Colpa delle favole: canzoni, testi e significato dell'album di Ultimo

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Di Redazione

Colpa delle favole di Ultimo

Colpa delle favole” è il nuovo disco, del cantante Ultimo, uscito il 5 aprile e contenente la canzone “I tuoi particolari” presentata per la prima volta a Sanremo.

Significato del nuovo album

Precedentemente l’artista aveva già pubblicato due album : “Pianeti” (2017) e “Peter Pan” (2018).
“Colpa delle favole”, il terzo disco dunque, comprende tredici brani che hanno come protagonista un ragazzo intento a raggiungere la tanto sognata Isola che non c’è, per poi scoprire però che quel mondo a lungo desiderato non gli basta e non corrisponde a ciò che aveva immaginato.
Ma quale significato si cela allora dietro queste canzoni? Questo album in generale si interroga sulla felicità, sulle illusioni ed sul raggiungimento di un equilibrio nella vita e nell’amore.Inoltre si focalizza su una sensazione di mancanza e di insicurezza , oltre che sulla ricerca di qualcosa che faccia stare bene.
“Colpa delle favole” insomma indaga la profondità di un animo inquieto e poetico, impaurito ed inadeguato: un ragazzo che ama le cose semplici ma che è stato travolto da un sogno stupendo, il quale però, come tutte le cose, dei lati oscuri.
La canzone dell'album più amata e conosciuta dai fan è sicuramente “I tuoi particolari” che con dolcezza racchiude al suo interno una lettera dedicata ad una persona che non è più presente nella sua vita. Le parole del brano infatti trasmettono angoscia e tristezza per un amore ormai perduto che però non si cancella dal cuore, tanto che al cantante sembra impossibile trovare le parole giuste.

Il commento di Ultimo

Ultimo sui social, parlando del suo ultimo lavoro discografico ha affermato che:
È un disco che andrà a chiudere il cerchio di 'Pianeti' e 'Peter Pan'. Quando scrissi il primo volevo qualcosa che non avevo, sognavo di vivere in alto, volevo gridare al mondo che esistevo; ero convinto che una donna mi avrebbe cambiato la vita. Il secondo è stato l’album dove disegnavo le mie ambizioni concretizzate, volevo che 'Peter Pan' fosse la rappresentazione del sogno che si avvera, il 'desiderio che muta in riuscita'.
'Colpa delle favole' è la consapevolezza che quando sogni troppo prima o poi arriva la realtà. E puoi far finta di non vederla, puoi camminare più veloce quando ti accorgi che è dietro di te, ma non puoi scappare per sempre.
Un giorno tornai a casa, avevo la sensazione di aver avuto tutto quello che volevo, dalla vita privata a quella della musica. E questa strana sensazione di totale appagamento mi fece paradossalmente star male… mi misi al pianoforte, fissai il vuoto e pensai 'non è colpa mia, è colpa delle favole'
“.

Tour in partenza

Inoltre , proprio per festeggiare con i suoi fan l’uscita di “Colpa delle favole”, Ultimo si esibirà in live in tutta Italia a partire dal 25 aprile nei palazzetti, aggiungendo 3 date tra fine giugno e luglio negli stadi (due delle quali, quelle di Roma, già sold out).


Testi delle tracce presenti in "Colpa delle favole"

Ecco la lista delle tredici canzoni che compongono il nuovo album:
  1. Colpa delle favole
  2. I tuoi particolari
  3. Quando fuori piove
  4. Ipocondria
  5. Fateme cantà
  6. Rondini al guinzaglio
  7. Amati sempre
  8. Quella casa che avevamo in mente
  9. Piccola stella
  10. Aperitivo grezzo
  11. Fermo
  12. Il tuo nome (comunque vada con te)
  13. La stazione dei ricordi
Di seguito i testi di ogni brano contenuto nell'album:

