
A Salerno il Comune ha deciso di mettere in atto la direttiva Valditara-Piantedosi, che, per contrastare il fenomeno dei coltelli tra i giovani, prevede anche la possibilità di utilizzare metal detector nelle scuole.
Il Comune ha deciso infatti di acquistare due dispositivi portatili da affidare alla Polizia municipale per rafforzare i controlli di sicurezza negli istituti cittadini e nelle aree considerate più sensibili.
Secondo quanto riportato da Il Mattino, la misura rientra nel progetto “Scuole Sicure” e punta a intervenire soprattutto in ottica preventiva.
L’obiettivo, infatti, è contrastare il fenomeno dei ragazzi che portano con sé coltelli o altri oggetti potenzialmente pericolosi, senza però trasformare le scuole in luoghi militarizzati.
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Quanto costano e come verranno pagati
Per l’acquisto dei due metal detector il Comune ha approvato una spesa complessiva di 707,60 euro. La fornitura è stata affidata alla società Securitaly di Cesenatico, come previsto dalla determina dirigenziale del Settore Polizia Locale firmata dal comandante Rosario Battipaglia.
La parte che fa più discutere è però un’altra. I dispositivi saranno acquistati usando i proventi delle multe stradali: l’articolo 208 del Codice della strada permette infatti ai Comuni di destinare una parte degli incassi delle multe a progetti per la sicurezza urbana e il rafforzamento dei controlli.
Tradotto: una quota delle sanzioni stradali raccolte in città verrà usata per acquistare strumenti pensati per aumentare la sicurezza degli studenti e prevenire situazioni di rischio dentro e intorno alle scuole.
Come funzioneranno i controlli
I metal detector portatili dovrebbero essere usati a campione e solo in situazioni particolari, considerate sensibili.
Il messaggio lanciato dal Comandante della Municipale Rosario Battipaglia è chiaro: "Non si tratta di una misura repressiva, ma esclusivamente preventiva.
Abbiamo acquistato due metal detector portatili da utilizzare all'occorrenza nei controlli di sicurezza presso gli istituti scolastici del territorio. I controlli saranno effettuati a campione e solo in casi particolari".
Dietro questa scelta c’è una preoccupazione crescente che ormai riguarda molte città italiane, anche quelle considerate più tranquille, per il fenomeno dei “baby con coltello”, cioè adolescenti che portano con sé lame o oggetti pericolosi per emulazione, per esibizione o nella convinzione di doversi difendere.
E le scuole non sono da meno: specie dopo la tragica morte dello studente 18enne dell'Istituto Einaudi alla Spezia.
Prevenzione, non scuole militarizzate
Il provvedimento si inserisce nel progetto "Scuole Sicure", promosso dall'amministrazione comunale per incrementare il monitoraggio negli edifici scolastici e nelle aree limitrofe.
L'idea - come ribadito dal Comandante Battipaglia a Il Mattino - non è quella di creare un clima da allarme permanente dentro gli istituti, ma di rafforzare la prevenzione.
"Non vogliamo militarizzare le scuole, ma aumentare il livello di attenzione. La sicurezza non si costruisce soltanto con i controlli: serve soprattutto un grande lavoro educativo e culturale insieme alle famiglie e alle scuole".