
Essere figli d’arte può avere il suo peso, ma quando entra in gioco la salute è sempre meglio non correre rischi. Cristian Totti non gioca più a calcio: il figlio maggiore di Francesco Totti ha lasciato i campi dopo l'esperienza in Serie D con l'Olbia, chiudendo un percorso iniziato nel vivaio della Roma.
Il papà ne ha parlato in un'intervista al Corriere dello Sport-Stadio, pubblicata per i suoi 50 anni. Dietro la scelta pesa soprattutto un problema di salute scoperto quasi per caso.
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Cristian Totti ha chiuso la carriera nel 2025
Il percorso di Cristian Totti da calciatore è partito nel settore giovanile della Roma, lo stesso club in cui il padre ha giocato per tutta la carriera. Dopo le formazioni Under 17 e Under 18, Cristian ha cercato spazio nella Primavera del Frosinone.
Dopo l'esperienza nelle giovanili del Rayo Vallecano, in Spagna, è passato all'Avezzano e quindi all'Olbia, in Serie D. Nel 2025 ha scelto di smettere con il calcio giocato, al termine di un percorso seguito dai media più attentamente rispetto a quanto succeda di solito con un ragazzo delle categorie inferiori.
Una Tac ha rilevato un'occlusione nell'acquedotto di Silvio
Il problema di salute è emerso quasi per caso, durante una Tac effettuata per un problema al naso. Gli accertamenti hanno rilevato un'occlusione nell'acquedotto di Silvio, una condizione che secondo il racconto di Francesco Totti impediva al liquido di arrivare correttamente al cervello.
"Hanno trovato un'occlusione nell'acquedotto di Silvio. Mo', non è che faccio il medico, te lo dico così come me l'hanno spiegato: non passava tutto il liquido al cervello", ha raccontato Francesco Totti al Corriere dello Sport-Stadio.
Quella scoperta ha dato un senso a un sintomo che accompagnava Cristian fin da bambino: i frequenti mal di testa. "Fin da piccolo aveva frequenti mal di testa. Ma era sempre in movimento, nessuno si era mai preoccupato. Sarà un po' stanco, pensavamo", ha aggiunto l'ex capitano della Roma.
Cos’è l’acquedotto di Silvio e a cosa serve
L’acquedotto di Silvio, chiamato anche acquedotto cerebrale, è un piccolo e stretto canale situato nel mesencefalo, una parte del cervello.
La sua funzione è mettere in comunicazione il terzo e il quarto ventricolo cerebrale, permettendo il passaggio del liquor cerebrospinale, il fluido che circola all’interno e intorno al sistema nervoso centrale.
Il liquor svolge diverse funzioni importanti: contribuisce a proteggere il cervello dagli urti, aiuta a mantenere stabile l’ambiente in cui lavorano le cellule nervose e partecipa al trasporto di sostanze utili e all’eliminazione di prodotti di scarto.
Proprio perché l’acquedotto di Silvio è uno dei punti più stretti del sistema ventricolare, una sua ostruzione o stenosi può ostacolare il normale deflusso del liquor.
Il liquido può quindi accumularsi nei ventricoli situati a monte dell’ostruzione, aumentando la pressione e, in alcuni casi, provocando una forma di idrocefalo ostruttivo.
Le pressioni sul cognome hanno segnato il suo percorso
Oltre alla questione di salute, Cristian ha dovuto fare i conti con i giudizi legati al cognome che porta. "Crescendo ha conosciuto la cattiveria degli altri", ha spiegato Francesco Totti, ricordando episodi che lo hanno colpito particolarmente: "Parlar male di un ragazzo di dodici, quindici anni è vergognoso. Mi hanno ferito".
Cristian è stato criticato per il suo aspetto fisico sui social, mentre alcuni utenti lo hanno accusato di essere favorito proprio dal cognome Totti: un'etichetta rimasta con lui durante tutta la sua breve carriera sui campi italiani e spagnoli.
Lasciato il campo, Cristian non si è allontanato dal pallone: oggi lavora nella Totti Soccer School, la scuola calcio fondata dal padre e gestita dallo zio Riccardo Totti, occupandosi della ricerca di nuovi giovani talenti.