tecnologia ormai superata dagli AirPods e dalle cuffie Bluetooth.

Adesso, invece, sono tornati a essere un accessorio riconoscibile, soprattutto tra i più giovani. Il Post riporta infatti che le vendite sono aumentate e che il loro successo è legato anche all’effetto vintage.

Ma non è solo nostalgia. Le cuffiette con il filo hanno anche vantaggi molto concreti: costano meno, durano di più e non dipendono da batteria e ricarica come molti dispositivi wireless.

In più, hanno una sorta di “utilità antisociale”: rispetto agli auricolari senza filo, rendono più evidente agli altri che si sta ascoltando qualcosa e che magari non si ha voglia di essere disturbati.

Intanto negli States sono tornate ad essere letteralmente un must anche e soprattutto tra i Gen Z e Millennilas dello star system americano.

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Fotocamere digitali, DVD e vinili: il ritorno del fisico

Ma non finisce qui. Perché siamo davanti a un fenomeno ben documentato anche all'estero. Secondo BBC Scotland News, Amazon UK ha registrato durante il Black Friday un aumento di prodotti retro come giradischi portatili, Tamagotchi e fotocamere usa e getta, mentre catene come Currys e John Lewis hanno segnalato vendite in crescita per radio, fotocamere istantanee e sveglie.

A cosa è dovuto questo fascino? Anche qui, i motivi sono sempre pratici, come spiega la BBC. I DVD, per esempio, piacciono perché danno l’idea di possesso: non paghi un abbonamento, non dipendi da un catalogo che cambia, non rischi che un contenuto sparisca da una piattaforma.

Lo compri, lo tieni, lo guardi quando vuoi. Lo stesso discorso vale per CD, vinili e videogiochi fisici, che restituiscono una sensazione diversa rispetto allo streaming o alle librerie digitali.

Anche le fotocamere compatte e quelle analogiche stanno vivendo un ritorno forte. Un modo, per molti giovani, di sviare dall'automatismo dello smartphone e, soprattutto, e di evitare la FOMO da pubblicazione immediata sui social. 

PlayStation, Nintendo DS e PSP: il retro-tech passa anche dal gaming

Il ritorno del retro-tech, però, non si ferma a cuffiette, fotocamere e lettori musicali. Una parte enorme del fenomeno passa anche dal retro-gaming.

Non è un caso che console come PlayStation 1, PlayStation 2, Nintendo DS, PSP e Game Boy siano tornate a circolare tra mercatini online, negozi dell’usato e piattaforme di ricondizionato.

Secondo Back Market, nel 2025 le console retrò sono state tra le categorie più popolari del retro-tech e, nella prima parte dell’anno, la piattaforma ha venduto il 32% di console retrò in più rispetto all’intero 2024.

Tra gli oggetti più desiderati ci sono anche le vecchie PlayStation: le vendite eBay del 2025 rilevano che la PlayStation 1 è tra le console retrò con il giro d’affari più alto, mentre singoli esemplari di PS1 e PS2 hanno raggiunto cifre molto elevate nel mercato dell’usato e del collezionismo.

La PlayStation 2, poi, resta un caso perfetto per capire il peso della nostalgia videoludica: ha venduto oltre 160 milioni di unità ed è considerata la console più venduta di sempre, con una libreria da più di 4.000 giochi.

Titoli come GTA: San Andreas, Gran Turismo, Metal Gear Solid, Silent Hill e God of War hanno segnato l’immaginario di una generazione, trasformando la PS2 in molto più di una semplice console.

E il concetto di “retro” si sta allargando anche a prodotti più recenti. Negli Stati Uniti, GameStop ha iniziato a classificare come retro anche console come PlayStation 3, Xbox 360 e Wii U, accettandole per il trade-in e rivendendole in negozi selezionati e online.

Flip phone, BlackBerry e iPod: meno smartphone, più controllo

Negli Stati Uniti, il New York Post ha poi raccontato un’altra faccia del fenomeno: giovani e genitori che stanno tornando a dispositivi più semplici per ridurre la dipendenza dallo smartphone.

Alcuni scelgono flip phone o telefoni con schermi molto piccoli, altri recuperano iPod, lettori MP3, fotocamere digitali o perfino macchine da scrivere. L’obiettivo è simile: tagliare il rumore, ridurre le distrazioni, recuperare concentrazione e presenza nel mondo reale.

Il caso raccontato dal Post è quello di una studentessa della New York University che ha sostituito l’iPhone con un Nokia 2780 a conchiglia, ha smesso di usare Spotify, ha comprato una fotocamera digitale e un lettore CD, e ha iniziato perfino a chiedere indicazioni per strada invece di affidarsi solo a Google Maps.

Secondo il suo racconto, ridurre lo screen time l’ha fatta sentire più libera, concentrata e meno ansiosa.

Nostalgia per un tempo mai vissuto?

In tutto questo c'è sicuramente un elemento culturale: la nostalgia. Per i Millennials, molti oggetti retro sono ricordi reali: il Discman, il primo iPod, la fotocamera digitale portata in gita, i DVD guardati in famiglia, la PlayStation o il Nintendo DS.

Per la Gen Z e soprattutto per la Gen Alpha, invece, spesso sembra nostalgia per un’epoca mai vissuta davvero (per ovvie questioni anagrafiche). 

L’ansia da AI e la voglia di “andare analogici”

Business Insider collega il ritorno dell’old tech anche a una forma di stanchezza più ampia verso il digitale e l’intelligenza artificiale.

L’articolo parla infatti di AI anxiety, cioè dell’ansia generata da un mondo in cui l’AI sembra entrare ovunque: scuola, lavoro, creatività, relazioni, contenuti.

In questo contesto, il ritorno a CD, DVD, Nintendo DS e oggetti analogici diventa un modo per disintossicarsi da un ambiente percepito come sempre più automatizzato e impersonale.

Il fascino degli oggetti che fanno una cosa sola

Un accessorrio retro-tech, invece, fa meno cose, ma forse è proprio per questo che piace: perché fa esattamente quello che per cui è stato progettato. Uno smartphone oggi può scattare foto, far ascoltare musica, gestire pagamenti, mostrare video, far lavorare, studiare, chattare e scrollare per ore.

È comodissimo, certo, ma anche stancante. Un vecchio Walkman, invece, serve solo ad ascoltare musica. Una fotocamera compatta serve solo a scattare foto. Un lettore DVD serve solo a guardare un film.

Questa semplicità oggi è apprezzatissima: usare un dispositivo che non interrompe continuamente con notifiche, promemoria, messaggi, app e contenuti consigliati è diventato un lusso.

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