Testo Colpa delle favole


È colpa delle favole
se tu non sei più con me
se cammino per la strada quando
una strada poi non c'è
se non riesco ad esser grande
e mi innamoro in un privèe
perché mi illudo che la gente
sia di più di quel che è
È colpa delle favole
se sorrido senza un senso
se guardando il cielo vedo
una faccia e poi ti penso
e non è colpa mia come dici tu
se di notte sogno poco
di giorno sognerò di più
è colpa delle cose che ho rimandato sempre
per fare un po' il buffone
che poi il buffone a che mi serve
e vorrei solo esser stato
un po' meno assenteista
per guardarti dentro gli occhi
e dirti amore adesso resta
perché è colpa delle favole
se la mia vita adesso è questa
È colpa delle regole
io non le ho mai indossate
e ho vissuto con il peso di
maestre e poi psicologi
dicevano su cerca
di non essere sbadato
che la vita poi non torna
e se ti perdi sei fregato
È colpa delle notti
dove la calma in me non c'era
e per averti avevo i sogni
e almeno li sembravi vera
e non è colpa mia
come dici tu
e se di notte sogno poco
di giorno sognerò di più
È colpa della musica
che mi ha reso troppo astratto
sono un raggio che dal sole
non si lancia e resta al caldo
e rispondo alle paure
che io non sono in questo corpo
amore non è colpa della pioggia o delle nuvole
se parlo poco sappi è solo
colpa delle favole.

Testo I tuoi particolari


È da tempo che non sento più
La tua voce al mattino che grida bu
E mi faceva svegliare nervoso ma
Adesso invece mi sveglio e sento che
Mi mancan tutti quei tuoi particolari
Quando dicevi a me
Sei sempre stanco perché tu non hai orari
È da tempo che cucino e
Metto sempre un piatto in più per te
Sono rimasto quello chiuso in sé
Che quando piove ride per nascondere
Mi mancan tutti quei tuoi particolari
Quando dicevi a me
Ti senti solo perché non sei come appari
Oh, fa male dirtelo adesso
Ma non so più cosa sento
Se solamente Dio inventasse
Delle nuove parole potrei dirti che
Siamo soltanto bagagli
Viaggiamo in ordini sparsi
Se solamente Dio inventasse delle nuove parole
Potrei scrivere per te nuove canzoni d'amore
E cantartele qui
È da tempo che cammino e
Sento sempre rumori dietro me
Poi mi giro pensando che ci sei te
E mi accorgo che oltre a me non so che c'è
Che mancan tutti quei tuoi particolari
Quando dicevi a me
Sei sempre stanco perché tu non hai orari
Oh, fa male dirtelo adesso
Ma non so più cosa sento
Se solamente Dio inventasse
Delle nuove parole potrei dirti che
Siamo soltanto bagagli
Viaggiamo in ordini sparsi
Se solamente Dio inventasse delle nuove parole
Potrei scrivere per te nuove canzoni d'amore
E cantartele qui
Fra i miei e i tuoi particolari
Potrei cantartele qui
Se solamente Dio inventasse
Delle nuove parole potrei dirti che
Siamo soltanto bagagli
Viaggiamo in ordini sparsi
Se solamente Dio inventasse delle nuove parole
Potrei scrivere per te nuove canzoni d'amore
E cantartele qui
Potrei cantartele qui.

Testo Quando fuori piove


Colpa delle favole
Mi hanno sempre illuso un po'
Quando fuori piove
Perché il mondo mi ha deluso un po'
Colpa della musica
Mi ha reso gli occhi amari un po'
Guardo fuori il sole
E mi chiudo in un respiro
Sai mi chiedo troppo spesso
Dove va a finire un fiore
Quando corri dentro a un prato
E non ti servono parole
Mi chiedevo, tu come stai?
È un po' che non ti sento, ormai
Vorrei portarti al mare
Ma non ho più belle parole
Perché il tempo ha preso tutto
E ha preso anche il nostro amore
Vorrei parlarti come prima
Con la stessa intensità
Ma quando vivi troppo insieme
Poi qualcosa se ne va
Io non mi sento mai all'altezza di stare con te
È colpa della vita
Che mi ha steso in questo posto
Senza avermi chiesto prima
Almeno un tipico permesso
E non ci riesco mai
A far finta che poi vada bene
Tu dici: te ne pentirai
Sai mi chiedo troppo spesso
Dove va a finire un fiore
Quando corri dentro a un prato
E non ti servono parole
Mi chiedevo, tu come stai?
È un po' che non ti sento, ormai
Vorrei portarti al mare
Ma non ho più belle parole
Perché il tempo ha preso tutto
E ha preso anche il nostro amore
Vorrei parlarti come prima
Con la stessa intensità
Ma quando vivi troppo insieme
Poi qualcosa se ne va
Io non mi sento mai all'altezza di stare con te
Di stare con te
Di stare con te.

