Andrea Pinna: 'Il compito in classe di matematica? L'ho fatto con l'auricolare'

manliogrossi
Di manliogrossi

Andrea Pinna: “La chimica non mi piaceva,non credo alle molecole”

Guai a fargli notare che si è più giovani di lui, un pungente quanto ironico “Stiamo già iniziando male l’intervista” è infatti immediato. Basta quindi poco per capire che Andrea Pinna è realmente come lo abbiamo conosciuto attraverso le sue ‘PerlediPinna’ e la partecipazione al programma di Rai2 'Pechino Express'. Se però sul suo presente si sa un po’ tutto, le ultime news parlano di un bel ragazzo al suo fianco, poco o niente è noto del suo passato da studente, a parte che ha un diploma preso al Liceo Classico Dettori di Cagliari. E proprio su questo noi di Skuola.net abbiamo voluto indagare.

Il primo aneddoto che ti viene in mente pensando alla scuola?

“Ero molto bravo, però l’ultimo anno delle superiori lavoravo quindi avevo poco tempo per studiare ma non accettavo l’idea che i miei voti peggiorassero. A matematica avevo avuto sempre 9, ma all’ultimo compito in classe non mi ero preparato. Ho quindi montato l’auricolare del telefono nella manica, maniche lunghe a maggio, e ho fatto tutto il compito con mia madre, che è prof di matematica, al cellulare”.

Non avevi la chioma già allora? (Continuo un po’ a stuzzicarlo, cosciente che potrebbe arrivarmi una ‘Perla’ addosso all’istante)

“No, non avevo la chioma ma ho fatto tutto il compito con la mano sull’orecchio. Ho preso 9 e mezzo neanche 10. È una delle cose che ricordo con più divertimento perché mi ero proprio ingegnato. I miei compagni mi dicevano tu sei pazzo, io rispondevo 'io ce la farò' nonostante la prof fosse molto sveglia”.

Che rapporto avevi con la scuola?

“Rapporto un po’ complesso. Una madre molto severa che pretendeva che andassi molto bene quindi in realtà, come dico sempre, non ho scelto io di essere bravo a scuola, mi hanno obbligato. Penso ci siano vari modi per andare a scuola: se vai per prendere il 6 sei molto più rilassato che se ti impegni per prendere 8 e 9. Ottenere tali voti e non aver voglia di studiare, farlo per dovere, è stato complicato. In più ho frequentato una scuola molto buona con prof severi, con i miei compagni ho fatto davvero uno studio matto e disperatissimo.”.

Come è andata la maturità? (che hai fatto quest’anno con i maturandi del 2016, aggiungo per cercare di acquistare qualche punto in simpatia)

(ride)“Esatto, bravo. La maturità purtroppo non andò bene. Avevo preso 20 crediti, il massimo, quindi ero candidato al 100 ma quell’anno fu particolarmente difficile perché ho lavorato sia come porta pizze che come promoter di televisori. La domenica lavoravo 12 ore, quindi sono un po’ crollato durante la maturità, infatti presi 80”.[

La vita però ti ha poi dato altre soddisfazioni?

“Assolutamente sì. L’unica cosa che mi sento di dire è che sono contento di aver fatto le superiori così. Nel senso che ho studiato tanto…le uniche cose che ricordo sono quelle imparate durante quei cinque anni”.

La materia che non ti piaceva proprio?

“La materia che mi faceva più schifo era chimica perché io fondamentalmente non ci credevo. Trovavo un po’ astruso che ci fossero le molecole, ma non è vero… il legno è fatto di legno… Però è stata quella che mi hanno insegnato anche peggio, mi ricordo che la odiavo proprio. Mi dicevo 'perché devo studiare queste cose?' Se ti insegnano male la storia è una palla, se te la insegnano bene è figa. La prof di chimica non era il massimo, la chimica era lontana dai miei interessi e quindi trovavo tutto senza senso”.

E quella preferita?

Ero bravo nei temi in italiano e anche storia dell’arte”.

Eri un tipo da primo banco o preferivi stare in fondo alla classe?

“Era tutto studiato. Io ero al penultimo, con attorno le più brave. Eravamo un quartetto: la mia ex compagna di banco è uno dei migliori avvocati d’Italia, quella dietro è magistrato, l’altra è ingegnere chimico”.

Hai mai copiato? O eri un tipo che faceva copiare?

“In latino e greco in traduzione no, ma quando si trattava di autori forse qualche cosa sì.”.

Sei ancora in contatto con il tuo compagno di banco?

“Sì, è il mio avvocato. Con un terzo della classe ci sentiamo spesso, e ci vediamo anche”.

C’ è un prof che ti è rimasto impresso in modo particolare? Perché?

“La prof che ho avuto in quarto ginnasio, mi insegnava italiano, storia, latino e greco. La sento ancora su Facebook. Ne ero talmente innamorato, professionalmente parlando, da diventare vegetariano come lei.La imitavo benissimo”.

'Mamma sto male rimango a casa' oppure ti preparavi per poi marinare la scuola?

Non avevo mai fatto vela (non andare a scuola si dice così a Cagliari). Non sono mai uscito di casa per poi tornare e fare la finta perchè mia madre è una iena, mi sgamava solo guardandomi in faccia. Praticamente, l’ultimo anno con i miei amici ci eravamo resi conto che non avevamo mai fatto vela e quindi abbiamo deciso di fare questa baggianata e andarcene al mare. Siamo tornati a casa e lo abbiamo subito detto, degli sfigati quindi. Quando non volevo andare ero bravissimo ad inventare malattie, quindi termometro nell’acqua bollente oppure lo scaldavo col phon”.

Quello lo hai fatto anche a Pechino per saltare qualche tappa…

No, lì purtroppo ho avuto la febbre a 41, mai avuto così alta”.

Quella era la vicinanza con Coccoh…(Roberto Bertolini con il quale ha formato la coppia degli ‘Antipodi’, vincitrice della quarta edizione)

“Esatto, ad un certo punto uno gli prende male…”

Se potessi tornare dietro i banchi, c’è qualcosa che faresti o che non rifaresti?

“Non avrei lavorato l’ultimo anno, mi sarei dedicato allo studio ma la voglia di rendermi indipendente economicamente ha preso il sopravvento e un po’ questo mi dispiace. Non dico che non si possa lavorare e studiare, però per fare entrambe le cose devi avere molta voglia, devi essere molto bravo cosa che io forse non ero. Ho preso un po’ sottogamba l’ultimo anno ".

Al termine dell’intervista, oltre ai soliti convenevoli, mi sento di fare i complimenti ad Andrea, la sua simpatia mi ha letteralmente catturato. Spero quindi di essermi fatto perdonare il riferimento al suo essere più 'vecchio' di me di un anno. Per esserne certo, controllerò le sue pagine social, soprattutto dopo aver scelto la foto da inserire nell’intervista!

Manlio Grossi

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