Carlotta Ferlito: “Preferisco i salti mortali all'esame di maturità”

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Di manliogrossi

Carlotta Ferlito: “Preferisco i salti mortali sulla trave alla maturità”

Oltre che essere una delle migliori ginnaste italiane, alle ultime Olimpiadi di Rio si è piazzata al 12° posto nella finale All Around, migliorando di ben nove posizioni rispetto a Londra 2012, Carlotta Ferlito è anche un teen-star. È stata infatti protagonista del seguitissimo docu-reality ‘Ginnaste-Vite parallele’, ha all’attivo ben tre libri, è testimonial di numerosi marchi internazionali ed è seguitissima sui social: solo su Instagram ha più di 600mila followers. Sul suo presente da ginnasta e influencer sappiamo un po' tutto, ma che studentessa sarà stata Carlotta? Noi di Skuola.net lo abbiamo chiesto direttamente a lei!

Il primo aneddoto che ti viene in mente pensando alla scuola?


“I nervi quando svolgevo un’equazione o un problema e, tutta contenta, andavo a confrontare il risultato con quanto indicato nel libro e puntualmente non coincidevano”.

Che rapporto avevi con la scuola?


“Contrariamente a molti miei coetanei, a me piaceva tanto la scuola! Amavo imparare cose nuove e, dal momento che ho frequentato una scuola particolare ed eravamo in 2-3 in classe, avevo un rapporto molto più diretto con i professori. La cosa che odiavo di più però, era il dover fare ogni anno gli esami da privatista per accedere al successivo”.

Quale era la tua materia preferita? E quella che proprio non ti piaceva?


“Le mie materie preferite erano le lingue: frequentato il liceo linguistico, quindi studiavo inglese, francese e spagnolo! Invece la materia con cui ho lottato e che ancora adesso mi fa venire la nausea se ci ripenso è la matematica: non riuscivo proprio a farmela entrare in testa”.

Eri un tipo da primo banco o preferivi stare in fondo alla classe?


“Come dicevo prima, frequentando una scuola privata eravamo in pochissimi in classe quindi per forza primo banco… Però alle scuole medie, quando frequentavo la scuola 'normale', ero una tipa da 3° banco: era strategico perché riuscivi a seguire bene le lezioni, però non eri proprio davanti”.

Hai mai copiato? O eri un tipo che faceva copiare?


“Tutti almeno una volta nella vita abbiamo copiato, ma a volte facevo dei compiti in classe sola, davanti al prof ed era praticamente impossibile copiare, per questo dovevo sempre essere super preparata. Diciamo che quando facevo gli esami a fine anno ho anche aiutato alcuni compagni”.

Sei ancora in contatto con il tuo compagno di banco?


“La mia compagna di banco alle scuole medie era ed è tutt’ora una delle mie migliori amiche”.

C’ è un prof che ti è rimasto impresso in modo particolare? Perché?


“La mia professoressa di italiano degli anni del liceo, Valentina! Molto brava e paziente. Mi ha aiutato ad apprezzare bene la nostra lingua e mi ha preparata al massimo per gli esami di maturità”.

Esame di maturità: com’è andato?


“Diciamo da dimenticare, ma non tanto per il risultato di cui sono molto contenta, quanto per l’ansia, lo studio e tutti i mesi precedenti! Chiedetemi di fare due salti mortali sulla trave e li faccio subito, ma non rifarei mai la maturità”.

'Mamma sto male rimango a casa' oppure ti preparavi per poi marinare la scuola?


“Un altro difetto della scuola da privatista era il non poter marinare la scuola o fingere di stare male: i professori venivano di pomeriggio nella stessa struttura dove mi alleno tutt’ora quindi non c’era nessun modo per salvarsi”.

Se potessi tornare dietro i banchi, c’è qualcosa che faresti o che non rifaresti?


“Sono abbastanza contenta del mio percorso di studi, direi che rifarei tutto”.

Manlio Grossi

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