Bullismo e cyberbullismo, quali sono le differenze?

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In collaborazione con Generazioni Connesse
bullismo e cyberbullismo

Il bullismo, in particolare a scuola, è una realtà ancora da sconfiggere. Nonostante i passi in avanti degli ultimi anni, il fenomeno - per il quale un ragazzo (o un gruppo) mette in pratica in maniera reiterata atti di prepotenza o addirittura di violenza nei confronti di un altro compagno - è vivo e presente, e porta non pochi problemi, anche a lungo termine, a chi lo subisce.

Con la diffusione a tappeto di internet, poi, e degli smartphone ormai onnipresenti anche nelle mani dei più piccoli, il bullismo ha superato i confini delle classi, diventando anche virtuale. Ma quali sono le similitudini e le differenze di questi due diversi aspetti del bullismo? Ma soprattutto, cosa fare quando si è presi di mira? In questo articolo troverete i consigli di Skuola.net per Generazioni Connesse, il Safer Internet Center Italiano coordinato dal Miur.

Bullismo e cyberbullismo, cosa sono e come si distinguono

Bullismo e Cyberbullismo possono sembrare la stessa cosa, ma in realtà hanno tratti tipici e riconoscibili, e spesso portano a conseguenze molto differenti.
La prima evidente disuguaglianza sta nel luogo dove questi eventi si sviluppano; nel caso del bullismo, l’aggressione - fisica o psicologica - avviene in un luogo reale, dove vittima e “carnefice” sono faccia a faccia. Il cyberbullismo, invece, si diffonde in internet e sui social, adattandosi alle regole della rete.
Su internet, dove chiunque può offendere, insultare, rivolgere commenti sprezzanti e pieni di odio, il bullismo può diffondersi molto più in fretta, può oltrepassare il confine della classe scolastica di appartenenza, può valicare le mura dell’istituto, può raggiungere tutti, persino gli adulti. Il bullismo virtuale inoltre ha un alone di immunità dato dall’anonimato: infatti molto spesso i cyberbulli sono senza nome e senza volto, in questo modo hanno l’illusione di poter essere invincibili e slegati da qualsiasi vincolo morale o legale. Al contrario, il bullismo nelle scuole ha un nome, un volto, e di solito l’artefice, o gli artefici sono persone conosciute dalla vittima.

Cyberbullismo, un fenomeno pericoloso

Ma la più grande divergenza sta forse nel contesto e nelle conseguenze di questi gesti; nel caso del bullismo, infatti, le azioni intimidatorie (che possono comprendere la violenza fisica nei confronti della vittima o dei suoi oggetti) restano circoscritte ad un determinato ambiente, anche se spesso i bulli trovano la complicità di altri ragazzi che tendono a sottovalutare questi atti o ad aver paura di essere presi di mira. Per quanto riguarda i contenuti offensivi online, come video e foto che vogliono ledere la reputazione della vittima, ovviamente la violenza fisica è assente, ma è allo stesso tempo molto difficile evitare che la loro propagazione vada fuori controllo. Per per essere “conniventi”, infatti, basta un commento o una condivisione fatta con leggerezza: un piccolo gesto sufficiente a far sì che quel materiale possa essere visto da moltissime persone.
Per la vittima, questo processo diventa una vera e propria trappola senza vie d’uscita, e si ritrova impotente di fronte alla demolizione della sua dignità e persona sentendosi, come spesso si dice, alla “gogna”.
E’ importante comunque osservare che spesso bullismo e cyberbullismo possono essere strettamente legati, e che la vittima possa subire umiliazioni e violenze sia in Rete che al di fuori.

Bullismo e cyberbullismo, come difendersi?

Tuttavia, qualcosa si muove e la lotta al bullismo e al cyberbullismo sta continuando con un certo mordente. Se il bullismo era già regolato legalmente e riconosciuto in diverse forme all’interno dei tribunali italiani, da poco è stato introdotto anche il reato dedicato al cyberbullismo. La legge, approvata nel maggio 2017, fornisce per la prima volta una definizione giuridica del cyberbullismo come qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione e diffamazione realizzata per via telematica. Stabilisce inoltre che nelle scuole ci sia un docente che faccia da riferimento per gli studenti afflitti da questo tipo di violenza. Ma quindi cosa fare in caso di bullismo o cyberbullismo?
La prima azione fondamentale se si è vittima di bullismo o cyberbullismo, o se si è assistito ad atti riconducibili a questi fenomeni, è quella di avvertire immediatamente un adulto; può essere il docente di riferimento, il dirigente scolastico, o semplicemente i genitori.
In alternativa, si può chiamare la linea di ascolto 1.96.96 - attiva 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno - o rivolgersi alla chat di Telefono Azzurro, che accolgono qualsiasi richiesta di ascolto e di aiuto per i ragazzi che si trovano in situazione di disagio o pericolo.
Insieme si deciderà come affrontare la questione, prendere provvedimenti e considerare se rivolgersi alle forze dell’ordine. In caso di cyberbullismo, è ancora più importante agire tempestivamente per bloccare il prima possibile i contenuti umilianti o offensivi.
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