Studenti

Secondo i più recenti dati forniti dall'Unesco, di fronte alla pandemia da Covid 19 oltre 180 Stati hanno disposto la chiusura di istituti scolastici e di università e circa 1 miliardo e mezzo di studenti hanno interrotto la loro frequenza delle lezioni in classe. (il 91,3% del totale).

In particolare, in Europa, 27 Paesi e 65 milioni di studenti sono senza lezioni. Secondo quanto riferisce un rapporto di Eurydice-Italia (la rete europea d’informazione sull’istruzione), in molti stati dell’Unione Europea si è fatto ricorso alla didattica a distanza. Una misura, però, che non durerà a tempo indeterminato. Alcuni paesi stanno già incominciando a prevedere un ritorno in classe.

Scuole riaperte a maggio? Ecco cosa accade in Europa

Su come gestire la scuola in questa fase di emergenza, però, l’Europa si sta dimostrando tutt’altro che unita. Mentre in Italia si susseguono le ipotesi e al ministero dell’Istruzione prende del tempo – organizzando un tavolo di esperti che lavoreranno a fianco del Governo per stabilire i passi da fare e costruire un piano dettagliato –, senza escludere il rientro direttamente a settembre, in diversi Paesi del vecchio Continente si rompono gli indugi.

In Francia, ad esempio, le scuole riapriranno gradualmente a partire dall’11 maggio, come annunciato da Emmanuel Macron nel suo discorso di lunedì alla Nazione.

In Germania, invece, le scuole riapriranno, in modo graduale, a partire dal 4 maggio. A tornare sui banchi di scuola saranno inizialmente quanti devono conseguire il diploma, gli studenti che avranno l'esame l'anno prossimo e quelli che frequentano l'ultimo anno delle scuole elementari. Rimarranno invece ancora chiusi asili nido e elementari, dov’è più difficile per gli insegnanti far rispettare ai bambini le misure di prevenzione e sicurezza.

Dopo un mese di chiusura per l'emergenza coronavirus, la Danimarca ha riaperto asili nido, scuole materne ed elementari, primo Paese in Europa a farlo. Restano chiuse le medie e i licei che riapriranno il 10 maggio, ad eccezione degli ultimi due anni di corso. Tra le varie disposizioni è previsto che tra gli alunni mantengano una distanza non inferiore ai due metri, inoltre non si potrà uscire dalla classe tutti insieme ma solo divisi in piccoli gruppi. Preoccupati dal rischio di contagio, alcuni genitori hanno lanciato una petizione, che ha raggiunto 18 mila firme, per tenere chiuse le scuole, mentre in molti sceglieranno autonomamente di non mandare i figli tra i banchi.

In Norvegia, invece, si è già tornati in aula, mercoledì 15, per materne ed elementari.

In Svezia, invece, come per l’Islanda, non si è mai chiuso per davvero. In Finlandia, invece, gli asili sono aperti, ma i genitori possono decidere di lasciare a casa i propri figli.

Novità in arrivo (si va verso un progressivo allentamento delle misure) in Svizzera e Olanda. In Romania, invece, scuole chiuse, ma la maggior parte degli atenei rimangono aperti. Il Portogallo, invece, ha già deciso che gli studenti fino alla prima classe delle superiori rimarranno a casa fino alla fine dell’anno. Previsto un ritorno in classe solo per gli alunni dell’ultimo anno dopo la fine di aprile.

Riflessioni in corso in altri paesi europei. Il Lussemburgo vuole riaprire gli asili e le scuole il 4 maggio. Seguirà la Grecia, che ha indicato il 10 del mese prossimo, poi toccherà all’Estonia che ha indicato il 15 maggio. La Spagna, invece, proverà con aperture scaglionate, diverse da regione a regione a seconda della condizione dell’epidemia, a partire da maggio. A Madrid sperano di cominciare a riaprire a giugno.

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