
Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha confermato a Skuola.net che per un giovane cristiano evitare i rapporti prima del matrimonio restano un punto fermo dell'insegnamento della Chiesa cattolica. Lo ha fatto rispondendo a un'intervista per il vodcast “Vero o Falso: Frasi fatte alla prova dei fatti” del portale studentesco, pensata per rispondere punto per punto alle domande più dirette dei giovani sulla fede.
Cosa ha detto Zuppi sui rapporti prima del matrimonio
Non basta andare a letto con qualcuno per imparare a volergli bene, ha spiegato il cardinale. Alla domanda se sia vero che i giovani cristiani non possano avere rapporti prima del matrimonio, Zuppi ha risposto senza girarci intorno: "Vero, però dobbiamo capire bene perché", ha detto a Skuola.net. Non si è fermato quindi al verdetto, ma ha subito aggiunto il ragionamento che sta dietro all'indicazione della Chiesa.
"La Chiesa consiglia di imparare a volersi bene", ha spiegato, mettendo questo obiettivo prima di qualsiasi altra cosa. Secondo il cardinale, il punto non è vietare un gesto, ma chiedersi a cosa serva davvero: capire se un rapporto aiuta o no a costruire un legame vero.
La differenza tra volersi bene e fare l'amore
Zuppi spiega che è erroneo pensare che il sesso possa insegnare l'amore. "Non è quello che ti garantisce di imparare a voler bene", ha detto il cardinale a Skuola.net. Per chiarire il concetto, Zuppi ha richiamato un'espressione che usavano le generazioni passate. "I nostri nonni, forse ancora di più i bisnonni, quando dicevano del rapporto con la propria moglie o col proprio marito, dicevano: 'Facciamo l'amore'", ha ricordato, spiegando che quell'espressione non indicava solo l'atto fisico, ma il volersi bene che lo accompagnava.
Da qui la sintesi che il cardinale attribuisce alla posizione della Chiesa: "Comincia da lì, perché è quello che conta più di tutto", ha detto, mettendo il volersi bene prima di tutto il resto.
L'amore oltre l'atto sessuale
Il cardinale ha anche voluto precisare che, secondo la Chiesa, il volersi bene non si esaurisce nella sfera affettiva o sessuale. Ha detto infatti che non è vero che "il tuo voler bene è soltanto alle persone con cui fai l'amore oppure perché fai l'amore vuoi bene", allargando il concetto ben oltre la coppia.
Resta aperta, nelle sue parole, la domanda di fondo che pone ai giovani: non se avere o meno un rapporto, ma se quel gesto nasca già da un legame costruito, o se si pretenda che sia il gesto stesso a crearlo.