
Gli attesissimi primi episodi del gran finale di Stranger Things sono arrivati su Netflix qualche mese fa e già hanno stregato i fan in giro per il mondo. C’è chi fa ipotesi sulle sorti dei personaggi, chi punta tutto su meme e trend, e qualcuno con un occhio più attento che invece è a caccia di easter egg.
Riferimenti, citazioni, omaggi, strizzate d’occhio alla cultura pop degli anni ’80 e non solo, rendono questa stagione un mosaico di storie cult che hanno segnato intere generazioni.
Ecco tutte le reference dei primi episodi della quinta stagione che forse non hai notato. Attenzione, potrebbero esserci degli spoiler.
Indice:
- Holly e i rimandi a “Nelle pieghe del tempo”
- Le reference musicali: da Kate Bush a Michael Jackson
- Jonathan, Murray e uno scontro musicale generazionale
- Derek Turnbow: la cultura pop fatta persona
- Linda Hamilton e l’ombra di Terminator
- Omaggio a Star Wars e ai grandi miti del cinema
- La grande fuga (letteralmente)
Holly e i rimandi a “Nelle pieghe del tempo”
Tra i riferimenti letterari più evidenti spicca A Wrinkle in Time di Madeleine L’Engle, romanzo che accompagna la piccola Holly Wheeler come un vero e proprio punto fermo emotivo.
Non sorprende, quindi, che la bambina interpreti la misteriosa presenza che la visita – il cosiddetto Mr. Cosè – come un’eco del libro che sta leggendo.
In realtà, dietro questo amico immaginario si cela la figura più oscura di tutta la serie: Henry Creel/Vecna, che la trascina in un luogo sospeso nel tempo, con arredamento anni ’50 e una musica apparentemente innocua.
La cassetta che le regala, infatti, contiene I Think We’re Alone Now di Tiffany, un brano che assume un significato inquietante durante la sua prigionia. Holly arriva persino a chiamare il dominio di Vecna Camazotz, riprendendo il nome del pianeta oscuro del romanzo.
Non a caso, uno degli episodi chiave della stagione porta il titolo La fuga da Camazotz.
Le reference musicali: da Kate Bush a Michael Jackson
La musica è da sempre un elemento narrativo centrale in Stranger Things, e questa stagione lo conferma. Tornano brani iconici come Should I Stay or Should I Go e la salvifica Running Up That Hill di Kate Bush, un tema fondamentale per Max, che ribadisce come la musica possa “trovarti anche nei luoghi più oscuri”.
Il 3 novembre 1987, durante il programma radio Morning Squawk condotto da Robin e Steve, la serie omaggia l’energia di Robin Williams in Good Morning, Vietnam.
Il jingle scelto è Rockin’ Robin, e il programma trasmette anche Upside Down di Diana Ross: un titolo che, nel contesto di Hawkins, suona come un avvertimento rivolto ai ragazzi in ascolto.
Jonathan, Murray e uno scontro musicale generazionale
La stagione approfondisce anche l’amore di Jonathan Byers per il punk: lo vediamo indossare con orgoglio una maglia dei The Fall, storico gruppo post-punk britannico.
Tuttavia, Murray ha in serbo per lui un consiglio inaspettato: il capolavoro jazz A Love Supreme di John Coltrane. Un contrasto che riflette i diversi momenti emotivi dei personaggi e che potrebbe assumere un peso ancora maggiore nei prossimi episodi.
Derek Turnbow: la cultura pop fatta persona
Tra le nuove introduzioni spicca Derek Turnbow, un personaggio ironico, brillante e irresistibilmente sopra le righe. La sua stanza è una miniera di riferimenti: dal porta pranzo dei G.I. Joe al videogioco Ghosts ’n Goblins, con il suo iconico cavaliere alle prese con mostri e insidie.
Una presenza che incarna perfettamente lo spirito citazionista della serie: Remember, you're Delightful Derek.
Linda Hamilton e l’ombra di Terminator
L’arrivo di Linda Hamilton, qui nel ruolo della dottoressa Kay, richiama inevitabilmente la sua leggendaria Sarah Connor. La sua sola presenza porta con sé un senso di presagio, amplificato da scenografie che ricordano la fantascienza anni ’80: monitor a tubo catodico, strumentazioni d’epoca, luci fredde.
La stagione si apre anche con un flashback che mostra la cattura di Will da parte di Vecna: un momento che ricorda in modo evidente l’estetica di Alien, soprattutto il modo in cui il Mind Flayer inizia a legarsi al suo corpo.
Omaggio a Star Wars e ai grandi miti del cinema
L’addestramento di Undici richiama esplicitamente le sequenze dedicate a Rey ne L’Ascesa di Skywalker, mentre l’ingresso di Vecna in un episodio successivo rievoca la poderosa entrata di Darth Vader in Rogue One.
Non manca poi un riferimento chiave alla storia del cinema anni ’80: quando Robin parla di un problema con il flusso canalizzatore, ci riporta direttamente a Ritorno al Futuro. Un richiamo che, unito al tema dei viaggi nel tempo già emerso con Holly, potrebbe suggerire gli sviluppi futuri della trama.
La grande fuga (letteralmente)
Tra i momenti più godibili della stagione c’è sicuramente il piano escogitato da Robin per salvare un gruppo di bambini. La scena riprende in modo evidente La grande fuga, noto film del 1963: tunnels sotterranei, ritmo serrato e persino un frammento del tema di Elmer Bernstein.
Robin, inoltre, sfoggia una felpa con la scritta Beam Me Up, This Place Sucks!, chiaro rimando a Star Trek e al celebre ordine del Capitano Kirk.