
Nella conferenza di ieri sera tenuta dal presidente Draghi e dal ministro della salute Speranza, sono state illustrate le misure del nuovo decreto che entrerà in vigore dopo le vacanze di Pasqua. Per la scuola le novità non sono poche: alcuni studenti avranno la possibilità di tornare in aula anche se la loro regione si trova in zona rossa. Per quanto riguarda invece il monitoraggio settimanale sul colore delle regioni, da lunedì se ne conteranno solo 8 in fascia arancione, non ci saranno zone gialle, e si conta che le nuove misure resteranno valide fino a maggio. Vediamo quindi cosa succederà la prossima settimana e cosa cambierà dopo il 6 aprile.
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Nuovo decreto: cosa cambia per la scuola
Dopo le vacanze di Pasqua, la didattica per le regioni in zona rossa riprenderà in aula per tutti i ragazzi fino alla prima media. Mentre per quanto riguarda le zone arancioni, la scuola è in presenza fino alla terza media e al 50% per le superiori. Queste decisioni sono state prese sulla base di un miglioramento attuale della curva dei contagi. Il presidente del consiglio Draghi però, tende a ribadire che bisogna comunque prestare la massima attenzione, mantenendo in vigore quelle che sono le attuali norme anti-contagio presenti negli spazi pubblici come la scuola. Durante la conferenza stampa, Draghi ha aggiunto che le valutazioni per le riaperture saranno effettuate di settimana in settimana: in caso quindi ci fossero dei miglioramenti o peggioramenti, saranno prese in considerazione delle modifiche. Il discorso dei test obbligatori per tutti non è ancora chiaro: per ora sappiamo che in alcuni casi i test potranno essere effettuati su studenti e professori. Le modalità saranno quindi meglio definite nel nuovo Dpcm, che entrerà in vigore dal 7 aprile.
Cosa cambia in tutta Italia
Ma cosa cambia per le regioni? Da lunedì, Toscana, Calabria e Valle D'Aosta tornano in zona rossa, mentre il Lazio con un Rt pari a 0,97 già dalla prossima settimana passerà in arancione, anche se le scuole in questa regione apriranno solo da martedì. Il decreto che prevedeva le massime restrizioni infatti, scadrà nella notte tra il 29 e il 30 marzo. Ricapitolando quindi, dal 29 marzo, le regioni saranno così suddivise:
- In zona rossa troveremo: Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Calabria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Valle d’Aosta, Veneto e Provincia Autonoma di Trento
- Faranno invece parte della zona arancione, Abruzzo, Lazio (da martedì), Basilicata, Liguria, Molise, Sicilia, Sardegna, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Bolzano.
Ricordiamo però che regioni a parte, per alcuni comuni è stata istituita la zona rossa.