
A 19 anni sale sul palco dell’Ariston tra le Nuove Proposte e si prende la scena con una ballata intensa, costruita su immagini d’acqua e ferite aperte. Nicolò Filippucci debutta a Sanremo 2026 con “Laguna”, il brano che gli ha spalancato le porte del Festival dopo il percorso a Sanremo Giovani.
Nella seconda serata di mercoledì 25 febbraio supera in semifinale il terzetto composto da Blind, El Ma & Soniko e conquista l’accesso alla fase decisiva. Total black e camicia con trasparenze, gestisce l’emozione del debutto con controllo vocale e presenza scenica. Il pubblico lo segue, applaude convinto.
Dietro quell’esibizione, però, c’è un percorso già strutturato, costruito negli anni tra studio, talent e scrittura.
Chi è Nicolò Filippucci
Diciannove anni, chitarra tra le mani da quando ne aveva sette. A nove anni si esibiva già dal vivo. Il percorso cresce tra concorsi in Italia e all’estero, premi e riconoscimenti, fino all’approdo al serale di Amici di Maria De Filippi, dove arriva alle semifinali.
All’Ariston presenta “Laguna”, il brano con cui ha raggiunto l’atto conclusivo di Sanremo Giovani, ottenendo il diritto di partecipare al Festival. Sul palco dimostra qualità vocale e di scrittura, regge un ritornello impegnativo e, col passare dei minuti, si prende lo spazio con sicurezza crescente.
Dopo Amici pubblica il suo primo EP, “Un’ora di follia”, uscito il 23 maggio 2025 per Warner Music Italy. Sei tracce: “Un’ora di follia”, “Non mi dimenticherò”, “Cuore bucato”, “Yin e Yang”, “Occhi stanchi” e la cover di “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco. Il progetto debutta alla posizione 17 della classifica FIMI.
Il testo di “Laguna”
Non sono riuscito mai a farti capire quello che volevo
Non era mai il momento giusto per aprire bocca e sento il vuoto
E ora vuoi parlare solo quando senti che ti faccia bene
Mancheranno queste cose, tutte quelle cene insieme
I voli presi, le cascate, le ore in macchina a guidare
E fumavi sul balcone tutte quelle sere per non litigare
Sai che non mi piace, preferisco stare qui a guardare, male
Ero pronto a mettermi continuamente in discussione
Fino a dimenticarmi di me stesso, dimenticarmi di me stesso
La notte sembra un inferno, voglio ancora
Averti a meno di un soffio, manca l'aria
Quando mi perdi e senza una parola
Ti prendi tutto e tutta la paura
E tu mi scivoli addosso, ora sei acqua passata
Ci siamo persi in mezzo alla laguna
Come radici in cerca della luna
Sai pure tu che questa storia non ci fa più bene
Se le tue bugie sono l'unica cosa che mi dai da bere
La notte sembra un inferno, voglio ancora
Averti a meno di un soffio, manca l'aria
Quando mi guardi e senza una parola
Ti prendi tutto e tutta la paura
E tu mi scivoli addosso, ora sei acqua passata
Ci siamo persi in mezzo alla laguna
Come radici in cerca della luna
Tu mi scivoli addosso
Tu mi scivoli addosso
Tu mi scivoli addosso
Ora sei acqua passata
La notte sembra un inferno, voglio ancora
Averti a meno di un soffio, manca l'aria
Quando mi perdi e senza una parola
Ti prendi tutto e tutta la paura
E tu mi scivoli addosso, ora sei acqua passata
Ci siamo persi in mezzo alla laguna
Come radici in cerca della luna
Il significato di “Laguna”
“Laguna” racconta la fine di una relazione che ha lasciato segni profondi. Il testo mette in fila rimpianti, silenzi, ricordi concreti – cene, viaggi, gesti quotidiani – e una consapevolezza che arriva tardi: “Sai pure tu che questa storia non ci fa più bene”.
La laguna diventa metafora di uno smarrimento lento, di due persone che si allontanano senza uno strappo netto. L’immagine dell’“acqua passata” suggerisce qualcosa che scorre via, che non trattiene più. Eppure resta la nostalgia, resta il desiderio che riaffiora nel ritornello.
Il risultato è una ballata struggente e introspettiva, che conferma Filippucci come uno dei nomi più interessanti della nuova scena cantautorale italiana.