geolier

Una domanda semplice, di quelle che sembrano fatte apposta per rompere il ghiaccio durante un esame: “Qual è il tuo cantante preferito?”. La risposta dello studente sarebbe stata altrettanto semplice: Geolier.

Da lì, però, secondo il racconto della madre del ragazzo, il clima sarebbe cambiato. Durante l’esame di terza media di una scuola media Aversa, una docente di musica avrebbe commentato la risposta definendo Geolierla rovina della società” e “l’antitesi della musica”.

L’episodio, raccontato dalla madre in una lettera diffusa a mezzo stampa e riportata da Teleclub Italia, sta facendo discutere molto sui social.

Non tanto, o almeno non solo, per il giudizio sull’artista napoletano, ma per il contesto in cui sarebbe stato espresso: un esame, davanti a uno studente già alle prese con un momento carico di ansia, aspettative e tensione.

Indice

  1. Cosa sarebbe successo durante l’esame
  2. Il punto è come si parla agli studenti
  3. La storia ha acceso il dibattito social

Cosa sarebbe successo durante l’esame

Secondo quanto scritto dalla madre, durante il colloquio orale la docente di Italiano avrebbe chiesto al figlio quale fosse il suo cantante preferito. Il ragazzo avrebbe risposto con sincerità, indicando Geolier.

A quel punto sarebbe intervenuta la docente di musica, criticando duramente l’artista. Una frase che, sempre secondo il racconto della madre, avrebbe messo lo studente a disagio, facendolo sentire giudicato per una preferenza personale.

La donna ha spiegato di non voler trasformare l’episodio in una polemica personale contro la docente, ma di voler aprire una riflessione più ampia: a scuola, soprattutto durante un esame, gli studenti dovrebbero sentirsi liberi di esprimere gusti, idee e preferenze senza il timore di essere ridicolizzati.

Il punto è come si parla agli studenti

La questione, infatti, va oltre Geolier. Un insegnante può avere un’opinione su un artista, su un genere musicale o su quello che rappresenta. Può anche non apprezzarlo, criticarlo, discuterlo in classe.

La scuola serve anche a questo: imparare a confrontarsi, argomentare, distinguere le tue idee da quelle degli altri. 

Il problema nasce quando il confronto diventa un giudizio. Perché dire a un ragazzo, durante un esame, che il suo cantante preferito sarebbe “la rovina della società” rischia di spostare tutto su un altro piano: non più la musica, non più il senso critico, ma il giudizio sul gusto personale di chi ha risposto.

E per uno studente di terza media, in quel momento, può pesare parecchio.

Il caso fa discutere anche perché riguarda la cultura pop, cioè quella parte di mondo che spesso gli adulti liquidano troppo in fretta. Canzoni, trap, serie, creator, meme: sono linguaggi che gli studenti usano ogni giorno per raccontarsi e riconoscersi.

Questo non significa che tutto debba piacere o che tutto debba essere approvato senza discussione. Ma proprio perché la scuola ha un ruolo educativo, dovrebbe aiutare gli studenti a leggere anche questi fenomeni, non solo a giudicarli.

La storia ha acceso il dibattito social

Sui social la vicenda ha diviso molti utenti. C’è chi ha difeso il diritto della docente a esprimere un parere critico sulla musica di Geolier e chi, invece, ha sottolineato che un esame non dovrebbe diventare il luogo in cui uno studente viene messo in imbarazzo per ciò che ascolta.

In mezzo c’è una domanda più grande: come si educa al senso critico senza far sentire sbagliato chi ha un gusto diverso dal nostro?

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