Le immagini dell’istituto Lattanzio di Roma, dopo l’occupazione studentesca dei primi giorni di ottobre, hanno fatto rapidamente il giro del web, alimentando polemiche e indignazione.
Ma adesso, dopo giorni in cui a parlare sono state soprattutto le fotografie dei danni, sono gli stessi studenti a prendere la parola per raccontare le ragioni della loro protesta.
I ragazzi hanno infatti contattato direttamente Skuola.net attraverso un messaggio privato sui social, chiedendoci una mano per far conoscere anche la loro versione dei fatti.
Una richiesta accompagnata da un video pubblicato su TikTok, nel quale contestano il modo in cui la vicenda è stata raccontata da giornali e social network, denunciano i problemi strutturali dell’istituto e ribadiscono la propria opposizione alla riforma scolastica del 4+2.
Senza nascondere il dispiacere per quanto accaduto all’interno della scuola. Un intervento che arriva dopo quanto successo nell’istituto di via Teano, nel quartiere Prenestino, dove l’occupazione è stata seguita da gravi danneggiamenti.
Una vicenda sulla quale restano ancora da chiarire le responsabilità, mentre gli studenti chiedono che le ragioni della loro mobilitazione non passino in secondo piano.
@_saraaa_crr Fa male sentire come veniamo raccontati sui giornali e sui social in generale: noi non vogliamo "fare casino" o spaccare tutto. Lottiamo semplicemente perché questa scuola è la nostra seconda casa, ma cade a pezzi e ha problemi infrastrutturali gravi che non vengono mai risolti. In più, siamo fortemente contrari alla riforma del 4+2. Toglierci un anno di scuola significa trattarci come studenti di serie B e spingerci a forza nel mondo del lavoro prima del tempo. Nella nostra scuola più del 50% degli studenti è di origine straniera: ragazzi che vengono da contesti complessi e che hanno bisogno di tempo, inclusione e pari opportunità per formarsi, non di essere incanalati subito al lavoro o etichettati. Vogliamo solo che il nostro diritto all'istruzione venga rispettato! Allo stesso tempo, vogliamo essere sinceri: ci dispiace per la situazione e per i danni materiali e morali che si sono creati, perché non è questo il nostro obiettivo. Ma noi facciamo questa cosa perché il nostro conflitto è partito e va avanti perché vogliamo un cambiamento vero, vogliamo migliorare le cose e lottiamo per un futuro che ci appartiene.#perte #occupazione #lattanzio #dirittiumani #istruzione
audio originale - skam
Indice
- "Non vogliamo fare casino": gli studenti del Lattanzio spiegano perché hanno occupato
- La protesta contro la riforma del 4+2: "Non siamo studenti di serie B"
- "Più del 50% degli studenti è di origine straniera": la richiesta di inclusione
- I danni alla scuola e il messaggio degli occupanti: "Ci dispiace, vogliamo un cambiamento vero"
"Non vogliamo fare casino": gli studenti del Lattanzio spiegano perché hanno occupato
"Fa male sentire come veniamo raccontati sui giornali e sui social in generale". È da questa considerazione che parte la risposta degli studenti del Lattanzio, decisi a riportare l'attenzione sulle motivazioni che li hanno spinti a occupare l'istituto.
Nel video, i ragazzi respingono l'immagine di una protesta organizzata per creare disordini o danneggiare gli ambienti scolastici.
"Noi non vogliamo fare casino o spaccare tutto. Lottiamo semplicemente perché questa scuola è la nostra seconda casa, ma cade a pezzi e ha problemi infrastrutturali gravi che non vengono mai risolti", spiegano.
Al centro delle loro rivendicazioni ci sono dunque le condizioni dell'edificio scolastico. Una situazione che, secondo gli occupanti, compromette la quotidianità degli studenti e rende necessario un intervento concreto da parte delle istituzioni.
