
L’ipotesi di prolungare l'anno scolastico fino al 30 giugno sembra destinata a tramontare. Gli indizi in merito sono davvero tanti, ma il Ministro dell’Istruzione Bianchi non si è ancora espresso in via definitiva: scopriamo però le novità provenienti da Viale Trastevere in merito.
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Scuola a giugno? Sembra di no
La proposta ventilata dal Presidente del Consiglio durante il discorso di fiducia alle Camere che vedeva le scuole aperte fino a fine giugno è stata dapprima - non ufficialmente - smentita dalla conferma dell’inizio degli esami di Maturità 2021 previsto per il 16 giugno 2021, e dunque, se i professori saranno impegnati ad esaminare i maturandi, non potranno contemporaneamente tenere le lezioni per gli altri studenti. Successivamente è stato lo stesso Ministro Bianchi a frenare l’entusiasmo di chi prevedeva un recupero di ore di lezione durante il mese di giugno, dichiarando come un cambiamento del calendario scolastico sarebbe dovuto passare preventivamente per l’approvazione delle singole regioni, come riportato dal Corriere.
A scuola si lavora per l’inizio anticipato a settembre
Tuttavia, se il prolungamento dell’anno scolastico oltre i primi di giugno risulterebbe ormai impraticabile, il Ministero dell’Istruzione sembra intenzionato a voler lavorare ad un inizio anticipato del prossimo anno scolastico 2021/2022, anche se, come già specificato, il nuovo ministro stesso ha intenzione di lasciare a scuole e regioni le decisioni in tal proposito. Infatti il ministro Bianchi ha chiarito al Corriere che: “su tempi e luoghi della scuola e sul modello operativo per recuperare i gap di socialità e apprendimento individuale è già stato attivato un gruppo di lavoro composto da personale del Ministero e figure che operano sul territorio, dirigenti scolastici, insegnanti, esperti in materia di disuguaglianze”. Dunque il compito del MI sarà quello di affiancamento a scuole, professori e studenti, qualunque decisione non sarà quindi una scelta che cala dall’alto: “È positivo che la questione non sia stata posta nei termini semplicistici e banalizzanti di un eventuale allungamento del calendario – afferma Maddalena Gissi della Cisl scuola al Corriere -. Per quanto ci riguarda, confermo che dovranno essere le scuole, sulla base di una puntuale conoscenza del fabbisogno, a valutare ciò che può essere utile e necessario fare e quali modalità utilizzare per eventuali azioni di recupero”.
Lucilla Tomassi
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