
L'AGCM, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, guida un'azione coordinata a livello europeo nei confronti di Activision Blizzard UK Limited e altre società del gruppo Microsoft per verificare una potenziale "infrazione diffusa" a danno dei giocatori. Questa iniziativa fa da cornice alle istruttorie nazionali già avviate dall'Antitrust italiano sui videogiochi Diablo Immortal e Call of Duty. L'Autorità lavora insieme alle autorità di tutela dei consumatori di Norvegia e Danimarca, nell'ambito della Rete di Cooperazione per la Protezione dei Consumatori coordinata dalla Commissione europea.
La Commissione europea ha reso nota l'iniziativa il 30 settembre 2026, annunciando azioni coordinate nei confronti di dieci società di videogiochi, ai sensi del Regolamento (UE) n. 2394/2017. L'obiettivo è far rispettare i principi europei sulle valute virtuali (Key Principles on In-game Virtual Currencies) e garantire trasparenza nel settore del gaming, a tutela soprattutto dei consumatori minorenni.
Al centro dell'azione ci sono l'uso delle valute virtuali, i meccanismi manipolativi di interfaccia e i controlli parentali giudicati inadeguati. Ecco cosa prevede l'indagine e perché riguarda da vicino chi gioca online ogni giorno
Indice
Cosa verifica l'AGCM nei giochi Microsoft
L'azione coordinata riguarda Activision Blizzard UK Limited e altre società del gruppo Microsoft. È la stessa realtà già finita nel mirino dell'Antitrust italiano, che a dicembre 2025 aveva aperto due istruttorie nazionali proprio su Diablo Immortal e Call of Duty.
Il nuovo intervento europeo fa da cornice a quelle indagini interne. Nel mirino ci sono gli acquisti in-game di miglioramenti estetici e pacchetti di potenziamento per le armi, voci di spesa comuni per chi gioca ogni giorno con questi titoli.
Valute virtuali e controlli parentali sotto esame
Il nodo centrale contestato dall'AGCM nelle istruttorie riguarda la trasparenza e l'equità nell'uso delle valute virtuali. Gli acquisti all'interno dei giochi (come miglioramenti estetici o pacchetti di potenziamento) sono spesso espressi in valute virtuali (platino, globi, diamanti) anziché direttamente in euro, pur derivando da un esborso in denaro reale.
A complicare il quadro intervengono altri meccanismi di game design, tra cui la vendita di valuta in pacchetti predefiniti (bundle), l'uso di interfacce grafiche manipolative (dark patterns) e l'inadeguatezza dei sistemi di controllo parentale. L'Autorità contesta inoltre la mancanza di assistenza adeguata in caso di blocco dell'account. Tutti questi fattori rendono poco chiara la spesa effettiva, esponendo a maggiori rischi i consumatori più vulnerabili, come i minori e le persone a rischio di dipendenza dal gioco.
Dieci aziende nel mirino del coordinamento europeo
Il 30 settembre 2026 la Commissione europea ha reso noto l'avvio di azioni coordinate nell'ambito della Rete di Cooperazione per la Protezione dei Consumatori (CPC). L'iniziativa coinvolge dieci società del settore: Activision Blizzard UK Limited, Crytek GmbH, InnoGames GmbH, King.com Limited, Mojang AB, Plarium Europe S.à.r.l., PLR Worldwide Sales Limited, Riot Games Limited, Supercell Oy e Ubisoft EMEA SAS.
All'interno di questo quadro europeo, l'AGCM opera come Autorità capofila — insieme alle autorità di Norvegia e Danimarca — per l'azione nei confronti di Activision Blizzard UK e del gruppo Microsoft. L'obiettivo è verificare la sussistenza di un'"infrazione diffusa" (ai sensi del Regolamento UE n. 2394/2017) in grado di danneggiare i consumatori in almeno tre Stati membri, applicando i principi europei sulle valute virtuali per garantire trasparenza ed equità a tutela dei giocatori e dei minori.
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale.