Durante un incontro a Bergamo, il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha difeso con forza gli studenti, definendoli pieni di energia e talenti da scoprire. La chiave per sbloccare questo potenziale? Una scuola più vicina al mondo reale, trainata dalla riforma 4+2, la formula che accorcia le superiori tecniche a 4 anni per farti entrare subito nel mondo del lavoro o negli ITS Academy.

Indice

  1. I giovani non sono bulli o sfaticati: le parole di Valditara
  2. Perché la riforma 4+2 parte forte da Bergamo
  3. La rivoluzione culturale contro i pregiudizi sulle scuole tecniche

I giovani non sono bulli o sfaticati: le parole di Valditara

Il ministro ha voluto smontare una volta per tutte i pregiudizi che colpiscono i ragazzi di oggi. Avendo visitato centinaia di istituti in tutta la penisola, ha descritto una realtà completamente diversa da quella raccontata dai più scettici.

"La grande sfida è riuscire ad appassionarli. Io credo moltissimo nei giovani. E basta descriverli come sfaticati, bulli o quant’altro perché io questi ragazzi li conosco. Da quando sono diventato ministro ho visitato 350 scuole dalla Sicilia al Trentino e in loro ho visto un’energia, una curiosità incredibili. Certo, ci vuole una didattica costruita ad hoc e che sappia individuare i talenti" ha detto il ministro, come riportato da Il Corriere della Sera

Perché la riforma 4+2 parte forte da Bergamo

La città lombarda si sta dimostrando il terreno ideale per la sperimentazione della riforma 4+2, grazie a un tessuto produttivo dinamico e a una disoccupazione ai minimi storici. Questo nuovo modello ridisegna il percorso scolastico: quattro anni di superiori a indirizzo tecnico con programmi modernizzati, seguiti da due anni (facoltativi) di specializzazione negli ITS Academy per diventare "tecnologi" super richiesti dalle imprese.

Il ministro ha commentato così i primi frutti di questa sinergia sul territorio bergamasco:

"Le cose stanno andando bene, devo dire sono molto soddisfatto per come la riforma del 4 + 2 viene applicata in Lombardia e in particolare nella provincia di Bergamo, c’è una grande soddisfazione da parte di tutte le associazioni datoriali e delle categorie produttive. Devo dire che c’è anche una grande collaborazione fra le scuole e il mondo della produzione, tra Its e Università. Bergamo è un terreno ideale per il buon funzionamento di una riforma che consentirà a tanti nostri giovani di avere opportunità di carriera in tempi più rapidi".

Valditara ha poi aggiunto una riflessione sull'atteggiamento collaborativo delle istituzioni e delle realtà locali incontrate durante il dibattito:

"L’humus territoriale che si coglie qui è quello della concretezza. Dalle istituzioni presenti oggi ho potuto cogliere la concretezza e la condivisione di questa idea che vede un ecosistema territoriale capace di muoversi tutto insieme e che, nella collaborazione, riesce a cogliere il dna dalla mia riforma".

La rivoluzione culturale contro i pregiudizi sulle scuole tecniche

Il vero ostacolo al successo di questi nuovi percorsi non è la mancanza di opportunità, ma una vecchia mentalità dura a morire, soprattutto tra le famiglie, che spesso tendono a considerare i licei superiori rispetto agli istituti tecnici e professionali.

Secondo il ministro, serve un cambio di rotta drastico per valorizzare ogni tipo di attitudine senza fare differenze di serie A e serie B:

"Qui si tratta di ingaggiare una rivoluzione culturale per valorizzare le diverse attitudini dei ragazzi in modo paritario. Esiste un divario di percezione che frena lo sviluppo dell’istruzione tecnica in Italia: le famiglie faticano a riconoscere il potenziale di questi percorsi".

Un esempio di questa eccellenza è la Aircraft Engineering Academy (AEA) di Azzano San Paolo visitata dal ministro, una realtà d'eccellenza dove è nata l'idea di dare ancora più prestigio a questi percorsi, rinominando gli istituti aeronautici in veri e propri "Licei delle professionalità aeronautiche".

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