
Un caldo invivibile, insopportabile ed estremo: è la realtà vissuta negli ultimi mesi estivi e sofferta, già a giugno, da studenti e lavoratori della scuola. Una condizione al limite, in cui solo pochissimi di loro hanno avuto il lusso di azionare l'aria condizionata o un impianto di ventilazione. Tutti gli altri hanno dovuto fare i conti con eventi anomali e temperature superiori ai 30 gradi in locali trasformati in veri e propri forni.
È quanto emerge dal XXIV Rapporto sulla sicurezza a scuola, elaborato da Cittadinanzattiva. Il documento definisce "irrisoria" la percentuale nazionale di edifici dotati di sistemi di condizionamento o ventilazione: ne sono provvisti appena 4.457 istituti, pari al 7,42%, pur con un leggero incremento (+490) rispetto alla rilevazione precedente. Una criticità strutturale destinata a pesare nel tempo, dato che il caldo di quest'anno, con ogni probabilità, non rimarrà un fenomeno isolato.
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Più di 32 gradi in classe: la minaccia del caldo estremo e le scuole impreparate
Secondo l'analisi, tra giugno e luglio 2026 i picchi di calore all'interno della maggior parte dei plessi scolastici monitorati hanno superato i 32 gradi già al mattino, rendendo estremamente difficili le ultime settimane di lezione e gli esami di Stato per studenti e personale.
A confermare la gravità della situazione, denuncia il Rapporto, è l'OMS Europa, che definisce il caldo estremo una minaccia sanitaria urgente e crescente. Le infrastrutture scolastiche del continente si mostrano del tutto inadatte a temperature così elevate, con il rischio concreto di trasformarsi in vere e proprie “trappole di calore”. In Europa il quadro è già allarmante — solo un istituto su dieci è dotato di aria condizionata —, ma in Italia la percentuale si ferma ad appena il 7,42%. In questo quadro spicca l'esempio virtuoso delle Marche, qui il 23% è climatizzato.
Tutto questo spinge Cittadinanzattiva ad illustare alcuni dati di contesto: per il Ministero della Salute la soglia di rischio da moderato a severo per lo stress termico negli ambienti chiusi scatta sopra i 30-32 °C, a fronte di una temperatura ideale per il lavoro intellettuale compresa tra i 20 e i 24 °C. L'impatto del caldo estremo non compromette quindi soltanto la salute fisica, ma incide in modo drastico anche sulle prestazioni cognitive.
Troppo caldo a scuola, Cittadinanzattiva lancia l'allarme: urgente adattare gli edifici al clima
Secondo l'associazione è fondamentale intervenire già dalla prossima programmazione triennale con un piano nazionale di adattamento climatico delle scuole.
Il progetto dovrebbe prevedere interventi di efficientamento energetico, sistemi di raffrescamento sostenibile, l'ombreggiamento degli spazi esterni, l'aumento delle aree verdi e la realizzazione di “rifugi climatici” aperti a studenti e cittadini anche oltre l'orario delle lezioni, senza limitarsi alla sola installazione di condizionatori e ventilatori, strumenti utili ma bisognosi di una manutenzione costante e dal forte impatto energetico.
Allo stesso tempo, un piano di questo tipo consentirebbe anche di sostituire gli impianti di riscaldamento altamente inquinanti, ancora molto diffusi.