Testo Ipocondria


Mi sono chiesto spesso
Che cosa fosse il tempo
Se in fondo quando ti amo
Il mondo non lo sento
Mi sono chiesto spesso
Tra una sigaretta e l'altra
Quale fosse la ragione
Perché tu fossi così bugiarda
In fondo ho dato tutto
Ma questa è anche colpa mia
È che mi piaci perché curi
Questa bastarda ipocondria
E ho capito che il mondo lo vivo così
Con la faccia distrutta quando è lunedì
E ho capito che in fondo va bene così
Anche se siamo distanti
A me va bene anche distanti
A me va bene anche distanti
Tanto ti porto con me
Si lo so, lo dici spesso
M'ha cambiato sto successo
È che quelli come me
Buttano l'oro dentro al cesso
Non gli danno mai importanza
E poi si senton sempre soli
Hanno il ghiaccio dentro al cuore
E hanno i fiori nei polmoni
Ma in fondo ho dato tutto
Ma questa è anche colpa mia
È che mi piaci perché curi
Questa bastarda ipocondria
E ho capito che il mondo lo vivo così
Con la faccia distrutta quando è lunedì
E ho capito che in fondo va bene così
Anche se siamo distanti
A me va bene anche distanti
A me va bene anche distanti
Tanto ti porto con me
A me va bene anche distanti
A me va bene anche distanti
A me va bene anche distanti
Tanto ti porto con me
A me va bene anche distanti
A me va bene anche distanti
A me va bene anche distanti
Tanto ti porto con me
A me va bene anche distanti
A me va bene anche distanti
A me va bene anche distanti
Tanto ti porto con me.

Testo Fateme cantà


Che giornata, che giornata
So distrutto, eh, so distrutto
Cameriè portame er vino
Fateme cantà
Che non c'ho voglia de sta con sta gente
Che me parla
Ma non dice niente, eh
Fateme cantà
Che me ne sento anche un po' innervosito
Da sta gente che me chiede na foto
Io vorrei parlaje de loro, oh oh oh
Fateme cantà
Sto a impazzì appresso a troppe esigenze
C'ho bisogno all'appello
De dì che so assente
E, e fateme cantà
Pe l'amici che ho lasciato ar parcheggio
Io che quasi me ce sento in colpa
De ave' avuto sto sporco successo
Che amico sul palco e t'ammazza nel resto, oh oh
Fateme cantà
Nun so bono a inventamme i discorsi
Sbaglio i modi
I toni, anche i tempi
Parlo piano manco me sentiresti, eh
Fateme cantà
Che a ste cene co questi in cravatta
Parlo a gesti, nun so la loro lingua, eh
Eh, fateme cantà
Per quel tizio che non c'ha più er nome
Sta per strada, elemosina un core
Pe' quel padre che se strigne l'occhi
Davanti a suo figlio pe' proteggeje i sogni, oh
Fateme cantà
Pe' sti gatti che aspettano svegli
Un motore pe' starsene caldi
Pe' i ricordi che me spezzano er sonno
E a letto me fanno girà come un matto
Un matto, un matto.

Testo Rondini al guinzaglio


Portami a sentire le onde del mare
Portami vicino le cose lontane
Portami dovunque basta che ci sia posto
Per una birra e qualche vecchio rimpianto
E portami a sentire il rumore del vento
Che tanto torneresti in qualsiasi momento
Portami dovunque basta che ci sia posto
Per un sorriso e qualche vecchio rimpianto
Dove vuoi, non dove sai
Dove esisti e non ci sei
Portami con te
Portami con te
Dove tutto si trasforma
Dove il mondo non mi tocca
E portami con te
Portami con te
Dov'è leggero il mio bagaglio
Dove mi ami anche se sbaglio
Dove vola e si ribella
Ogni rondine al guinzaglio
E portami al sicuro ma senza parlare
E lascia che lo faccia il tuo modo di fare
Portami di corsa in un ponte lì in alto
Che unisce il tuo dolore al tuo solito incanto
E portami ti prego dove preferisci
Dove se metti piede in un attimo esisti
Perché non c'è risposta alle cose passate
Tu portami ad amare le cose mai amate
E dove vuoi, non dove sai
Dove esisti e non ci sei
Tu portami con te
Portami con te
Dove tutto si trasforma
Dove il mondo non mi tocca
E portami con te
Tu portami con te
Dov'è leggero il mio bagaglio
Dove mi ami anche se sbaglio
Dove vola e si ribella
Ogni rondine al guinzaglio
Dove il cielo si muove se lo guardi attentamente
Dove basta un minuto intenso per vivere sempre
Dove piove ma tu esci per bagnare la mente
Perché se la vita è nostra non ci ostacola niente
Dove al posto dei piedi hai due pagine vuote
E ogni passo che compi loro scritturano note
Dove il sole è un'ipotesi e tu puoi solo pensarlo
Ma ti basta perché ti riempi di idee per nutrirlo
Quando sarà primavera
Tu portami con te
Portami con te
Dove tutto si trasforma
Dove il mondo non mi tocca
E portami con te
Tu portami con te
Dov'è leggero il mio bagaglio
Dove mi ami anche se sbaglio
Dove vola e si ribella
Ogni rondine al guinzaglio.

