L'inchiesta As Equals di CNN ha scoperchiato un vaso di Pandora digitale che molti speravano si fosse chiuso con il processo Pelicot nel 2024. Invece, la realtà emersa è quella di una vera e propria "accademia dello stupro" globale: un ecosistema sommerso dove uomini comuni si scambiano consigli tecnici su come drogare, abusare e filmare le proprie mogli a loro insaputa.
Oltre il caso Pelicot: un male che non si ferma
Nel 2024, il mondo rimase inorridito davanti alla storia di Dominique Pelicot, l'uomo che per anni aveva drogato la moglie Gisèle per farla stuprare da decine di sconosciuti.
Nonostante la chiusura del sito Coco (usato da Pelicot), l'indagine di CNN dimostra che queste dinamiche sono tutt'altro che scomparse; si sono semplicemente spostate su altre piattaforme, diventando ancora più strutturate.
Il fenomeno del "Sleep Porn" e i tag dell'orrore
Uno dei centri nevralgici di questa sottocultura è il sito motherless.com, che nel solo mese di febbraio ha registrato oltre 62 milioni di visite. All'interno, la categoria dei contenuti "sleep" (sonno) conta più di 20.000 video.
Per muoversi in questo mondo, i carnefici utilizzano codici specifici:
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#eyecheck: una pratica agghiacciante in cui l'uomo solleva le palpebre della donna incosciente davanti alla telecamera per dimostrare agli altri membri della chat che è effettivamente sedata o profondamente addormentata.
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#passedout: utilizzato per categorizzare video di donne che hanno perso i sensi.
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Gruppo "Zzz": una chat specifica dove gli utenti si scambiano dosaggi e nomi di farmaci per indurre lo stato di incoscienza.
Un mercato nero di sostanze e dirette streaming
L'inchiesta ha rivelato che la violenza non è solo condivisa, ma anche monetizzata.
Un utente basato a Ceuta (Spagna) è stato identificato mentre pubblicizzava su Telegram un "liquido per dormire" al costo di 150 euro. La promessa? "Tua moglie non sentirà nulla e non ricorderà nulla".
Alcuni uomini trasmettono gli abusi in tempo reale. Per circa 20 dollari (pagati in criptovalute), gli spettatori possono non solo guardare lo stupro della moglie drogata, ma anche impartire ordini al marito su cosa fare.
"Quella notte 3 ragazzi hanno comprato l'accesso... e ho trasmesso mia moglie incosciente. Mi dicevano cosa fare e io lo facevo" ha dichiarato un utente a CNN.
L'illusione dell'anonimato
Tra le storie raccolte spicca quella di Piotr, un utente polacco che per mesi ha parlato apertamente con i giornalisti sotto copertura, fornendo consigli su come mescolare alcol e tranquillanti.
CNN è riuscita a rintracciarlo fisicamente in Polonia, trovandolo in un ristorante insieme alla moglie, ignara di tutto.
Per proteggere la sicurezza della donna, i giornalisti hanno scelto di non affrontarlo direttamente, consegnando invece tutto il materiale alle autorità competenti.
Una rete globale di complicità
Ciò che rende questo scenario ancora più inquietante è il senso di cameratismo perverso che si respira in queste chat. Gli uomini non si limitano a condividere file; si incoraggiano a vicenda, normalizzano l'abuso e celebrano la capacità di agire restando impuniti.
Mentre piattaforme come Motherless si nascondono dietro la dicitura di "host di file moralmente libero", migliaia di donne vivono ogni notte in un pericolo di cui non hanno nemmeno coscienza, vittime di mariti che vedono nel matrimonio non un legame, ma una licenza di possesso totale e violento.
L'antidoto culturale: perché l'educazione affettiva a scuola è vitale
Di fronte a scenari così cupi, appare chiaro che la repressione dei reati non sia sufficiente: occorre un intervento profondo sulle radici culturali del problema.
Il punto di partenza non può che essere l'educazione sessuale e affettiva nelle scuole, intesa come alfabetizzazione al consenso e al rispetto dell'altro.
È necessario scardinare l'idea pericolosa che i modelli di relazioni familiari siano intrinsecamente "buoni" o intoccabili: la cronaca ci insegna che, purtroppo, proprio tra le mura domestiche possono annidarsi le dinamiche di possesso e oggettivazione più feroci.