Studenti in classe

Il nuovo anno scolastico - come vi abbiamo già raccontato - si presenta denso di novità, ma anche quello precedente non ha scherzato: dal divieto totale degli smartphone alla stretta sulla condotta, passando per il cambio di indirizzo facilitato nei primi anni delle superiori e il nuovo esame di Maturità

Noi di Skuola.net, per fare un ripasso delle cose da ricordare, abbiamo realizzato un compendio degli aggiornamenti normativi introdotti esattamente un anno fa e confermati anche per il futuro

Indice

  1. Stop totale agli smartphone in classe (anche alle superiori)
  2. Condotta e sanzioni: addio "Playstation" a casa, scatta il volontariato
  3. La "nuova" Maturità: il ritorno del nome storico e le prove aggiornate
  4. Contrasto a bullismo e cyberbullismo: tolleranza zero e ruolo dei genitori
  5. Consolidamento della "Alleanza Educativa" e prevenzione del disagio
  6. Cambiare scuola è più facile: le nuove regole per i passaggi di indirizzo

Stop totale agli smartphone in classe (anche alle superiori)

Sembrava impossibile all’inizio, ma alla fine il Ministro Valditara ce l’ha fatta a imporre lo stop totale allo smartphone in ambito scolastico: secondo il monitoraggio del MIM oltre il 90% degli istituti ha ufficializzato il provvedimento nel Regolamento di Istituto o nel Patto di Corresponsabilità.

In due casi su tre il metodo di custodia scelto è quello dello zaino degli studenti. Meno diffuse soluzioni più radicali - ma meno eludibili - come la consegna prima dell’ingresso a scuola o in un contenitore presente in classe

L'unica eccezione autorizzata riguarda gli studenti con bisogni educativi speciali (BES), qualora il dispositivo sia espressamente previsto nel loro piano personalizzato come strumento compensativo. 

Condotta e sanzioni: addio "Playstation" a casa, scatta il volontariato

Dallo scorso anno, il voto in comportamento è tornato a essere un fattore più determinante che in passato per la promozione e per l'esito finale del percorso scolastico

Alle superiori, il 5 in condotta da quasi un ventennio decretava la bocciatura automatica, mentre alle medie questo automatismo era stato sospeso da qualche anno: la Riforma Valditara l’ha reintrodotto in via generalizzata e ha reso possibile applicarlo non solo per atti di eccezionale gravità ma anche a fronte di gravi e reiterate violazioni del regolamento d'istituto.

Anche ottenere una sufficienza risicata, però, potrebbe presentare dei rischi concreti per chi frequenta le superiori, dove un 6 in condotta genera un debito formativo nell'ambito dell'Educazione Civica, che lo studente dovrà sanare presentando e discutendo un elaborato critico incentrato su tematiche di cittadinanza e costituzione.

In più, anche chi non supera l'otto in condotta rischia di subire ripercussioni sul voto di Maturità, in quanto nel triennio finale delle superiori ciò potrebbe comportare un “taglio” del credito scolastico: un punto in meno per ogni anno di comportamento non eccelso

In questo ambito, però, la vera rivoluzione riguarda la riforma delle sospensioni, che cancella per sempre l'era dei giorni trascorsi a casa a videogiocare. Per allontanamenti fino a due giorni, lo studente deve rimanere a scuola svolgendo attività di approfondimento scolastico e redigendo un elaborato critico. 

Per sospensioni più lunghe, da 3 a 15 giorni, scatta invece l'obbligo di svolgere attività di cittadinanza solidale (volontariato) presso strutture esterne convenzionate e censite dal MIM, per trasformare il provvedimento disciplinare in un'occasione di crescita e recupero sociale.

La "nuova" Maturità: il ritorno del nome storico e le prove aggiornate

Lo scorso giugno ha debuttato il nuovo Esame di Stato. Un primo cambiamento è stato puramente terminologico, con il ritorno formale alla dicitura storica di "Esame di Maturità" che manda in soffitta la vecchia denominazione “di Stato”. 

La struttura dell’esame è rimasta quella stabilita dalla riforma della Buona Scuola - quindi due prove scritte e un orale - come grossomodo lo schema di punteggio: questo vuol dire che essere bocciati resta sempre una impresa quasi impossibile perché il 40% del voto gli studenti “se lo portano da casa” grazie ai crediti scolastici maturati nell’ultimo triennio. 

