battista rapper
Rolling Stone

Un nome che fino a pochi giorni fa diceva poco, almeno fuori dalla Campania. Oggi, invece, basta scrivere Battista sui social per imbattersi in uno dei casi musicali più curiosi del momento.

Il protagonista non è Maurizio Battista, il comico romano conosciuto da anni dal pubblico televisivo, ma un giovane rapper del Casertano che con un solo brano è riuscito ad attirare l’attenzione di alcuni dei nomi più importanti dell’hip hop italiano.

Il suo singolo d’esordio, intitolato semplicemente “Battista”, è diventato virale in meno di una settimana. Marracash, Gemitaiz, Frankie hi-nrg, Inoki e altri artisti hanno iniziato a parlarne, mentre Roberto Saviano gli ha dedicato parole di grande apprezzamento.

A colpire è soprattutto il racconto: un testo in dialetto, senza ritornello tradizionale, che parte dalla gravidanza della madre e da una diagnosi prenatale che avrebbe potuto cambiare completamente la storia della sua famiglia.

Indice

  1. Chi è Battista, il rapper arrivato dal Casertano
  2. “Battista”, la canzone che racconta una nascita che avrebbe potuto non esserci
  3. Da Marracash a Saviano: perché tutti stanno parlando di Battista

Chi è Battista, il rapper arrivato dal Casertano

Battista si chiama Andrea Parisi e, almeno per il momento, continua a mantenere un profilo pubblico estremamente essenziale.

Sui social le informazioni personali sono ridotte al minimo e uno dei pochi riferimenti geografici è il CAP 81030, che comprende diversi comuni della provincia di Caserta, tra cui Castel Volturno e Villa di Briano.

Una scelta che ha contribuito ad alimentare la curiosità attorno al personaggio. Niente lunga presentazione, nessuna biografia dettagliata e pochissimo racconto di sé: a introdurlo al pubblico è stata direttamente la musica.

Il risultato è arrivato velocemente. In meno di sette giorni il videoclip del suo primo brano ha superato le 100mila visualizzazioni, un dato notevole per un artista praticamente sconosciuto fino alla settimana precedente.

Dietro il progetto c’è anche Matteo Parisi, fratello di Andrea e produttore del brano, già collaboratore de La Niña. Un collegamento che inserisce Battista in un ambiente musicale ben preciso, pur mantenendo intatta l’immagine di esordiente comparso quasi all’improvviso sulla scena.

“Battista”, la canzone che racconta una nascita che avrebbe potuto non esserci

Il cuore del fenomeno è tutto dentro il primo singolo.

“Battista” racconta l’incontro dei genitori del rapper con un medico durante la gravidanza. Secondo la narrazione contenuta nel brano, alcuni esami avrebbero fatto emergere il rischio di anomalie nel feto e la possibilità di interrompere la gravidanza sarebbe entrata nella conversazione.

Da quel momento la canzone costruisce un racconto personale attorno a una domanda potentissima: cosa sarebbe successo se quella nascita non fosse mai avvenuta?

Il testo è quasi interamente in dialetto e rinuncia alla struttura classica della canzone rap più immediata: non c’è un vero ritornello attorno a cui far ruotare il pezzo, ma un flusso narrativo che procede come un racconto.

Dentro entrano anche numerosi riferimenti alla fede cristiana e alla Bibbia, riletti attraverso il linguaggio e l’identità del territorio. Il risultato è un brano che mette insieme famiglia, religione, nascita e paura senza cercare di alleggerire il tema.

Anche il videoclip rafforza questa dimensione. È stato realizzato nella Chiesa Cristiana Evangelica Emmanuele di Castel Volturno e diretto da Alfredo Maddaluno, già legato artisticamente a La Niña.

Da Marracash a Saviano: perché tutti stanno parlando di Battista

Tra chi ha espresso pubblicamente apprezzamento per Battista compaiono Marracash, Gemitaiz, Frankie hi-nrg, Inoki, Roy Paci, Serena Brancale, Diodato e La Niña. Una concentrazione di nomi decisamente insolita per un artista arrivato al primo singolo.

Anche Roberto Saviano ha dedicato un intervento al rapper, definendolo un nuovo “poeta hip hop” e soffermandosi soprattutto sul modo in cui il brano intreccia fede, vita quotidiana e identità popolare.

Il successo, almeno per ora, nasce proprio da questa combinazione: pochissime informazioni sull’artista, una storia personale molto forte e una canzone che sembra muoversi nella direzione opposta rispetto alla ricerca del tormentone.

Nel video compaiono inoltre elementi legati alla tradizione musicale del territorio, tra cui zampogna e ciaramella, che rafforzano ulteriormente il legame con il Casertano.

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