
Una circolare non ferma la fame. E così, nonostante il divieto di delivery a scuola, un gruppo di studenti ha deciso di ordinare lo stesso, finendo dritto su TikTok.
Nel video si vede il rider che consegna la pizza da asporto dalla finestra - l’aula è al piano terra - mentre i ragazzi ritirano tutto con la massima compostezza e lasciano persino la mancia. Il fattorino saluta, ringrazia e se ne va.
Al di là di una certa solidarietà generazionale, difficile da nascondere, il video apre una domanda che vale la pena porsi sul serio: ha davvero senso vietare il delivery a scuola?
Soprattutto nei giorni in cui ci sono rientri pomeridiani, non esiste una mensa e l’unica alternativa concreta è un panino mangiato di corsa nell'intervallo.
La risposta della nostra community, nel sondaggio che abbiamo lanciato, è stata piuttosto netta: 8 studenti su 10 si sono detti contrari al divieto di delivery a scuola.
Indice
Perché molte scuole vietano il food delivery?
Molte scuole in Italia emettono circolari che vietano rigorosamente l'utilizzo di servizi di food delivery durante l'orario scolastico.
Tali restrizioni sono giustificate da ragioni di sicurezza, responsabilità igienico-sanitaria (HACCP) e ordine pubblico, impedendo l'accesso a estranei o la consegna di cibi non controllati.
In generale, i punti che accomunano un po' tutte le circolari sono questi:
-
Sicurezza e controllo accessi: è il punto principale. Le scuole vietano il contatto con soggetti esterni (i rider) per garantire l'incolumità degli studenti e impedire l'accesso di persone non identificate alle pertinenze scolastiche.
-
Igiene e tutela della salute: si richiama spesso il regolamento CE n. 852/2004 (HACCP). La scuola non può garantire la tracciabilità o la corretta conservazione del cibo ordinato esternamente, il che rappresenta un rischio per allergie o contaminazioni alimentari di cui l'istituto non vuole farsi carico.
-
Divieto di sosta ai cancelli: molte circolari specificano che non è consentito recarsi o sostare presso i cancelli o le recinzioni per ritirare cibo o altri beni, poiché questo crea assembramenti e distoglie dalla vigilanza obbligatoria.
-
Responsabilità civile e vigilanza: durante l'orario scolastico, il personale è responsabile della sorveglianza. Le consegne via app introducono variabili imprevedibili che complicano il mantenimento di un ambiente ordinato e sicuro.
-
Interruzione dell'attività didattica: l'arrivo di corrieri è considerato un elemento di disturbo per il normale svolgimento delle lezioni e della ricreazione, oltre che una violazione del decoro istituzionale.
Si può vietare il food delivery a scuola?
In virtù dell'autonomia scolastica, ogni scuola decide autonomamente, ma deve bilanciare il divieto (spesso giustificato dalla sicurezza degli accessi) con il diritto dello studente alla nutrizione e alla libertà di scelta alimentare.
Proprio a causa di ciò, potresti trovare un liceo che vieta drasticamente ogni ordine esterno e un altro che, magari per l'assenza di un bar interno, tollera o regolamenta le consegne in zone specifiche.
Mentre la scuola può vietare l'ingresso di rider esterni per motivi di sicurezza, la giurisprudenza (es. Corte di Cassazione e Consiglio di Stato) ha più volte confermato che il diritto degli studenti di consumare un pasto portato da casa (autorefezione) non può essere negato in modo assoluto, poiché fa parte del diritto all'istruzione e alla socializzazione.
L'ultima parola, come sempre, spetta al Dirigente Scolastico che ha la responsabilità della sicurezza e della gestione organizzativa. Può emettere circolari per vietare le consegne esterne basandosi sulla necessità di controllare gli accessi.
Divieto di food delivery a scuola: 8 studenti su 10 sono contrari
Nella scuola in questione, il divieto passa da una circolare che recita: "Con la presente, si ricorda che è vietato introdurre e consegnare agli studenti alimenti e bevande provenienti dall'esterno una volta che le lezioni sono iniziate e per i rientri pomeridiani".
Ma si sa, alla fame è difficile resistere. Specialmente se sei a digiuno dalla ricreazione. Forse è proprio per questo che gli studenti hanno deciso comunque di aggirare il divieto. Ma, qualunque sia la motivazione, la domanda rimane: è giusto vietare il cibo da asporto a scuola?
Abbiamo lanciato un sondaggio su Instagram a cui hanno partecipato 2.000 studenti, e l’esito è piuttosto chiaro: 8 su 10 si sono detti contrari al divieto.