bambini corrono all'entrata di scuola

Le nostre scuole sono davvero luoghi sicuri? A giudicare dai numeri più recenti, la situazione in Italia è tutt'altro che rassicurante. Il XXIV Rapporto sulla sicurezza a scuola, curato da Cittadinanzattiva basandosi sulle informazioni dell'Anagrafe dell'Edilizia scolastica (riferite allo scorso anno), ha scattato una fotografia molto preoccupante sullo stato di salute delle strutture che ogni giorno ospitano milioni tra studenti, docenti e personale ATA.

Indice

  1. Edifici vecchi e vulnerabili
  2. L'emergenza del rischio sismico e i fondi PNRR
  3. Mancano certificati e controlli di base

Edifici vecchi e vulnerabili

I dati restituiscono l'immagine di un patrimonio edilizio decisamente invecchiato. Per l'anno scolastico 2024-2025 si contano 39.351 edifici scolastici attivi. Se si esclude un 15% di queste strutture di cui non si conosce l'anno esatto di fondazione, l'età media delle scuole italiane si aggira intorno ai 60 anni.

L'elemento che desta maggiore preoccupazione è però un altro: quasi la metà delle scuole (il 49%, pari a 19.146 plessi) è stata costruita prima del 1976. Questo non è un semplice dato anagrafico, ma uno spartiacque fondamentale, perché significa che quegli edifici sono nati prima che in Italia entrasse in vigore la normativa antisismica. Al contrario, le scuole veramente "nuove", costruite dal 2018 ad oggi, sono una rarità: appena 429 in tutta la penisola.

L'emergenza del rischio sismico e i fondi PNRR

Il quadro si fa ancora più delicato se consideriamo il territorio su cui sorgono questi istituti. Su oltre 39mila edifici totali, ben 17.408 (il 44%) si trovano in zone ad elevata sismicità (le zone 1 e 2).

Di fronte a questo scenario, diventa cruciale capire quante strutture siano realmente preparate ad affrontare un terremoto. Purtroppo la situazione è ancora molto critica: gli interventi strutturali di adeguamento e di miglioramento sismico effettuati sulle scuole esistenti sono pochissimi e riguardano, rispettivamente, solo il 4% e il 3,8% degli edifici. Un dato più incoraggiante arriva dalle strutture progettate fin dall'origine secondo le moderne normative antisismiche, che oggi sono 13.379.

Confrontando l'alta percentuale di scuole in aree a rischio con il basso numero di interventi realizzati, è evidente quanto sia ancora necessario investire per proteggere gli studenti, senza dimenticare che anche le scuole situate in zone a rischio sismico inferiore avrebbero bisogno di simili attenzioni. Un aiuto per accelerare i lavori è arrivato dal PNRR: grazie a questi fondi sono stati realizzati 864 interventi di manutenzione per l'adeguamento e il miglioramento sismico. Un'iniezione di risorse che ha permesso di far salire il totale degli edifici scolastici messi in sicurezza da 6.371 a 7.235. Un passo in avanti, ma la strada è ancora lunga.

Mancano certificati e controlli di base

L'anzianità delle strutture va purtroppo di pari passo con le carenze dal punto di vista burocratico e della sicurezza. I numeri dell'indagine rivelano che ben 6 scuole su 10 non sono in regola con i documenti fondamentali.

Nello specifico, 23.218 edifici (il 59%) non possiedono il certificato di agibilità. La situazione è pressoché identica sul fronte della prevenzione incendi: oltre il 58% degli istituti ne è sprovvisto. Anche provando a sommare quelle scuole che hanno certificazioni antincendio solo parziali o in via di approvazione, si arriva a malapena a coprire la metà degli edifici.

C'è infine un ultimo nodo critico, quello del collaudo statico, il documento che garantisce la stabilità e la tenuta dell'edificio nel tempo. Questa certificazione risulta assente in oltre il 42% dei casi, un'anomalia che interessa decine di migliaia di blocchi strutturali.

I dati di Cittadinanzattiva parlano chiaro: rinnovare e mettere a norma le scuole italiane non è più solo una questione di manutenzione, ma un'urgenza assoluta per garantire il diritto allo studio in totale sicurezza.

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