Testo Amati sempre


Sai che forse è vero
In queste sere ci pensavo
Sono sempre più sbadato
E in testa aumenta il desiderio
Di sentirmi più lontano
Ma lontano sai non ci riesco a stare
E sai che infondo è vero
L'amore va solo immaginato
E' un passo ancora non compiuto
Ed è non farlo sai il segreto
Ma se tutto resta dentro
Poi la vita sai ti chiede il conto
E poi mi sembra un po' strano
Il mondo è un gioco alla mano
E prenditi qualcosa, faccia pure signorina
Dai permettimi di farlo, sono il solito cretino
Ma con la faccia da bugiardo
E con il cuore di un bambino
Sai sogno spesso di toccarti
Ma poi mi sveglio nel cuscino
E portati con te tutte le cose,
Non guardarmi con quegli occhi
Sempre vivi nei miei testi
Che mi lanciano i ricordi
Ancora adesso mi fa male
Ma tu amati sempre
Ti sento nelle frasi della gente che cammina
Mentre parla d'argomenti
A cui forse non credeva prima
Quando cerco di cambiare in poche ore la mia vita la mattina
Ti prego amati sempre
Ricorda amati sempre
E passami la vita tra le mani
Come se passassi il sale
Come se volessi il cuore
E il cuore per averlo sai basta avercene un altro dentro
E poi mi sembra un po' strano
Il mondo è un gioco alla mano
E allora via da questo cielo che contiene i suoi pianeti
Quelli che ho cantato forte quando volevo ma non c'eri
E lascia che poi il nostro tempo non cammini sempre a tempo
Tanto più pensi a un desiderio, più lui si trasforma in vento
E la gente ci guardava come fossimo due alieni
Ed io che sono abituato a smascherare i miei segreti
Le confesso che non guardo mai i suoi occhi da vicino
Perché poi ci casco dentro
E non mi accorgo che respiro
E spegni tu la luce che io non mi reggo in piedi
Poi la spegni e vedo poco
Ma tutto è dentro le mie mani
Non ti vedo ma ti sento e il letto è diventato mare
Ti avvicini e non so stare a te vicino senza amare
Amati sempre
Ti prego amati sempre
Ti prego amati sempre
Ricorda, amati sempre.

Testo Quella casa che avevamo in mente


Resto ma non riesco
Parlo di qualcosa ma non parlo
E contraddico tutto ciò che tocco
Il mondo è un posto grande ma non troppo
Che tanto poi mi basta solo un secondo
E come nulla fosse ci ritorno
In quel posto tanto atteso quanto
Quanto una parola se non parlo
E ti vorrei
Ti vorrei, ti vorrei, ti vorrei
Ma ti prego come eri prima
Con la faccia da bambina
E ti vorrei
Ti vorrei, ti vorrei, ti vorrei
Ma ti prego come era prima
Con la faccia di chi sta in fila
E distratto aspetta il turno
Pensando che poi tanto arriva
Tu occupavi un posto troppo grande
E certo adesso è strano non parlarne
Di quella casa che avevamo in mente
Lontano dalla strada in mezzo al verde
Ti ricordi? Avevi sempre freddo
E anche io ma non te l'ho mai ammesso
Perché la nostra storia è in queste cose
In ciò che non si dice ma rimane
Ti vorrei
Ti vorrei, ti vorrei, ti vorrei
Ma ti prego come eri prima
Con la faccia da bambina
Ti vorrei
Ti vorrei, ti vorrei, ti vorrei
Ma ti prego come era prima
Con la faccia di chi sta in fila
E distratto aspetta il turno
Pensando che poi tanto arriva.