Quello che cambia radicalmente è il numero di materie oggetto del colloquio orale: non più tutte quelle dell’ultimo anno, ma 4 scelte dal Ministro a gennaio, valutate da quattro commissari, due interni e due esterni come anche il presidente di Commissione.  

Di conseguenza, all’orale è scomparsa l’arrampicata sugli specchi alla ricerca di collegamenti disciplinari (a volte) impossibili tra gli argomenti studiati nell’ultimo anno. Al loro posto, l’inizio del colloquio con una presentazione dello studente e, a seguire, una verifica delle competenze nelle singole materie nonché in ambito Alternanza Scuola-Lavoro (oggi Formazione Scuola-Lavoro) ed Educazione Civica

Contrasto a bullismo e cyberbullismo: tolleranza zero e ruolo dei genitori

Anche sul fronte della violenza in ambito scolastico sono state di recente introdotte novità  sulla base del Decreto Legislativo 12 giugno 2025, n. 99. In questo atto normativo viene ribadito l'obbligo per ogni istituto di nominare un docente referente dedicato al bullismo, ma anche di predisporre specifici codici di condotta interni e attivare tavoli di confronto permanenti con studenti, famiglie ed esperti, garantendo la massima tempestività nell'informare i genitori in caso di episodi sospetti.

Insomma, di fronte a episodi di bullismo segnalati dai genitori alla scuola, non sarà più possibile fare spallucce: bisognerà attivare protocolli d’intervento ben precisi e, se la situazione non migliorerà, informare le autorità competenti

Allo stesso tempo, per promuovere la cultura dell'inclusione e della legalità, è stata istituita la Giornata del Rispetto che si celebra annualmente il 20 gennaio attraverso laboratori e attività mirate in tutte le classi.

Sul fronte del supporto immediato, il servizio di Emergenza Infanzia 114 è attivo H24 su tutto il territorio nazionale per offrire consulenza psicologica, giuridica e pedagogica, con la possibilità per le vittime di richiedere aiuto anche tramite chat e sistemi di messaggistica istantanea con geolocalizzazione autorizzata. 

In questo quadro normativo, i genitori sono chiamati a vigilare con estrema attenzione sul comportamento dei propri figli, poiché la legge sottolinea con fermezza la responsabilità dei genitori che, ai sensi dell'articolo 2048 del Codice Civile, sono civilmente responsabili dei comportamenti e delle condotte compiute dai propri figli minorenni.

Consolidamento della "Alleanza Educativa" e prevenzione del disagio

Sempre sul fronte della tutela dei più giovani e del contrasto alla povertà educativa, si è consolidata sul territorio la Rete Territoriale dell'Alleanza Educativa. Questo organismo ha il compito specifico di coordinare a livello locale tutti gli interventi contro la dispersione scolastica e l'emarginazione sociale. 

Ne fanno parte in modo integrato le scuole, le famiglie, gli enti locali, i servizi sociali e, per la prima volta in forma strutturata, le associazioni sportive per valorizzare la pratica sportiva come veicolo primario di inclusione e riscatto sociale, realizzando un vero e proprio lavoro di squadra sul territorio.

In questo contesto territoriale, viene fortemente valorizzato e rilanciato il Patto di Corresponsabilità educativa tra l'istituto e la famiglia come strumento giuridico e relazionale imprescindibile per prevenire il disagio psicologico e sociale e favorire la crescita sana dei ragazzi.

Cambiare scuola è più facile: le nuove regole per i passaggi di indirizzo

Infine, tra le misure più recenti da tenere a mente c’è quella che riguarda lo snellimento delle procedure per correggere una scelta scolastica non adatta alle proprie inclinazioni, riducendo sensibilmente il rischio di abbandono precoce degli studi. 

Grazie alle norme stabilite dal DL 127/2025 e convertite nella Legge 164/2025, l’iter di “spostamento” dello studente tra scuole e indirizzi è stato profondamente semplificato.

Se la scelta viene rivista durante il primo biennio, l’alunno che intende cambiare indirizzo di scuola superiore può presentare la propria richiesta entro il 31 gennaio, senza dover sostenere alcun esame integrativo (come avveniva in precedenza): spetterà esclusivamente alla scuola di arrivo valutare il piano di studi pregresso e predisporre eventuali moduli di recupero personalizzati per colmare le differenze didattiche. 

Per i passaggi che avvengono dal terzo anno in poi, la procedura rimane invece subordinata al superamento di un esame integrativo che deve essere svolto prima dell'inizio ufficiale delle lezioni del nuovo anno scolastico.

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