
Nei programmi di letteratura italiana dei licei, dal prossimo anno scolastico, sarà inserito il melodramma, senza l'arrivo di nuovi docenti o fondi aggiuntivi.
L'annuncio è arrivato dal ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, durante un incontro al Teatro alla Scala di Milano con il sovrintendente Fortunato Ortombina e gli studenti di tre istituti della città: Tito Livio, Virgilio e San Carlo.
Per il ministro si tratta di una "piccola rivoluzione": l'opera lirica, da Verdi a Puccini, entrerà a far parte della storia della letteratura italiana al fianco di Manzoni e Leopardi.
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Il melodramma entra nella letteratura dei licei
Il melodramma diventerà un capitolo della storia della letteratura italiana, accanto a autori come Alessandro Manzoni e Giacomo Leopardi. Non sarà una disciplina a parte, ma un percorso di studio inserito dentro il programma di letteratura, allo stesso livello dei grandi classici dell'Ottocento.
Per ora la novità riguarda solo i licei. Il ministero sta già lavorando per estendere il percorso anche agli istituti tecnici, anche se su tempi e modalità non ci sono ancora indicazioni precise.
I docenti di italiano insegneranno il melodramma
L'insegnamento del melodramma sarà affidato ai docenti di italiano già in servizio. Non sono previsti insegnanti specializzati né percorsi di formazione dedicati: "Non ci saranno docenti ad hoc, non dobbiamo immaginare che un docente di lettere non conosca il Nabucco o il melodramma", ha detto Valditara.
Il progetto non prevede finanziamenti aggiuntivi. Per la preparazione dei docenti resterà la normale formazione prevista per l'introduzione delle nuove indicazioni nazionali. I dettagli su come sarà organizzato in classe lo studio del melodramma dovranno essere diffusi nei prossimi documenti del ministero.
Verdi e l'opera diventano patrimonio letterario
Secondo Valditara il melodramma ha avuto un ruolo chiave nell'unificazione culturale dell'Italia nell'Ottocento: "Oggi facciamo una grande operazione di recupero e di valorizzazione di quello che è stato […] un fenomeno importante: dare un cemento unificante agli italiani", ha spiegato il ministro. L'opera lirica, ha aggiunto, "era conosciuta da chiunque: dal cittadino che magari non recitava Leopardi, ma cantava Va' pensiero, e che conosceva i personaggi storici attraverso le opere".
L'opera lirica non è fatta solo di musica: il libretto racconta una storia attraverso versi, dialoghi e personaggi, con una struttura narrativa vicina a quella della prosa. Lo ha confermato anche il sovrintendente della Scala Fortunato Ortombina, che ha paragonato titoli come "La forza del destino", "Don Carlo" e "Simon Boccanegra" ai romanzi: "Li considero non meno di romanzi".
L'attenzione alla musica non riguarda solo i licei. Dall'anno scolastico 2026-2027, le nuove Indicazioni nazionali saranno applicate già a partire dalle prime elementari e includeranno anche la storia della musica classica, i compositori più importanti, le loro opere e gli strumenti musicali.
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale.