
Che sia Willy Wonka, Paul Atreides o Marty Mauser, Timothée Chalamet ha dato prova di essere uno degli attori più in gamba della sua generazione.
Quello che però non molti sanno è che il giovanissimo volto della Gen Z è stato (ed è) un appassionato di Yu-Gi-Oh! uno dei giochi di carte collezionabili di maggior successo al mondo.
Timothée Chalamet: nerd si nasce, attori si diventa
W Magazine ha pubblicato un servizio fotografico con Timothée Chalamet nei panni di un campione di Yu-Gi-Oh! a New York, per la loro Directors Issue annuale. Il servizio è costruito come una serie di scene cinematografiche che raccontano lo spirito competitivo e la community dietro al gioco di carte.
Ma la parte migliore? Chalamet non stava solo recitando una parte. "Da piccolo ero davvero fissato con le carte. Ricordo che a 12 o 13 anni andavo al Midtown Comics a giocare. E ancora oggi, quando ho un po' di tempo, gioco online", ha raccontato.
Quindi ricapitolando: Timothée Chalamet sa recitare, ha vinto un Oscar e da ragazzino girava i negozi di fumetti di New York per sfidare chiunque a Yu-Gi-Oh! - passione che, tra l'altro, non ha mai abbandonato. La crisi di autostima è servita.

Il percorso di Timothée Chalamet
Parliamoci chiaramente: Timothée Chalamet è probabilmente l'attore più rappresentativo della Gen Z. La sua presenza magnetica sullo schermo lo ha reso rapidamente uno degli attori più amati della sua generazione, tanto da essere paragonato al fenomeno dei fan di Leonardo Di Caprio negli anni '90.
Da Elio in Chiamami col tuo nome - ruolo per cui ha dovuto imparare l'italiano, a suonare il pianoforte e la chitarra - fino a Paul Atreides in Dune e a Bob Dylan in A Complete Unknown, ogni personaggio che sceglie sembra raccontare qualcosa di autentico sulla sua generazione: la vulnerabilità, l'identità, la pressione di diventare qualcuno.
E ora, con Marty Supreme - diretto proprio da Josh Safdie, lo stesso fotografo del servizio - interpreta un giovane determinato a diventare una leggenda del ping pong professionale, allenandosi per anni e girando le scene tecniche senza controfigure. Insomma, uno che ci mette dentro tutto. Sempre.