Testo Piccola stella


Hai da sempre compreso la mia fantasia
L'hai accesa poi spenta poi sei andata via
Sei tornata più forte con un sasso nel cuore
Hai preso il mio giorno e l'hai reso migliore
E ora scrivo qui in fretta
Per dirtelo ancora
Che sei forte e fragile senza paura
Tu resta la stessa
La stessa di sempre
Sei la cosa più bella che indosso
Sei risorsa, sei il cielo e sei il mondo
Sei la strada che porta alla vita
Donna instabile sei la mia sfida
Sei la piccola stella che porto
Nei momenti in cui non ho luce
Sei la piccola stella che porto
Nei momenti in cui non ho luce
Hai da sempre compreso la mia nostalgia
Dei giorni ormai persi ed ormai andati via
Questo tempo trascorso non ne è mai abbastanza
Te che dei miei occhi ne sei la sostanza
Comunque poi adesso che ti ho davanti
Prometto di restarti accanto per sempre
Per sempre, per sempre
Sei la cosa più bella che indosso
Sei risorsa, sei il cielo e sei il mondo
Sei la strada che porta alla vita
Donna instabile sei la mia sfida
Sei la piccola stella che porto
Nei momenti in cui non ho luce
Sei la piccola stella che porto
Nei momenti in cui non ho luce
Sei l'immenso di un attimo dato
Del mio sogno la parte migliore
Sei quel vento che soffia da sempre
Ma che riesce a non farmi cadere
Sei la piccola stella che porto
Nei momenti in cui non ho luce
Sei la piccola stella che porto
Nei momenti in cui non ho luce
Sei la piccola stella che porto
Nei momenti in cui non ho luce
Sei la piccola stella che porto
Nei momenti in cui non ho luce.

Testo Aperitivo grezzo


Aperitivo grezzo
Da' fai alle cinque al parcheggio
Due, tre, quattro del Capo infondo lo sai che li prendo
C'è già Marchino che sorride, c'ha l'occhio un po' spento
Con Leo vicino che non parla ma c'ha il mondo dentro
Ricordo che eravamo pochi ma sempre felici
Il paradosso è che all'aereo sai preferivo la bici
Quando mi trovo in situazioni con gente in cravatta
Mi sento a disagio mentre parlano della vacanza
Fatta coi figli che frequentano la scuola migliore
Con quel sorriso di chi pensa d'avere ragione
Io che cantavo nel parcheggio con Adriano e Alessandro
Per me l'arte nasce in strada e diventa poi altro, seh
Vorrei svegliarmi presto la mattina, wouh oh oh oh
E ritrovare tutto com'era prima, oh oh oh oh
Invece adesso sai mi sveglio e mi sento incostante
Non so ancora che strada prendere
Invece adesso non ho tempo e mi sento distante
Da quello che volevo essere
Aperitivo grezzo e poi ritornavo per cena
Ma non mangiavo e la saltavo come una preghiera
Con mamma che diceva "Nicco che faccia che hai messo"
Io che in silenzio dicevo "Scusa, me ne vado a letto"
Non dirmi come devo fare
Non darmi consigli, non fare commenti
Non fare morale, sto giù di morale
La mia vita è uguale senza i tuoi commenti
È pieno di artisti che scrivono dischi
Si sentono tristi ma sono affaristi
Io sono cresciuto con Blasco in macchina
In sette a pompare i suoi dischi, eh oh
Guarda che dici
Sono cambiato? Non penso
Ho gli stessi amici e non mi fido del resto
Io mando avanti soltanto la parte senza emozioni
Perché tra bestie vinci se il tuo pianto lo riponi
Ho una scorta di giornate che uso quando sono in basso
Perché vivere scrivendo è come uscire da un collasso
Non riesci, cadi a pezzi, seduto tra i miei complessi
Mi appoggio sui miei dubbi, tanto son sempre gli stessi
E non importa quanto sudi ma conta quello che dici
Posso urlare col sorriso e ci sei tu tra gli obiettivi
Tu che hai avuto la fortuna
E adesso predichi e rimproveri
Ma è facile esser grande riempito d'oro tra i più poveri
Vorrei svegliarmi presto la mattina, woh oh oh oh
E ritrovare tutto com'era prima, oh oh oh oh
Invece adesso sai mi sveglio e mi sento incostante
Non so ancora che strada prendere
Invece adesso non ho tempo e mi sento distante
Da quello che volevo essere

