
Le scuole hanno riaperto da poche settimane e già iniziano ad arrivare le proposte di una stretta sulle lezioni in presenza plessi scolastici: a partire dalle primarie in zona rossa si tornerebbe in Dad al 100%, opzione possibile anche in zone arancioni qualora la situazione fosse particolarmente critica. Questo orientamento, partito da un suggerimento del CTS, potrebbe confluire nel nuovo DPCM. Tuttavia nel Governo Draghi c’è chi si oppone: il nuovo ministro dell’Istruzione Bianchi. Scopriamo cos’ha detto.
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Scuole chiuse di nuovo?
Il Dpcm in vigore attualmente decade il 5 marzo 2021, quindi il Governo Draghi, appena insediato, si è dovuto subito mettere al lavoro. Le ipotesi sul contenuto del nuovo DPCM sono già molte, inoltre è attesa per oggi una nuova riunione della cabina di regia al cui centro vi è il nodo della scuola. Come riporta Open.it, il nuovo Ministro Bianchi si sta opponendo fermamente in queste ore all’ipotesi di una nuova chiusura delle scuole in zona arancione: “Eh, no, se vogliamo chiudere le scuole in arancione, allora voglio vedere chiusi anche i centri commerciali. Non è pensabile non far andare i ragazzi in aula e vederli poi assembrati fuori” avrebbe dichiarato recentemente.
Nuove regole per la scuola nel nuovo Dpcm?
Se il Governo è sempre stato d’accordo sulla chiusura delle scuole in zona rossa, non tutti sono concordi sulla nuova possibile chiusura degli istituti scolastici anche in zona arancione, proposta dal coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Agostino Miozzo, che suggeriva un’interruzione della didattica in presenza qualora nelle regioni in zona arancione si superino i 250 casi di Coronavirus ogni 100mila abitanti. Sembrerebbe essere proprio questa la proposta sul tavolo della cabina di regia delle ultime ore, e in merito alla quale il Governo dovrà prendere a breve una decisione da inserire all’interno del prossimo Dpcm che entrerà in vigore il 6 marzo 2021.
Le posizioni contrapposte sul tema della scuola
Proprio in merito alla questione scuola il Governo sembra diviso, sono infatti molte le voci contrarie a una chiusura delle scuole in zona arancione soprattutto dal momento in cui negozi e centri commerciali rimangono aperti. A schierarsi su questa posizione sono il ministro Bianchi seguito da Speranza, Bonetti, Franceschini e Patuanelli. Di pensiero opposto,invece, i ministri Giorgetti e Gelmini. Luca Zaia, governatore del Veneto, come riportato da Open, ha dichiarato: “Molte delle Regioni che oggi sono in difficoltà hanno aperto le scuole quasi un mese prima di noi. Guardiamo i dati epidemiologici: credo che la correlazione con le scuole ci sia fino in fondo. Non lo dico io, ma la letteratura scientifica.” Anche il governatore calabrese Spirlì appoggia il collega veneto, dichiarando che: “Non voglio aspettare che si ammalino i bambini prima di dover chiudere queste scuole”. Per scoprire però la linea governativa dovremo aspettare la pubblicazione del nuovo Dpcm, attesa a momenti, oramai.
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