Totti e Noemi Bocchi

La vita dopo l'addio al calcio giocato è un groviglio di emozioni inedite, scelte drastiche e dolori improvvisi. Francesco Totti lo racconta in Oltre, la sua nuova autobiografia edita da Cairo e presentata in anteprima dal Corriere della Sera

Dal 29 maggio 2017, il giorno dopo il suo ritiro, il Capitano ha affrontato sfide che non si giocano su un campo in erba. Tra le pagine emergono i timori da adolescente per il primo bacio a Noemi Bocchi, le clamorose tentazioni di un ritorno in Serie A e il tragico addio al padre Enzo, stroncato dal Covid.

Indice

  1. L'amore con Noemi e il peso di un bacio decisivo
  2. La pazza idea del ritorno in Serie A: i no a Genoa e Como
  3. Il dramma del Covid e l'ultimo saluto a papà Enzo

L'amore con Noemi e il peso di un bacio decisivo

La rinascita sentimentale del numero 10 passa per l'incontro con Noemi. Un avvicinamento fatto di scambi di numeri e scoperte graduali ("Era dolce, era intelligente, era interessante"), fino al momento cruciale: il primo bacio. Un attimo consumato "vicino a Piazza del Popolo, in auto, come due ragazzini, nella penombra", come si legge nell'estratto del libro pubblicato dal ‘Corriere della Sera’

Il fuoriclasse abituato alle pressioni degli stadi si è ritrovato all'improvviso preda delle incertezze tipiche dell'adolescenza, domandandosi se chiudere gli occhi, se fare la prima mossa o se “andarci” di lingua. L'importanza di quell'istante era assoluta, tanto da paragonarlo al momento più alto della sua carriera in Nazionale: "Mica potevo sbagliarlo, come il rigore contro l'Australia al Mondiale del 2006"

Alla fine, rassicura Totti, è stato il bacio giusto al momento giusto, con Roma a fare da sfondo.

La pazza idea del ritorno in Serie A: i no a Genoa e Como

Oltre all'amore, c'è stato spazio per una tentazione sportiva che ha del clamoroso. A 48 anni, Totti ha ricevuto offerte concrete per tornare in Serie A, in particolare dalle panchine di Genoa e Como

Una prospettiva surreale, considerando che si sarebbe ritrovato a prendere ordini da allenatori molto più giovani di lui, come Alberto Gilardino (42 anni) e Cesc Fabregas (37). Tutto era nato da una battuta sulle sue condizioni fisiche, mantenute giocando a calciotto il lunedì sera, presa fin troppo sul serio dalla dirigenza ligure. 

Per capire se l'impresa fosse fattibile, il Capitano ha persino cambiato alimentazione, eliminando rigorosamente pane e dolci ("Togliere i dolci è stata durissima") e intensificando la palestra. 

Il fisico rispondeva bene, ma alla fine è subentrato un blocco insormontabile: la certezza che giocare per una squadra diversa dalla Roma avrebbe rappresentato un vero e proprio "tradimento sportivo", un gesto che "non ha età".

Il dramma del Covid e l'ultimo saluto a papà Enzo

La vita fuori dal campo ha presentato all'ex calciatore anche il conto più amaro: la scomparsa del padre Enzo, conosciuto come "lo Sceriffo". Il dramma si è consumato all'ospedale Spallanzani di Roma, dove l'uomo era ricoverato a causa del Covid-19

Totti ricorda con angoscia la telefonata del medico, arrivata con ben sette ore di anticipo rispetto al consueto aggiornamento serale. È bastato un "Purtroppo, Frà..." per fargli capire che il mondo gli stava crollando addosso

Papà Enzo, descritto come un uomo di poche parole che comunicava quasi esclusivamente con gli sguardi, se n'è andato intubato, prima che il virus "gli strappasse anche la residua riserva di fiato". Un lutto profondo e lacerante, definito dall’ex numero dieci come "la morte che mi ha cambiato la vita".

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