La richiesta è quella di poter frequentare una scuola sicura, funzionante e adeguata alle esigenze di chi la vive ogni giorno. Una rivendicazione che, nelle parole dei ragazzi, nasce proprio dal legame con l'istituto e dalla volontà di migliorarlo.
La protesta contro la riforma del 4+2: "Non siamo studenti di serie B"
Ma le condizioni dell'edificio rappresentano soltanto una parte delle ragioni dell'occupazione.
Gli studenti del Lattanzio contestano anche la riforma del 4+2, il modello della filiera formativa tecnologico-professionale che prevede percorsi quadriennali di istruzione secondaria, collegati anche alla formazione terziaria degli ITS Academy.
Una trasformazione che i ragazzi guardano con preoccupazione, soprattutto per le conseguenze che, a loro giudizio, potrebbe avere sul percorso educativo.
"Siamo fortemente contrari alla riforma del 4+2. Toglierci un anno di scuola significa trattarci come studenti di serie B e spingerci a forza nel mondo del lavoro prima del tempo", affermano nel video.
La critica riguarda quindi il rischio, percepito dagli studenti, di accelerare il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro, riducendo il tempo a disposizione per la propria formazione.
Il modello quadriennale consente comunque di conseguire un diploma con valore equivalente a quello dei percorsi quinquennali e non impone automaticamente l'ingresso nel mercato del lavoro.
La contestazione degli occupanti riguarda però soprattutto la direzione che, secondo loro, sta prendendo il sistema scolastico e il valore attribuito ai diversi percorsi di studio.
"Più del 50% degli studenti è di origine straniera": la richiesta di inclusione
Nel loro intervento, i ragazzi richiamano anche una caratteristica della comunità scolastica del Lattanzio: la sua forte componente multiculturale.
Secondo quanto dichiarano nel video, oltre il 50% degli studenti dell'istituto è di origine straniera. Un dato che gli occupanti collegano direttamente alla necessità di garantire percorsi educativi inclusivi e capaci di rispondere a situazioni personali differenti.
"Ragazzi che vengono da contesti complessi e che hanno bisogno di tempo, inclusione e pari opportunità per formarsi, non di essere incanalati subito al lavoro o etichettati", sottolineano.
Il timore espresso è che una formazione più breve possa penalizzare proprio gli studenti che, per ragioni sociali, linguistiche o familiari, hanno bisogno di maggiori strumenti per costruire il proprio futuro.
Da qui la richiesta di una scuola che offra pari opportunità di apprendimento e crescita, indipendentemente dalla provenienza o dalle condizioni di partenza.
"Vogliamo solo che il nostro diritto all'istruzione venga rispettato!", ribadiscono i ragazzi, riassumendo così il significato che attribuiscono alla loro mobilitazione.
I danni alla scuola e il messaggio degli occupanti: "Ci dispiace, vogliamo un cambiamento vero"
Nel video trova spazio anche una riflessione sui danneggiamenti che hanno colpito l'istituto e sulle conseguenze dell'occupazione. Gli studenti non ignorano quanto accaduto e riconoscono il peso dei danni materiali e morali provocati dalla vicenda.
"Vogliamo essere sinceri: ci dispiace per la situazione e per i danni materiali e morali che si sono creati, perché non è questo il nostro obiettivo", dichiarano.
Una presa di posizione che arriva dopo le notizie relative a porte sfondate, arredi distrutti e attrezzature informatiche danneggiate o sottratte. Secondo le testimonianze circolate nei giorni successivi all'occupazione, una parte degli episodi sarebbe riconducibile a persone esterne entrate nella struttura.
La responsabilità dei singoli danneggiamenti, tuttavia, resta da accertare. Nel frattempo, i ragazzi insistono sulla necessità di distinguere le ragioni della mobilitazione dalle conseguenze che l'hanno accompagnata.
"Vogliamo un cambiamento vero, vogliamo migliorare le cose e lottiamo per un futuro che ci appartiene", spiegano. È questo il messaggio con cui gli studenti del Lattanzio cercano di riportare la discussione sulle richieste che hanno dato origine all'occupazione.