Non basta la promessa dell’aria condizionata in tutte le scuole per raffreddare i bollenti spiriti di piazza: il pacchetto giovani previsto nella Legge di Bilancio 2027 e spiegato dal Presidente del Consiglio su Instagram non convince appieno i diretti interessati.
Anche mettendo sul piatto la detassazione dei premi di produzione fino a 2.500 euro annui e la cedolare secca al "simbolico" 1% per chi affitta agli under 35, la maggior parte dei ragazzi non giudica sufficiente la risposta del Governo alle proteste su caro-affitti, caro-vita e scarsi investimenti per le strutture scolastiche.
Il sondaggio: lo scollamento tra giovani e "Palazzo"
A farlo emergere è un sondaggio realizzato da noi di Skuola.net subito dopo il varo delle misure, che ha registrato un'altissima partecipazione, raccogliendo il parere di 2.076 tra ragazze e ragazzi.
Un dato numerico che, già di per sé, testimonia quanto il tema delle politiche generazionali sia sentito. Il verdetto, però, fotografa una distanza profonda tra le azioni messe in campo e le reali aspettative dei giovani.
Come vengono valutati i provvedimenti annunciati? Ben il 67% dei partecipanti (praticamente 2 ragazzi su 3) ha definito i provvedimenti una "scarsa risposta alle richieste". Di fatto, una bocciatura che bolla il pacchetto come insufficiente e deludente rispetto alle criticità strutturali vissute quotidianamente dagli “under”.
Mentre a promuovere le mosse del Governo è solo una minoranza: il 17% ritiene si tratti di un'"ottima risposta", mentre un ulteriore 16% la definisce non più di una "buona risposta".
Il sospetto: "Promesse in vista delle elezioni"
A spiegare le ragioni di questa diffidenza sono i tantissimi commenti lasciati dagli utenti a corredo del sondaggio. Mantenendo un occhio disincantato sulle dinamiche del Paese, molti ragazzi interpretano le misure non come un reale cambio di passo a loro favore, ma come una manovra di puro posizionamento.
Scorrendo le reazioni più popolari, il tenore dominante delle critiche è inequivocabile: "Ci si prepara per la campagna elettorale!", sentenzia un utente, raccogliendo migliaia di like. Un sentimento di disillusione ampiamente condiviso da chi sottolinea le tempistiche dell'intervento governativo: "In 4 anni niente, adesso con le elezioni alle porte facciamo altre promesse. Ok", scrive un altro ragazzo. E ancora: "Ah prima non si poteva fare? Che strano proprio adesso", conclude un terzo commentatore con amara ironia.
Le reazioni: "Misure insufficienti per la vita reale"
Non mancano, poi, coloro che entrano nel merito dei provvedimenti, svincolandoli dalla dietrologia politica per bocciarli direttamente nella sostanza. A non convincere è l'efficacia pratica di bonus e agevolazioni di fronte a un mercato del lavoro fermo al palo: "Un taglio delle tasse non serve a niente se gli stipendi di partenza sono da fame e si lavora solo con contratti precari", fa notare un ragazzo.
"Sconti sugli affitti? Il problema è riuscire a trovarla, una casa nelle grandi città, e potersi permettere la caparra e le garanzie richieste", gli fa eco un'altra utente, evidenziando come, secondo molti under 30, queste misure rappresentino solo palliativi incapaci di sciogliere i veri nodi strutturali del caro-vita.
Chi applaude: "Finalmente un passo nella giusta direzione"
Eppure, come evidenziato da quel 33% di favorevoli (tra ottimi e buoni giudizi), c'è anche chi accoglie le novità del "pacchetto giovani" con un plauso, vedendoci un segnale concreto e tangibile. "Era ora che qualcuno si ricordasse di noi e mettesse mano alla cedolare secca", commenta un partecipante al sondaggio, in rappresentanza di quanti trarranno benefici diretti dalle norme sull’abitazione.
Sulla stessa linea si posiziona chi apprezza lo sforzo fiscale dell'Esecutivo, invitando a un maggiore pragmatismo: "Siamo sempre pronti a lamentarci: intanto prendiamoci queste agevolazioni che ci mettono soldi in tasca, per migliorare le cose c'è tempo", chiosa un giovane lavoratore, invitando i coetanei a guardare il bicchiere mezzo pieno e a non politicizzare sistematicamente ogni iniziativa.
Dalla sicurezza all'economia cambia la prospettiva
Una sostanziale bocciatura, quella dei giovani su questi tre provvedimenti della Manovra, che acquista ancora più peso se confrontata con il riscontro dato sulle altre recenti mosse del Governo che interessano da vicino le nuove generazioni.
Solo poche settimane fa, ad esempio, in occasione del varo del nuovo Decreto Sicurezza, la maggioranza della Generazione Z si era schierata con l'Esecutivo, appoggiando la linea dura e le sanzioni per contrastare le violenze di piazza e i danni alle città.
Oggi, invece, spostando il focus sui temi economici e sulle prospettive di vita, la sintonia si interrompe bruscamente.
Se, dunque, sul fronte dell'ordine pubblico i giovani chiedevano regole e tutele condivise e gli sono state date, su quello delle politiche sociali ritengono che i bonus e gli sconti fiscali proposti non siano in grado di risolvere i problemi strutturali di questa epoca.