
La vendetta è un piatto che va servito freddo, o in questo caso specifico, elaborato su un foglio protocollo. Su una pagina social dedicata al contrasto del bullismo è emersa la testimonianza di un ex studente che ha deciso di saldare definitivamente i conti con i suoi aguzzini nel momento più cruciale del percorso scolastico: l'esame di maturità.
Dopo anni di angherie e sofferenze subite all'interno delle mura scolastiche, ha colto l'occasione perfetta durante la seconda prova scritta, passando di proposito una versione di greco completamente errata a tutta la classe che lo tormentava. A distanza di ben sedici anni dall'accaduto, l'autore del gesto ammette apertamente di non essersi mai pentito della scelta fatta e di continuare a rivendicare la bontà della sua azione.
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Le storie di rivalsa e i compiti copiati male
La condivisione di questo aneddoto ha aperto un vero e proprio vaso di Pandora, spingendo moltissimi utenti a raccontare le proprie personali esperienze di riscatto contro chi, un tempo, si sentiva in diritto di prevaricare gli altri.
Tra le testimonianze più significative emerse nei commenti c'è quella legata a un compito di matematica. Una studentessa, nota per essere particolarmente diligente, si è vista sottrarre di nascosto gli appunti dal proprio zaino durante l'intervallo da parte di alcuni compagni di classe, intenzionati a fotocopiarli per usarli come bigliettini durante la prova.
Tuttavia, i compagni hanno copiato ciecamente le annotazioni personali e persino gli errori di distrazione presenti sui fogli rubati, senza comprendere minimamente il testo. Il risultato finale è stato un fallimento collettivo: durante la consegna dei compiti la professoressa ha distribuito una sfilza di 5 a tutti coloro che avevano copiato l'errore.
Dal mondo del lavoro alle interrogazioni a sorpresa
Un'altra vicenda condivisa dimostra come la ruota della vita possa girare in modo del tutto inaspettato al di fuori del contesto scolastico. Un utente ha raccontato di essersi trovato anni dopo nella posizione di esaminatore e titolare d'azienda durante una selezione del personale.
Tra i vari candidati per il posto di lavoro si è presentato proprio uno di coloro che lo bullizzava attivamente ai tempi delle scuole medie. Nel momento in cui il candidato ha incrociato lo sguardo del titolare, ha compreso immediatamente la situazione e la sua candidatura è stata respinta sul nascere.
Infine, non mancano gli episodi di ordinario opportunismo smascherati direttamente dai docenti in tempo reale. Una ragazza ha descritto una micro interrogazione a sorpresa in cui l'insegnante aveva concesso quindici minuti per il ripasso. In quell'occasione, tre compagni si sono avvicinati pretendendo quasi con la forza di visionare i suoi appunti e le sue illustrazioni personalizzate. Durante la verifica, la docente ha chiamato alla cattedra due dei ragazzi che avevano insistito per guardare i fogli dell'ex studentessa.
Notando i disegni identici e la mancanza di preparazione reale, l'insegnante li ha ammoniti pubblicamente, chiedendo loro di spiegare l'argomento basandosi sulle proprie competenze.