
Quanto accaduto tra le mura di un liceo di Latina sembra aver superato ogni limite previsto dal codice scolastico: un incidente durante il cambio dell'ora che vede protagonista un insegnante di quarant'anni. La vittima è un ragazzo di 17 anni, "colpevole" di aver calpestato involontariamente la scarpa del docente.
Che cosa è successo
I fatti risalgono al dicembre 2025, come racconta LatinaOggi. Tutto ha inizio quando uno studente, nel trambusto del cambio dell'ora, pesta accidentalmente la scarpa del professore. Il docente reagisce immediatamente, intimando al giovane di pulire la calzatura.
Quello che sembrava un richiamo brusco, tuttavia, degenera in pochi istanti. Secondo la denuncia presentata dai genitori, l'insegnante avrebbe perso il controllo, trasformando un momento di tensione verbale in un vero e proprio scontro fisico.
La ricostruzione dei PM
Le indagini descrivono un intervento violento e sproporzionato. Il professore avrebbe afferrato il ragazzo da dietro, lo avrebbe preso per il collo e, utilizzando una tecnica riconducibile al judo, lo avrebbe scaraventato a terra sul brecciolino.
L'accusa sostiene che il docente abbia colpito il minorenne con un pugno allo sterno e gli abbia afferrato il volto, accompagnando l'azione con frasi minacciose. Il diciassettenne, riportando lesioni al collo, è stato successivamente medicato presso l'Icot di Latina.
La difesa del docente
Di parere opposto è la linea difensiva del docente. Alcuni testimoni avrebbero infatti descritto il gesto del professore come un'azione "giocosa", priva di reale volontà aggressiva.
Questa versione, tuttavia, si scontra frontalmente con le accuse della Procura, che contesta le aggravanti della minore età della vittima e del ruolo di educatore ricoperto dall'indagato. L'insegnante, dopo una iniziale sospensione cautelare dall'istituto, è stato reintegrato, ma la sua posizione resta appesa agli sviluppi giudiziari.
Il futuro dell'inchiesta
Con la chiusura delle indagini preliminari, la vicenda entra nella sua fase cruciale. La Procura dovrà decidere se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio o se optare per l'archiviazione, qualora le memorie difensive riuscissero a smontare l'impianto accusatorio.