
Il suono dell'ultima campanella rappresenta per la maggior parte degli studenti il momento della liberazione: si chiudono i quaderni, si riordinano gli zaini e ci si avvia verso la fine della giornata di studio. Per una fetta consistente di popolazione scolastica, tuttavia, quel suono segna soltanto l'inizio del secondo capitolo, spesso il più estenuante: il viaggio di ritorno verso casa.
Per gli studenti pendolari, infatti, la vera prova di resistenza non si consuma tra i banchi di scuola o davanti al tabellone dei voti, ma alle fermate degli autobus, sulle banchine delle stazioni e all'interno di vetture ai limiti della capienza.
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Su TikTok file chilometriche e mezzi stipati
Su TikTok, in concomitanza con l'inizio del nuovo anno scolastico, si stanno moltiplicando video ironici che mostrano senza filtri la realtà dei trasporti dedicati agli studenti. I contenuti virali documentano file chilometriche per entrare nel pullman e autobus stracolmi, trasformando in immagini quello che per molti è un disagio quotidiano: la calca davanti alle portiere, la fretta di conquistare un posto prima che il mezzo si riempia e la fatica di viaggiare stipati per chilometri.
Se alla folla dell'ora di punta aggiungiamo i disservizi e le corse che saltano, il ritorno da scuola diventa una vera e propria impresa. Alla fine c'è anche chi, pur di evitare il disagio, decide di farsela a piedi.
L'impatto sul diritto allo studio e sul benessere personale
Eppure c'è poco da ridere. Un rientro a casa lungo e faticoso, caratterizzato da file estenuanti e viaggi su vetture stracolme, incide negativamente sulle energie fisiche e mentali dei ragazzi.
Arrivare a destinazione nel primo pomeriggio, stanchi e stremati dall'attesa e dal tragitto, il più delle volte anche affamati, riduce notevolmente il tempo e la concentrazione da dedicare allo studio individuale, allo sport e alla vita sociale.