
Asl sotto pressione in tutta Italia e nella Capitale decidono di delegare alle scuole le comunicazioni da dare alle famiglie degli studenti. Troppi contagi e troppe poche risorse per stare dietro al flusso continuo di tamponi da analizzare.
A La Repubblica una fonte interna alle Asl del Lazio sottolinea quanto il sistema delle quarantene espresso dal governo sia difficile da gestire: complica a dismisura il lavoro delle aziende sanitarie locali che sono costrette a un infinito numero di diverse valutazioni da seguire.
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Asl del Lazio in tilt: il sistema delle quarantene va cambiato
Medici e personale sanitario costretto a svolgere turni massacranti e a prestare aiuto per mansioni non di propria competenza: è questa la situazione che le aziende sanitarie locali di tutta Italia stanno vivendo in questo momento. Soprattutto dopo il rientro a scuola da parte degli studenti.
Il sistema delle quarantene scolastiche mette così a dura prova le Asl. La differenziazione tra positivi nei diversi ordini e gradi delle scuole, costringe le Asl a riorganizzare ogni volta il servizio dei tamponi in base alle necessità.
Se alle elementari scatta l'obbligo di tampone per tutti subito dopo il primo caso, l'azienda sanitaria si trova in difficoltà: troppi tamponi da effettuare sui bambini e assenza di personale.
Le Asl delegano i compiti alle scuole
Per questo motivo, di fronte a una forte carenza di personale e all'aumento spropositato di lavoro, le Asl si vedono costrette a delegare alle scuole: "Soltanto fare tutte le chiamate è diventato impossibile. Siamo troppo pochi e con troppe comunicazioni da controllare". Per riuscire a venire incontro alle necessità degli addetti ai Dipartimenti di prevenzione, sono i referenti covid delle scuole a comunicare a famiglie e studenti i risultati dei tamponi.
In alcuni casi, però, dato il grande numero di contagi nelle classi, sono le Asl a far scattare direttamente la Dad con annessa quarantena: "Non c'è altro modo e del resto non ci sono solo le scuole", affermano.