Testo Fermo


So che non dovresti sentirti distrutta
Fa male vederti rassegnata e sconfitta
Il rischio era questo
Vederci annientati
Dal tempo e dai sogni che tanto volevi
Io non ho principi
Non ho religioni
A volte mi pento ma non cerco ragioni
Le storie hanno un senso finché non ti siedi
Ed occhi negli occhi ti guardi e non vedi.
Voglio starmene fermo,
Fermo
Ti prego lasciami
Fermo
Fermo
Come il cielo che è
Fermo
Fermo.
Non hai sentimenti mi accusi di questo
Ma io non sono quello che scrivo in un testo
La musica esce ma non mi descrive
Io creo una canzone ma lei è vita che vive
Non siamo più sogno e nemmeno passione
Ci siamo poggiati come sul prato le rose
Io ne esco sconfitto e fa niente per questo
Ho solo bisogno di starmene
Fermo
Fermo
Ti prego lasciami
Fermo
Fermo
Ti prego lasciami
Fermo
Fermo
Ti prego lasciami
Fermo
Fermo
Come il cielo che è
Fermo
Fermo.

Testo Il tuo nome (comunque vada con te)


Nelle cose che non trovo
ma che ritroverò
sulle porte che ho già chiuso ma per te riaprirò
negli accordi che hanno un suono ma per te suonerò
nelle strade con te fatte che non faccio da un po'
tra i rifugi in cui posavo le certezze che ho
in quei sorrisi che indossavo e che non vedo da un po'
nei momenti in cui chiedevo e tu dicevi di no
ho trovato un foglio bianco e tu puoi crederci o no
ma io c'ho scritto il tuo nome
io c'ho scritto il tuo nome
c'ho scritto il tuo nome
tra le volte in cui sbagliavo
ed io sbagliavo lo so
che sbagliando che ti ho perso e so che ri-sbaglierò
mi hai sempre detto non puoi avere mica tutto però
mi hanno dato il mondo in mano e tu puoi crederci o no
ma io c'ho scritto il tuo nome
io c'ho scritto il tuo nome
io c'ho scritto il tuo nome
c'ho scritto il tuo nome
io c'ho scritto il tuo nome.

Testo La stazione dei ricordi


Ho il cuore che mi vola e sentiti leggero
Ho colpito a duro muso la vita
E lo faccio da una vita intera
Non mi sento mai adatto
Questi contesti indifferenti
Rido, guardo i miei difetti come fossero perfetti
Avessi gli occhi di mio padre proverei a ragionare
Ma sono nato con la voglia di strafare
E col bisogno di volare
Dicesti chiudi gli occhi non pensarci
Ma quelli come me
Chiudono gli occhi solo per allontanarsi
Allontanarsi da che cosa?
Che qui è sempre la stessa storia
Ti vien voglia di cambiare
E cambia chi non c'è più ora
Ricordo notti in un parcheggio
Birre vuote sul cruscotto
Parlavamo sì
Ma senza aver mai pagato un conto
Noi siamo quelli senza scuse
Col passato in fiamme
Quelli che parlano con tutti
Ma non è niente di importante
Che le cose belle
Stanno dentro e meritano stelle
Siamo tutti Giusy
Cambia soltanto dentro a quale pelle
potrei cantare per cent'anni e dire le stesse cose
E non è monotonia
E' il mio rifugio personale
Non chiedermi niente
Questa sera si sta bene
Porta un po' dei tuoi ricordi
E dopo mescolali insieme
Vorrei parlare anche di lei,
Ma senza esagerare
Che il cielo lì ci osserva
E noi formiche in pasto a un mondo cane
Poi ti bastan due occhi azzurri e ritorna tutto
Ritorna il cuore
Al suo posto dove c'è calore
Avevo voglia di cantare,
Ma solo ciò che avevo dentro
Sento che tanto più mi sento vuoto
E tanto più mi riempio dentro
Ricordo lì in terrazza
Quinto piano, sopra a tutti
Passare notti dentro stanze in cui non vedi bene tutti
E con la mano, e con la mano,
E con la mano sposti il fumo che ti bruci gli occhi
Sentirsi ultimi ma sorridere a chi è passato pure oggi
Mamma, mamma, mamma
T'ho deluso tante volte
Non è vittimismo
T'ho vista piangere
E maledico il giorno in cui non mi hai più visto
Quando tornavi da lavoro e c'era quel silenzio
E i professori che ti urlavano
Suo figlio è marcio dentro
Ma che ne sanno loro
Che ne sanno tutti
Io la mia vita l'ho vissuta solo
Attraverso i miei gusti
E pagherò un conto tra dieci anni
O forse anche domani
Ma vince chi si sveglia
Vive, muore e spera
Sempre dentro le sue mani.

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3 maggio 2019 ore 16:00

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