
Taylor Swift è la pop star dei record, tra premi conquistati e numeri da capogiro. Ma prima di diventare tutto ciò, è stata una studentessa come tante, alle prese con compiti, sogni ambiziosi e le difficoltà tipiche dell'adolescenza, come il bullismo.
Cresciuta in una fattoria della Pennsylvania, durante la sua formazione ha gettato le basi per la sua carriera grazie alla passione per la poesia. Persino il suo linguaggio oggi è entrato nelle aule universitarie come materia di studio.
Gli studi di Taylor Swift
Le radici di Taylor affondano a West Reading, in Pennsylvania, dove è nata il 13 dicembre 1989. Nelle sue origini c’è anche un po’ d’Italia, per un suo trisavolo materno originario di Castelnuovo Cilento, in provincia di Salerno.
Il suo percorso educativo è iniziato frequentando un asilo montessoriano. La svolta poi avviene a 14 anni, quando la famiglia si trasferisce a Hendersonville, vicino a Nashville, il cuore pulsante della musica country.
Inizialmente, Taylor frequenta la Hendersonville High School, quando però la sua carriera stava già decollando. Così, per conciliare gli impegni musicali con lo studio, ha scelto di diplomarsi attraverso il programma della Aaron Academy, una scuola privata cattolica, che le ha permesso di studiare da casa.
I suoi professori la ricordano bene. Come riportato dal ‘Corriere della Sera’, un suo insegnante dell’epoca la descrive come “un piccolo raggio di sole che rimbalzava ovunque”. Nonostante il successo come musicista, la sua prima vera passione non è stata la chitarra, ma la scrittura. A Rolling Stone ha infatti confessato: “La poesia è ciò che mi ha trasformata in una cantautrice”.
Oggi Taylor è tra gli artisti di maggior successo mondiale, e il grande affetto del pubblico le ha permesso di essere eletta persona dell’anno dal 'Time', diventando di fatto la prima intrattenitrice a ricevere questo riconoscimento.
Vittima di bullismo
Nonostante il carisma, gli anni del liceo per lei non sono stati facili. Come rivelato nel documentario “Taylor Swift: The End of an Era”, è stata presa di mira da alcune compagne di scuola. I motivi erano la sua aria da “brava ragazza” e la sua viscerale passione per la musica country, che all'epoca non era vista di buon occhio dai coetanei.
A Nashville, dove tutti sognano la gloria, i suoi compagni apparivano indifferenti ai suoi successi. C'era molta diffidenza verso i suoi abiti firmati e verso l'auto che guidava, acquistata a soli 16 anni grazie al suo primo importante contratto discografico.
Questi episodi di isolamento hanno però alimentato la sua scrittura, trasformando la solitudine in canzoni che avrebbero presto scalato le classifiche.
Il suo mondo studiato all'università
Oggi Taylor Swift non è solo una cantante, ma è persino diventata oggetto di studio accademico. Infatti, la sua capacità di influenzare la cultura è tale che l'Università di Harvard ha istituito un seminario intitolato “Taylor Swift e il suo mondo” all'interno del Dipartimento di Inglese.
Ma l'ateneo britannico non è stato l'unico a certificare la grandezza artistica di Taylor: dal Berklee College of Music alla Stanford University, il "fenomeno Swift" è analizzato ovunque. Anche in Italia, la Regina del Pop è entrata in un'aula accademica: all’Università di Bologna, durante un progetto di filologia rivolto alle scuole superiori, è stato analizzato il suo linguaggio per avvicinare i ragazzi a temi complessi.
La sua prima canzone di debutto, infatti, è nata proprio tra i banchi, scritta di nascosto durante una lezione di matematica. Un esempio perfetto di come la passione possa trasformare un momento ordinario in un successo planetario.