
L'emergenza coronavirus costringe il Ministero dell'Istruzione a stravolgere la didattica in classe. Noto a tutti che la maturità si farà in presenza a partire dal 17 giugno (orale della durata di un'ora circa con mascherine e distanziamento sociale di almeno 2 metri), rimangono dubbi su cosa accadrà a settembre. Sull'argomento la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, sembra essere decisa. Così come detto lunedì sera al Tg La7, il rientro in classe a settembre pare cosa fatta: "A settembre si torna in classe, si torna a sentire la campanella, si torna tra i banchi, come è giusto che sia, come vogliono il ministro e le famiglie. Il Comitato tecnico scientifico risponderà ad una serie di domande che abbiamo posto da quelle risposte lavoreremo per il rientro a settembre, lo stiamo già facendo", ha detto durante l'intervista con Enrico Mentana. Mancano, però, ancora i dettagli, ma è sicuro che al ritorno a scuola, a settembre, ci sarà una piccola rivoluzione nella forma e nella sostanza.
Il Comitato di esperti per la riapertura delle scuole presieduto da Patrizio Bianchi ha consegnato alla ministra dell’Istruzione il Rapporto con le indicazioni per la ripartenza. In particolare si punta sull’autonomia delle scuole con soluzioni diverse a seconda dei territori. Ad esempio, ad accordi con gli enti locali per garantire più tempo scuola soprattutto ai bambini della scuola elementare, come ha chiarito Amanda Ferrario, dirigente scolastico che fa parte della task force.
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Rientro a scuola: le differenze tra elementari, medie e superiori
Per gli alunni delle scuole elementari e medie è previsto il rientro in classe per la didattica in presenza. Diversa la situazione alle superiori secondo la task force. I ragazzi sono più grandi e quindi la possibilità di intervallare un tempo in presenza e un tempo di didattica a distanza è possibile. Per questo motivo, è stata decisa la continuazione della didattica a distanza, almeno per la prima parte dell’anno. Una decisione che nasce anche dalle strutture scolastiche, con ambienti piccoli o vecchi, che non possono garantire il distanziamento sociale. Si dovranno utilizzare le nuove tecnologie e non solo: fare lezioni in presenza per le interrogazioni, le verifiche e i laboratori, per altre discipline trasversali bisogna fare riferimento alla didattica integrata cioè lavorare insieme per gruppi non più per singola disciplina.
Rientro a scuola, le misure: dall'orario alle aule
Tra le linee fornite dal Comitato, la ridefinizione dell’unità oraria. Questa non deve essere necessariamente di 60 minuti, in modo tale da poter garantire il tempo scuola a tutti. Si va, dunque, verso le lezioni di 45 minuti. Inoltre, si sta studiando un modo per fare entrare i ragazzi in maniera scaglionata durante l’arco della giornata e non tutti alle 8. Poi si consiglia di utilizzare per le lezioni non soltanto le aule ma anche parchi e giardini, gli oratori messi in sicurezza con le necessarie precauzioni, le strutture dei comuni. Non solo: le scuole potranno fare accordi per progetti con gli enti locali al fine di integrare la didattica: più musica più sport più cinema e teatro e più arte.