
Rispetti le misure di contenimento e metti la mascherina oppure no? Rispondi a questa domanda e ti dirò chi sei, o quasi. Infatti tramite uno studio svolto da Science Direct, citato persino sull’autorevole testata britannica Independent e poi riportato anche dall’Huffingtonpost, si sono isolati due tipi di profili: “antisociale” ed “empatico” proprio in relazione al comportamento delle persone con le misure di sicurezza imposte dalla pandemia attualmente in corso. Ma scopriamone qualcosa in più.
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Lo studio sulla reazione alla pandemia
La ricerca, che per ovvi motivi è la prima nel suo genere, è stata svolta in America Latina e si basa su interviste condotte su un campione di 1.500 persone tra i 18 e i 73 anni. A queste persone è stato sottoposto un questionario tramite il quale gli scienziati hanno voluto analizzare la capacità empatica e gli impulsi provati dai soggetti in base ai sentimenti suscitati da altre persone. Tra i temi affrontati anche l’uso della mascherina come strumento di protezione collettivo, in particolar modo in quest’ultimo periodo.
I risultati della ricerca: empatico e antisociale i due profili
Sulla base delle risposte fornite dagli intervistati è stato dunque possibile identificare due profili distinti: il primo, “antisociale”, si è dimostrato connesso a chi opponeva resistenza all’adozione delle misure di sicurezza anti-Covid, tra le quali ovviamente figura anche la mascherina. Mentre il secondo profilo delineato è stato definito “empatico” ed è stato collegato agli intervistati rispettosi delle misure anti-contagio.
Non indossi la mascherina? Sei “antisociale”
Ma come mai non indossare la mascherina e in generale l’essere restii all’adottare misure di sicurezza anti-Covid dovrebbe portare a essere “antisociali”? Ebbene, il profilo degli “antisociali” ha mostrato punteggi più alti nelle domande relative a “insensibilità, inganno, ostilità, impulsività, irresponsabilità, manipolazione e assunzione di rischi”, tipici del disturbo antisociale di personalità (ASPD). I soggetti appartenenti a questo profilo hanno ottenuto anche punteggi più bassi in ambito di risonanza affettiva. Il profilo “empatico”, al contrario, è risultato connesso a punteggi più alti nell’ambito della risonanza affettiva e a punteggi minori nelle domande associate a tratti associati a disturbo ASPD. Proprio questo ha spinto l’Indipendent a sottolineare che: “Il team che ha condotto lo studio ha affermato di sperare che i risultati aiutino a convincere le autorità sanitarie a fare di più per educare le persone ai giusti comportamenti. Attraverso l’individuazione delle persone che presentano tratti di disturbo antisociale è possibile effettuare interventi volti a stimolare la consapevolezza dell’importanza ricoperta dal rispetto delle misure di contenimento”.
Lucilla Tomassi