scuola pioggia in classe torino
La Stampa

A scuola si va per imparare, ma difficilmente qualcuno si aspetterebbe di dover fare lezione con dei secchi sistemati sul pavimento per raccogliere l'acqua che entra nell'aula.

Eppure, è proprio questa la situazione denunciata dagli studenti e dalle famiglie di una scuola superiore del Torinese, dove la pioggia è diventata una presenza indesiderata anche durante le lezioni.

Succede all'IIS Doria di Ciriè, dove gli studenti della classe 2EAR hanno deciso di dire basta: giovedì 22 ottobre 2026 non si presentano a scuola, dando vita a una protesta pacifica contro le condizioni dell'edificio.

Una mobilitazione che ha trovato il pieno sostegno dei genitori, preoccupati per le infiltrazioni d'acqua che, secondo quanto denunciato, compromettono il normale utilizzo dell'aula.

La richiesta è semplice: poter studiare in un ambiente adeguato, senza dover ricorrere ai secchi ogni volta che piove. Ma come si è arrivati allo sciopero e quali soluzioni chiedono studenti e famiglie.

Indice

  1. Piove in classe all'IIS Doria di Ciriè: cosa sta succedendo
  2. Studenti in sciopero il 22 ottobre: la protesta dei banchi vuoti
  3. I genitori sostengono la protesta e chiedono interventi urgenti
  4. Cambio d'aula e lavori di ristrutturazione: le soluzioni richieste

Piove in classe all'IIS Doria di Ciriè: cosa sta succedendo

Il caso riguarda la classe 2EAR dell'Istituto di istruzione superiore Doria di Ciriè, comune della città metropolitana di Torino. Secondo quanto riportato da La Stampa, le famiglie denunciano un problema di infiltrazioni d'acqua piovana che rende difficoltoso lo svolgimento delle lezioni.

Una situazione che avrebbe costretto a sistemare dei secchi all'interno dell'aula per raccogliere l'acqua proveniente dalle infiltrazioni.

Il problema, stando alla segnalazione dei genitori, non viene descritto come un semplice inconveniente occasionale, ma come una condizione che gli studenti si trovano a dover affrontare durante la normale attività scolastica.

Di fronte al persistere del disagio, i ragazzi hanno quindi scelto di manifestare il proprio malcontento attraverso un gesto collettivo: non entrare in classe per un giorno.

Una decisione accompagnata dalla richiesta di poter tornare a seguire le lezioni in condizioni adeguate.

Studenti in sciopero il 22 ottobre: la protesta dei banchi vuoti

Niente cortei, striscioni o occupazioni: gli studenti hanno scelto una forma di protesta diversa. Per giovedì 22 ottobre, la classe ha annunciato un'assenza collettiva, definita dalle famiglie come uno sciopero pacifico.

La decisione è stata comunicata ufficialmente alla dirigente scolastica Masera attraverso una mail inviata nel pomeriggio di mercoledì 21 ottobre. A scriverla è stata Jaqueline Faletto, rappresentante dei genitori, che ha illustrato le ragioni della mobilitazione e le richieste delle famiglie.

Una scelta che assume un significato particolare perché, questa volta, sono proprio i genitori a sostenere apertamente la protesta dei figli. Nella comunicazione inviata alla scuola, infatti, le famiglie dichiarano di condividere le motivazioni della mobilitazione e di ritenerla giustificata.

L'obiettivo è richiamare l'attenzione sulle condizioni dell'aula e sollecitare una soluzione che permetta di riprendere regolarmente le attività didattiche. Non risulta, dunque, uno sciopero generale dell'intero istituto: la protesta riportata riguarda specificamente gli studenti della classe 2EAR.

I genitori sostengono la protesta e chiedono interventi urgenti

La mobilitazione degli studenti nasce da un problema che coinvolge direttamente anche le famiglie.

Nella mail indirizzata alla dirigente scolastica, i genitori spiegano di condividere la decisione dei ragazzi e chiedono che la situazione venga affrontata tempestivamente.

La richiesta riguarda soprattutto la possibilità di garantire agli studenti un ambiente idoneo allo svolgimento delle lezioni. La protesta, quindi, vuole richiamare l'attenzione sulle condizioni materiali in cui si svolge quotidianamente la didattica.

Una questione che riguarda tanto la qualità dell'esperienza scolastica quanto il diritto degli studenti a frequentare ambienti adeguati. I genitori sollecitano inoltre l'interessamento della dirigenza nei confronti degli enti competenti, affinché vengano individuati gli interventi necessari.

La scelta di lasciare i banchi vuoti punta proprio a dare maggiore visibilità a una situazione che, secondo le famiglie, necessita di una risposta concreta.

Cambio d'aula e lavori di ristrutturazione: le soluzioni richieste

Quali interventi potrebbero consentire agli studenti di tornare regolarmente a scuola? Le famiglie hanno avanzato alcune proposte, distinguendo le misure da adottare nell'immediato da quelle necessarie per risolvere il problema in maniera definitiva.

La prima riguarda un trasferimento temporaneo della classe in un'altra aula, in attesa che vengano eliminate le infiltrazioni.

Una soluzione che permetterebbe agli studenti di proseguire le attività didattiche evitando di utilizzare un ambiente nel quale, secondo quanto denunciato, continua a entrare acqua piovana.

La seconda richiesta riguarda invece gli interventi di ristrutturazione dell'istituto. I genitori chiedono che i lavori tengano conto anche delle condizioni degli ambienti interni, così da affrontare le criticità che incidono direttamente sulla vita scolastica.

Resta da capire quali provvedimenti saranno adottati dalla dirigenza e dagli enti responsabili della manutenzione dell'edificio. Al momento della notizia, non risulta comunicata una soluzione definitiva, né una data per l'eventuale completamento degli interventi richiesti.

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