
Zaino in spalla, libri pronti e, prima di entrare in classe, un controllo con il metal detector.
È successo la mattina del 1° ottobre 2026 all’IIS Edoardo Amaldi di Roma, dove la Polizia ha presidiato gli ingressi delle due sedi dell’istituto utilizzando anche metal detector portatili.
A far scattare la misura è stata una segnalazione della dirigente scolastica, arrivata alla Questura nel pomeriggio precedente e relativa a un possibile rischio per la sicurezza nella mattinata successiva.
Le autorità lo hanno definito un pericolo “potenziale e non meglio circostanziato”, mentre altre indiscrezioni parlano di un vero e proprio allarme attentato.
Da qui la decisione del Questore, d’intesa con il Prefetto, di predisporre una cornice di sicurezza attorno alla scuola e controllare chi entrava negli edifici. I controlli si sono conclusi senza criticità e le attività scolastiche sono poi proseguite regolarmente.
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Perché sono arrivati i metal detector al liceo Amaldi
La decisione è stata presa nel tardo pomeriggio di mercoledì 30 settembre.
Secondo quanto comunicato dalla Questura, la dirigente dell’istituto aveva segnalato l’esistenza di un possibile rischio relativo alla mattinata successiva. Non sono stati forniti dettagli precisi sulla natura della segnalazione e le autorità hanno parlato di un rischio ancora "potenziale e non circostanziato".
La risposta è arrivata prima dell’apertura della scuola.
Nella mattinata del 1° ottobre sono stati quindi predisposti controlli attorno a entrambe le sedi dell’istituto, con equipaggi dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e personale del VI Distretto di Polizia Casilino.
Agli ingressi sono stati utilizzati anche metal detector portatili, con l’obiettivo di verificare che nessuno introducesse oggetti potenzialmente pericolosi all’interno degli edifici.
Al termine delle verifiche non sarebbero emerse criticità e studenti, docenti e personale hanno potuto iniziare regolarmente la giornata scolastica.
Perché oggi i metal detector possono essere usati nelle scuole
Quello dell’Amaldi non è un intervento improvvisato.
I controlli rientrano nella direttiva congiunta dei ministeri dell’Interno e dell’Istruzione e del Merito, varata nel gennaio 2026 per rafforzare la prevenzione contro la presenza di armi e altri oggetti pericolosi negli istituti scolastici.
Il sistema non prevede metal detector installati automaticamente all’ingresso di tutte le scuole. I controlli possono essere organizzati invece in situazioni considerate a rischio, anche sulla base delle segnalazioni dei dirigenti scolastici e attraverso il coordinamento con Prefetture e Questure.
Nel caso romano, la misura rappresenta la prima applicazione dall’inizio dell’anno scolastico 2026/2027 nella Capitale della direttiva ministeriale. L’obiettivo dichiarato è soprattutto preventivo: intervenire prima che una segnalazione possa trasformarsi in un pericolo concreto.
Da febbraio controllate 276 scuole in Italia
Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito a settembre, tra febbraio e maggio 2026 le forze dell’ordine hanno effettuato 2.828 interventi in 276 istituti scolastici nell’ambito delle attività previste dalla direttiva.
Durante i controlli sono stati sequestrati decine di oggetti utilizzabili come armi, tra cui coltelli, tirapugni e sfollagente. In alcuni casi, secondo quanto riferito dal ministro Giuseppe Valditara, sarebbero stati trovati anche machete.
La direttiva era arrivata dopo alcuni gravi episodi che avevano riportato al centro dell’attenzione il tema delle armi tra i più giovani e della sicurezza negli istituti. I controlli restano però una misura mirata: non significano che ogni scuola italiana sia destinata ad avere un metal detector fisso all’ingresso.