I fumettisti che ogni universitario dovrebbe conoscere

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Di lucy.t.997

I fumettisti che ogni universitario dovrebbe conoscere

I fumetti sono troppo spesso sottovalutati, infatti non tutti sanno che al di là di Pippo e Topolino, esistono fumettisti che tramite i loro disegni raccontano realtà e situazioni meglio di tanti scrittori. Ci sono fumetti di tanti genere e tipi, fumetti che parlano di amore, di avventura, di spazio e di realtà: e proprio i fumetti saranno i protagonisti assoluti dell’ARF! Festival, il Festival del Fumetto di Roma. Avrà luogo questo weekend al Mattatoio, ex Macro a Testaccio e presenterà tante novità nel panorama fumettistico italiano e internazionale, con la presenza e la partecipazione di oltre 50 fumettisti.

In quest’articolo vogliamo presentarvi questa splendida iniziativa tramite la voce e le tavole di tre dei più rappresentati fumettisti degli ultimi 40 anni.

Andrea Pazienza

Uno dei personaggi più dissacranti della scena artistica italiana, scomparso esattamente trent’anni fa. Punto di riferimento per tantissimi giovani e non giovani che si cinemantano nel disegno, ha lasciato un solco forte nella cultura pop nostrana. Ironico, dissacrante, critico sulla società e perfino su sé stesso. Ma anche riflessivo e poetico, sensibile e capace di una delicatezza disarmante. Andrea Pazienza, il Paz, è stato tutto questo.
I suoi fumetti hanno raccontato una generazione, la sua, nonostante ciò non hanno mai smesso di parlare con i giovani delle generazioni successive. E i suoi personaggi sono diventati iconici, come Zanardi e Pentothal, specchio delle angosce che lui stesso aveva e del malessere degli anni 70/80.
Ed è proprio questo autore innovativo al centro della mostra che inizierà proprio con l’ARF, sempre al Mattatoio di Testaccio. La mostra è volta a ripercorrere la vita di Andrea Pazienza, con gli schizzi che tutti conosciamo e con due inediti che vanno ad ampliare una mostra già corposa, formata da oltre 200 pezzi.

Zerocalcare

Michele Rech, ecco chi c’è dietro lo pseudonimo di Zerocalcare, nickname che acquista quasi per gioco, registrandosi su un blog, mentre in tv passava una pubblicità su un anticalcare noto, riprendendo quindi da lì lo slogan. Dal suo blog online ha lanciato un fenomeno di dimensione nazionale che ha coinvolto tutti. Infatti Calcare parla a tutti, non ha un pubblico di riferimento di nicchia, ma ognuno di noi può trovare nei suoi fumetti una voce diversa e un punto di vista inaspettato. Lui, nato ad Arezzo, ha imparato ad amare e conoscere Roma e Rebibbia, il suo quartiere. Nei suoi fumetti racconta principalmente Roma, la sua Roma, così bene che anche un veneto, leggendo i suoi racconti, può dire di aver visitato la città eterna, o almeno di aver girato per le strade che Calcare disegna con maestria. Però accanto al racconto del quotidiano, Michele affronta temi importanti e distanti dalla nostra realtà: lo dimostra l’essere andato in Siria per scrivere un reportage grafico del conflitto tra curdi e Stato Islamico tutt’ora in atto.
Lui sarà una delle voci dell’ARF!, presentando il suo ultimo lavoro Macerie prime sei mesi dopo, secondo volume di un’opera che racconta il naufragio suo e della sua generazione nella sua Roma e nella società contemporanea.

Alberto Madrigal

Alberto è un fumettista spagnolo emigrato a Berlino, che però parla fluentemente italiano e inglese. Infatti si sente italiano di adozione, trovando qui la casa editrice che ha creduto in lui abbastanza da pubblicarlo. Ha iniziato scrivendo Un lavoro vero, dove racconta, la sensazione di spaesamento data dal trasferimento in una grande città, le prime amicizie, la ricerca della propria dimensione artistica, lottando contro le esigenze del quotidiano. E nel quale racconta soprattutto la ricerca del lavoro, del lavoro vero, appunto, e quindi la difficoltà dell’ammettere a se stesso e alla propria famiglia di voler fare il fumettista.
Simbolo della generazione Erasmus, sia per come racconta del trasferimento a Berlino, sia per come è posta la sua condizione di cittadino europeo, a contatto con altri giovani di altre nazionalità. Continuando a raccontarsi e a raccontare i suoi coetanei quando nel 2015 esce Va tutto bene, in cui ritrova i temi dello smarrimento e dei sogni di una generazione che lotta per affermare la propria identità.
Anche lui sarà presente al Festival, sentendosi ormai a suo agio in Italia, da lui sempre definita come sua patria artistica.

Lucilla Tomassi

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31 ottobre 2018 ore 16:30

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